WhatsApp censurato in Cina?

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La stretta del regime di Pechino sui social networks, app e siti internazionali si fa ancora più stretta e questa volta sembrerebbe si sia abbattuta sul popolare servizio di messaggistica WhasApp.

Secondo alcuni utenti, il servizio in alcune città sarebbe ancora parzialmente funzionante. Altri invece lamentano il completo blocco. C'è chi individua un consueto pattern (un business occidentale arriva in Cina portando nuove tecnologie, il governo lo vieta e il suo posto viene colmato da un clone cinese), chi invece invita ad usare WeChat.

Nonostante i numerosi tentativi e le lezioni di cinese di Mark Zuckerberg per entrare nell'ambito mercato cinese, Beijing ha disabilitato il servizio in Cina. WhatsApp era l'ultimo importante servizio controllato da Facebook ad essere disponibile in Cina. Facebook, lo ricordiamo, è censurato in Cina dal 2009. Anche Instagram non è raggiungibile nel paese.

Quest'anno non è stato particolarmente fortunato per i servizi web e social stranieri nel paese asiatico. Il controllo del governo, forse anche in previsione del consueto appuntamento autunnale del Congresso del Partito Comunista Cinese (18 ottobre 2017), si è fatto particolarmente rigido attorno ad una lunga serie di sevizi, app e siti stranieri, tra cui Pinterest, vietato in primavera, le nuove regolamentazioni sulle VPN che stanno entrando in vigore a macchia di leopardo e che potrebbero essere definitive dal 2018, etc. I divieti e nuove stringenti regolamentazione inoltre si sono ugualmente abbattute sui provider nazionali come Wechat, Weibo e mille altre piattaforme social e di streaming video che hanno dovuto accettare le nuove imposizioni governative per regolamentare questi importanti nuovi mercati.

Secondo Nadim Kobeissi, crittografo presso Symbolic Software, contattato dal New York Times, i blocchi sui messaggi di testo di WhatsApp suggeriscono che i censori cinesi si siano dotati di nuovi strumenti software per interferire con la distribuzione dei messaggi. I servizi di messaggistica di WhatsApp fanno affidamento ad un complesso sistema di crittografia. Il blocco suggerisce l'idea che il governo cinese in qualche modo sia riuscito a bloccare questi protocolli.

"Questa non è la modalità tecnica tipica con cui il governo cinese censura qualcosa", ha riferito Kobeissi. Secondo i dati raccolti dal suo gruppo, i primi disservizi si sono registrati Mercoledì scorso, e sono diventati definitivi nella giornata di Lunedì.

Secondo Lokman Tsui, uno specialista delle comunicazioni via internet presso la Chinese University di Hong Kong, l'operazione sarebbe iniziata domenica. Qualche utente temporaneamente potrebbe ancora essere in grado di utilizzare il servizio dal suolo cinese.

Fonte: New York Times , web

La Cina rimanda i controlli sulle importazioni alimentari dopo le proteste internazionali

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Importazioni alimentari in Cina

Il governo di Beijing ha rimandato le nuove normative sui controlli sulle dopo le proteste congiunte di Stati Uniti, Europa ed altri partner commerciali.

Le nuove regole che avrebbero richiesto di avere un certificato di ispezione da parte di un governo straniero per ogni spedizione di alimenti sarebbero dovute entrare in vigore domenica. Ma la Cina ha deciso di concedere un periodo di transizione della durata di due anni, secondo Associated Press, in seguito ai commenti non proprio favorevoli di altri governi, secondo un documento inviato all'Organizzazione Mondiale per il Commercio lunedì.

Non vi sono molti dettagli in merito ma il rinvio potrebbe aiutare a dissipare le preoccupazioni per quanto riguarda le spedizioni di carne, frutta, latticini, ed altri prodotti. In gioco vi è un mercato da miliardi di dollari.

La disputa inoltre va ad alimentare le tensioni commerciali con Stati Uniti ed Europa, che lamentano i prezzi troppo bassi delle esportazioni cinesi per quanto riguarda acciaio ed alluminio, andando a minacciare e a mettere a rischio competitor stranieri e minacciando allo stesso tempo posti di lavoro.

I nuovi regolamenti imposti da Pechino, hanno trovato un'opposizione inusuale. Se da un lato i governi hanno detto poco in pubblico, dietro le quinte, si è formata un'insolita alleanza tra Stati Uniti, Unione Europea, Giappone, Australia e Argentina che hanno lavorato in comune per contrastare le misure cinesi, intimando la Cina di seguire le norme stabilite a livello globale, mentre la Cina ha deciso di attuare deliberatamente procedure richieste solo per cibo ad alto rischio.

Alla fine, per il momento, sembrano averla spuntata i partner commerciali stranieri, ottenendo da parte della amministrazione competente cinese un reinvio di due anni.

Qualche giorno fa, il governo cinese aveva imposto alcune restrizioni ad una serie di formaggi morbidi occidentali.

Fonte: APnews

Photo by Glyn Lowe Photoworks.

Intervista con la cantante jazz Laura Fygi

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Laura-Fygi

Laura Fygi èuna cantante jazz olandese, nata ad Amsterdam. E' cresciuta in Uruguay.

Suo padre era un uomo d'affari olandese e sua madre una ballerina del ventre egiziana.

Ha sperimentato diversi percorsi musicali tra cui jazz, latino e la chansons, senza negarsi alcun genere o stile. Nel 2012 ha firmato un contratto con una delle maggiori compagnie discografiche cinesi e ha registrato brani originali in cinesi che ha arrangiato nel suo stile personale. Si esibirà in Cina il 30 settembre 2017 al "Shanghai Oriental Arts Center" ed il 2 ottobre 2017 al "Chang Jiang International Music Festival" Shiye Island, Zhenjiang.

Official site | Facebook page | Wikipedia Amazon

Intervista

CinaOggi - Come e quando è avvenuto il primo incontro con la musica jazz? Come è nata questa passione?
Laura Fygi - Da quando ero una bambina I miei genitori amavano la musica jazz ed anche le canzoni francesi. In altre parole sono cresciuta con questa passione.

Laura-Fygi

“Una voce inconfondibile, in grado di cantare in inglese, spagnolo, francese, portoghese e cinese, i suoi album sono venduti in oltre 30 paesi.” China.org.cn

C-O - Da quali idee nascono le tue canzoni?
Laura Fygi - Io devo avere una buona storia, una bella melodia e la maggior parte sono ricordi.

C-O - C'è un brano o vi sono più brani a cui sei particolarmente legata? Vi sono brani dedicati a qualcuno in particolare o ad un momento che ha segnato un profondo cambiamento nella tua vita?
Laura Fygi - Rachel fu scritta appositamente per me da Michel Legrand quando ero incinta e sapevo sarebbe nata una bambina.

C-O - Quali sono state le emozioni della prima volta live? Che differenze emotive vi sono nel cantare in studio e nell'esibirsi live?
Laura Fygi - La mia prima esperienza avvenne nel 1988 con un gruppo femminile, My first live experience was with a girl group in 1988, un gruppo di ragazze cattive chiamato Centerfold.... In studio, sono completamente coinvolta nella musica che sto registrando mentre sul palco principalmente mi diverto ad esibirmi..

Laura-Fygi

"Laura Fygi ama lavorare anche con i musicisti jazz in Cina e le piace aggiungere elementi cinesi alla sua musica, dice Xi, spiegando il successo del musicista in Cina." China Daily

C-O - Come è arrivato il contratto con la Cina?
Laura Fygi - Dopo essermi esibita in tanti paesi asiatici, dal 1991, la Cina mi ha scoperto nel 2001.

C-O - Come è stata la prima volta in cui hai cantato in lingua cinese?
Laura Fygi - Molto difficile e lo è ancora!

C-O - Vi sono differenze nel colllaborare con musicisti cinesi?
Laura Fygi - Tutti I musicisti con cui ho lavorato sono professionisti quindi non vi è una reale differenza.

C-O - Vi sono differenze nell'esibirsi in live in Cina? Qual' è la partecipazione del pubblico cinese?
Laura Fygi - Il pubblico cinese è piuttosto riservato, ma interagisco con loro ed amano partecipare. Li faccio cantare e ballare con me!

“Mi piace la sfida e provare nuove cose. In questo modo tengo anche il mio pubblico attivo e spero desideroso in attesa del mio prossimo album!” Asiatatler

C-O- Qual' è il rapporto con i social? Il web aiuta la divulgazione e promoziobne di un'artista o ci sono dei "contro" da valutare ?
Laura Fygi - Credo che I social networks siano molto importanti per cui ho un team dietro di me che li gestisce per me. Il web è molto importante e certamente aiuta a promuovere i miei concerti e le mie nuove registrazioni dal momento che le persone non acquistano più i cd, ma ascoltano canali musicali o scaricano le canzoni.

C-O - I social cinesi preferiscono avere il proprio network indipendente da quello occidentale, come si riflette questo nel propmuoversi artisticamente in Cina?
Laura Fygi - Stiamo lavorando per entrare nei social networks cinesi e ho già tradotto il mio sito web in cinese, che è un punto di partenza ...

La tradizione delle ombre cinesi di Tengchong

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Le origini del teatro d'ombre di Tengchong, possono essere fatte risalire a poco più di 170 anni fa.

Similmente al teatro d'ombre tradizionale cinese, queste produzioni si basano su leggende, romanzi e sul folklore cinese.

Quella delle ombre cinesi, è un'antica forma di racconto e allo stesso tempo di intrattenimento che utilizza delle silhouette di carta per rappresentare i personaggi e gli eventi principali della storia che verranno narrati attraverso un sapiente uso delle ombre da parte del burattinaio proiettate su una superficie semi-trasparente. Quella di Tengchong, nella prefettura di Baoshan, nello Yunnan, è una tradizione ancora oggi rappresentata, ed è caratterizzata da un ritmo veloce e vivace.

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Il teatro d'ombre ha avuto origine in Asia Orientale (probabilmente Asia centrale, Cina o India) nel primo millennio a.C. Attorno al 200 a.C. queste prime figure in stoffa sono state poi sostituite da figure in cuoio colorato dotate di giunture, che venivano schiacciate su uno schermo semi-trasparente. Da queste antiche tradizioni, si sono poi sviluppate i teatri d'ombre tradizionali. Dopo le invasioni dei Mongoli, queste tradizioni raggiunsero anche il medio oriente e grazie ai mercanti europei, le ombre arrivarono in Europa dove si diffusero in Francia, Italia, Inghilterra e Germania dal quindicesimo secolo d.C.

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Vi sono molti miti e leggende riguardo all'origine di questa particolare forma di teatro. La più famosa vuole che si sia originata quando alla morte della concubina dell'Imperatore Wu di Han (156 a.C. - 87 a.C.) il mago Shao-weng promise di innalzare il suo spirito. L'imperatore scorse dunque un'ombra somigliante alla sua amata concubina tra le tende e i drappi illuminata dalle torce del mago. In realtà, il testo originale del Libro di Han, non accenna alle ombre cinesi, anche se la descrizione appare simile. Le prime testimonianze storiche accertate dell'esistenza di questa particolare forma di teatro non si hanno fino alla dinastia dei song settentrionali (960-1127). Un libro del 1235 attesta che inizialmente le forme erano ritagliate nella carta, ma poi furono sostituite da forme in cuoio. Nei secoli successivi questo teatro si diffuse in tutto il paese. Durante la dinastia Ming, nella sola città di Pechino, vi erano tra le 40 e 50 compagnie teatrali.

Fonte: China-underground - Wikipedia

5 tecniche per evitare la censura in Cina

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Il Great Firewall of China è qualcosa di cui tutti abbiamo sentito parlare. Molti sanno che si tratta di qualcosa legato ad una ferrea censura di internet ed alla limitazione di accesso a siti e app straniere dal paese della Terra di Mezzo.

di Jolie Lenkewicz

Gli utenti cinesi non possono utilizzare Twitter, Facebook o Youtube, ma la Cina piuttosto ha promosso le sue versioni di questi siti ai cittadini - come Baidu, WeChat, Youku, Tudou per citarne alcuni. Questi siti assicurano che l'utente abbia accesso ad alcuni servizi ampiamente utilizzati, compreso il video streaming, i social network ed altro, ed allo stesso tempo separa gli utenti dalle fonti straniere.

Mentre un controllo governativo ferreo può essere attraente per alcuni, altri cercano soluzioni alternative per ottenere l'accesso  a internet libero, specialmente coloro che viaggiano, lavorano o vivono in Cina.

DNS

La tecnica del DNS è qualcosa che non funziona quasi mai, dal momento che è il metodo più semplice per cambiare e reindirizzare il traffico, ma si può sempre provare. Il blocco a livello DNS avviene quando un fornitore di servizi Internet (ISPs, internet service providers, ndr) filtra le richieste server DNS, e avviene quando un utente cerca di raggiungere un sito bloccato o con accesso limitato, reindirizzando l'utente verso un altro sito, rendendo irraggiungibile il primo sito. Gli utenti possono cambiare manualmente un DNS server con uno personalizzato, sovrascrivendo le impostazioni di base. Se tutto dovesse andare bene, l'utente sarà in grado di aggirare le restrizioni, e sarà in grado quindi di visualizzare il sito desiderato senza problemi. Ad ogni modo, il metodo DNS funzionerà soltanto se gli altri DNS server non sono bloccati, o se l'utente troverà il server che non è limitato. I servizi di smart DNS sono qualcosa che possono efficacemente aiutare un utente a cambiare i DNS server in uno da loro gestito, dal momento che una lista di server operativi dislocati in vari paesi è disponibile.

SSH Tunnel

Quello dello SSH Tunnel è un altro metodo che può aiutare gli utenti a filtrare il traffico web, rendendolo sicuro. Gli SSH Tunnel devono essere impostati per reindirizzare il traffico dell'utente verso un'altra connessione sicura. SSH è una procedura in qualche modo simile ad un virtual private network (VPN), ma non ha le stesse caratteristiche avanzate di un VPN e il livello di criptazione è abbastanza basilare. I Tunnel SSH aiutano ad aggirare geograficamente le restrizioni e se è vero che un metodo che permette di rendere un po' più sicuro il traffico, la maggor parte delle volte, l'esperienza online ne risulta pesantemente rallentata.

Proxy

Un proxy server è simile ad una VPN, ad ogni modo, non offre lo stesso livello di sicurezza ed affidabilità di una rete virtuale privata. Un proxy è uno strumento che aiuta gli utenti ad accedere ad un sito velocemente, senza impostare nulla. I proxy generalmente funzionano come normali siti internet oppure possono essere scaricati come estensioni o plugin. Tutto quello che bisogna fare è copiare ed incollare l'indirizzo del sito nella barra indirizzi in modo tale da reindirizzare il traffico verso il sito che vogliamo raggiungere. Un proxy è un ottimo strumento per sbloccare alcuni siti irraggiungibili, ma sfortunatamente, molti proxy sono bloccati in Cina. Rimane comunque pur sempre una valida alternativa se vogliamo accedere ad un sito senza installare altro software o cambiando le impostazioni.

Tor

Il browser Tor, aiuta a filtrare e reindirizzare il vostro traffico. Tor utilizza un suo metodo di criptazione dei dati e funziona meglio di tutti gli altri sistemi che abbiamo visto sino ad ora, dal momento che incanala soltanto il traffico, ma senza criptarlo. Inoltre, Tor è un browser open-source, il che vuol dire che il suo utilizzo è gratuito per coloro che desiderino scaricarlo e provarlo. Ma ha i suoi contro, uno dei quali è quello di rallentare la velocità di navigazione. Inoltre, Tor non dovrebbe essere usato per accedere a dati sensibili o per i torrent. Prima di usare Tor, è importante fare qualche ricerca, dal momento che è necessario seguire una serie di raccomandazioni per utilizzarlo in maniera davvero anonima e non tracciabile ed ha una sua curva di apprendimento.

VPN

Una rete virtuale privata (VPN) è la migliore soluzione per navigare in maniera sicura ed accedere a contenuto bloccato su base geografica. Vi sono innumerevoli servizi di VPN, ma soltanto una frazione di questi funzionano realmente in Cina. Perché il VPN è il metodo migliore per evitare la censura? Quello che fa una VPN è criptare il traffico, cambiando l'indirizzo IP, facendolo apparire proveniente da un altro paese. Una VPN offre numerosi server in giro per il mondo, a cui possiamo connetterci, modificando l'indirizzo IP e facendolo sembrare localizzato in un altro paese. I servizi di VPN generalmente offrono una criptazione molto forte, nemmeno il fornitore di servizi internet è in grado di sapere cosa si sta effettivamente visualizzando. Le VPN inoltre hanno alcune caratteristiche avanzate per migliorare l'esperienza online. Alcuni includono un kill switch (ovvero la possibilità di terminare la connessione se la VPN si sconnette per qualche ragione), server P2P (utilizzati prevalentemente per i torrent o il file-sharing), strumenti per rimuovere le pubblicità online o malware ed altro. Le VPN spesso vengono utilizzate per accedere a servizi di streaming come Netflix, Hulu, HBO ed altri.

Mentre alcuni di questi metodi richiedono qualche approfondimento, in particolar modo i DNS e gli SSH tunnel, dal momento che è richiesto di dover cambiare e modificare alcune impostazioni, altri sono un po' più semplici da utilizzare. I proxy sembrano essere una soluzione efficace a breve termine per accedere ad alcuni siti, TOR ha un suo rigido set di regole, mentre un servizio VPN è la soluzione più semplice, sicura ed affidabile.

Le tribolazioni di un italiano in Cina

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Le tribolazioni di un italiano in Cina

Il Butre è un giovane neolaureato degli anni Duemila dall'animo nerd e dagli ingenui sogni di gloria. A seguito di mesi e mesi di fallimentari colloqui di lavoro, un invitante stage in Cina lo convince a fare le valigie e volare a Pechino.

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Ad accoglierlo trova il fastidioso Peter, autista cinese dall'inglese incerto, il quale ben presto si rivelerà essere un truffaldino tuttofare, un pessimo uomo e un campione mondiale di sputi. Il Butre diventerà così protagonista di un tragicomico viaggio fra Pechino, Tianjin e Wuhan che lo porterà a scontrarsi con i raggiri del suo autista, a imbattersi in un amore inaspettato e a incappare in situazioni ai limiti dell'umana sopportazione. Durante il suo tentativo di punire Peter, scoprirà infine il lato chiaro di quel grande mistero chiamato Cina. “Le Tribolazioni di un italiano in Cina” è una storia autobiografica realmente accaduta e rappresenta l'inizio di un'avventura molto più grande che ha portato l'autore a vivere nel “Celeste Impero” per molti anni a seguire.

ANDREA PASQUALE – BIOGRAFIA

Andrea Pasquale nasce all'inizio degli anni Ottanta in Molise. Fin da bambino dimostra scarsa propensione per lo sport e una passione sfrenata per il mondo nerd, che ben gli valgono l'attenzione dei bulletti e il soffocamento di ogni speranza di contatto con il mondo femminile. Nel 2001 si iscrive a Relazioni Internazionali. Nel 2006 vince la borsa di studio Erasmus e fa festa a Granada per dieci mesi. Qui, tra cocktail mefistofelici e donne di facile seduzione, impazzisce e dall'anno seguente comincia a prendere più aerei che autobus. Si ritrova così ad essere guida turistica in Francia, muratore in Spagna, cameriere in Giappone, studente in Scozia, stagista in Uruguay e Belgio e turista incallito. Nel frattempo, trova anche il modo di regalare qualche migliaio di euro a un costoso quanto inutile Master fighetto. Nel 2010 vola in Cina e, dopo un turbolento periodo iniziale di adattamento, trova finalmente qualcuno disposto a pagarlo non in buoni pasto. Correntemente prosegue il suo lavoro come insegnante di italiano, spagnolo e inglese presso varie scuole e università cinesi e continua imperterrito a viaggiare per il mondo.

Alcuni formaggi morbidi europei tra cui il Gorgonzola sono stati vietati in Cina

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gorgonzola vietato in Cina

Alcuni formaggi a pasta molle come il Brie e il Gorgonzola sono stati accusati dalle autorità cinesi di contenere troppi batteri e pertanto la loro importazione è stata vietata.

Le autorità doganali cinesi hanno vietato l'importazione di alcuni formaggi, accusati di contenere troppi batteri. I formaggi in questione difatti conterrebbero consistenti colonie di batteri formalmente non approvate dal paese asiatico.

Il divieto prende in considerazione alcuni celebri formaggi europei come il brie, il gorgonzola, il camembert, il roquefort e il britannico Stilton e sembrerebbe anche altri prodotti come il bicarbonato di sodio e le zuppe pronte in barattolo. Secondo una fonte anonima citata da City Weekend, il governo cinese giustifica il divieto sulle importazioni di bicarbonato di sodio con la presunta presenza di una sostanza nociva.

Un distributore di formaggio straniero a Shanghai, secondo City Weekend, ha rilasciato una nota destinata ai suoi clienti affermando che "i formaggi che contengono un certo tipo di pasta non possono essere temporaneamente importati in Cina". La compagnia ha stilato una lista di 50 formaggi (quasi tutti di origine francese, a parte il gorgonzola ed altri europei) che sono stati colpiti dal divieto. Il divieto in alcune città è iniziato a luglio, in altre verso fine agosto e su scala nazionale questa settimana.

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La lettera inviata dall'importatore di formaggi

Un portavoce dell'Unione Europea, secondo il The Guardian, William Fingleton, ha dichiarato che non ci sono buoni motivi per giustificare il divieto. Secondo Fingleton il divieto colpisce un prodotto tradizionale ed importante che è stato importato ormai per decadi in Cina. L'intero mercato dei formaggi morbidi in questo momento è terminato, secondo le parole del portavoce.

La Cina lo scorso anno ha importato formaggio per un valore di circa 300 milioni di sterline, secondo i dati doganali. Il mercato principale di alcuni formaggi dall'odore pungente è quello degli expat. I formaggi sembrerebbe saranno disponibili fino ad esaurimento scorte.

Da luglio secondo That's Mag, anche altri prodotti sono stati raggiunti dal divieto: biscotti, verdure, bevande, partite di pesce e di manzo sono state rispediti ai paesi di provenienza, tra cui Giappone, Stati Uniti, Canada, UE e Australia.

I formaggi dalla pasta più dura come il cheddar, il comté e il gruviera non sono stati vietati, ma la natura arbitraria del divieto ha allarmato le autorità europee. Secondo Fingleton difatti, questo divieto apre la strada ad un metodo di decisione arbitrario che potrebbe portare al bando anche di altri prodotti senza apparente ragione. Sempre secondo il portavoce dell'UE, vi sarebbero tonnellate di formaggio importato ed ormai sprecato che sono state trattenute dalla dogana cinese.

Già in passato alcuni formaggi come la Mozzarella nel 2008 e alcuni formaggi inglesi nel 2014, erano stati temporaneamente vietati, ma i divieti erano stati poi revocati. Inoltre sin dal 2010 (2010, 2011, 2012) erano apparse alcune note rilasciate dal governo cinese che ponevano alcune limitazioni sui prodotti contenenti lieviti utilizzati nella produzione di formaggi, ma nessuna azione era stata intrapresa.

Fonte: The GuardianCity Weekend

iChineseinItaly, una webserie di documentari su i cinesi in Italia oggi

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La Cina avanza e i cinesi stanno iniziando sempre più a far parte della nostra vita.

Silenziosamente prendono posizioni nella nostra società. Promuovono una lingua in tutto il mondo e anche in Italia moltissimi studenti iniziano a studiare il cinese. Masse di turisti invadono le nostre città per non più di due giorni. Comprano capi firmati, ci fotografano e tornano al loro paese. E nel frattempo il bar sotto casa è diventato cinese, il parrucchiere è cinese. Anche l’aperitivo sta diventando cinese. Milioni di studenti invadono le città d’arte per studiare pittura, canto, scultura e musica.

Link al sito di iChineseinItaly | Canale Youtube

Le più grandi comunità cinesi, formatesi negli anni ’80, si trovano a Milano, Prato e Roma, ma anche altre comunità si stanno formando in tante altre parti d’Italia. Molti dei cinesi in Italia non parlano italiano e nello stesso tempo stanno nascendo le seconde e le terze generazioni: bambini e ragazzi che parlano italiano ma non cinese. Di tutto questo mondo si sa pochissimo perché stranamente ancora oggi i cinesi e gli italiani non hanno molte possibilità per conoscersi e confrontarsi.

cinesi in italia documentario
Per questo abbiamo pensato “iChineseinItaly”, una web serie di documentari dagli 8 ai 15 minuti che ci dicono chi sono i cinesi in Italia oggi. Ogni episodio ci regala un intimo spaccato di vita. Alcuni ci raccontano l’avventurosa emigrazione verso il nostro paese, l’integrazione, le difficoltà incontrate, le tradizioni, le trasformazioni culturali. In altri episodi ci mostrano le storie di ragazzi di nuova generazione con il corpo cinese e la mente italiana, l’interazione con la nostra società e come i cittadini italiani reagiscono.

cinesi in italia documentario
Lo scopo di “iChineseinItaly” è avvicinarsi, conoscersi, capire quanto la diversità sia invece più vicina di quanto si immagini, costruire un ponte di scambio culturale tra gli italiani e i cinesi.

I protagonisti di queste storie ci faranno scoprire “la loro Italia” e ci racconteranno i loro pensieri sulla Cina vista da un altro continente.

Curiosità e approfondimenti per una serie di brevi documentari che fluidamente unirà queste storie, queste vite, lontane dal loro paese di origine ma che trovano una loro identità cinese-italiana.

Sono stati realizzati i primi tre episodi:

LA MIA STELLA POLARE 我的北极星 (13 minuti)
TANTO LONTANO QUANTO VICINO 咫尺天涯 (8,30 minuti)
SENZA DI TE NON ESISTO (10 minuti)
Il terzo e il quarto episodio sono in fase di montaggio.

Ideazione e regia:

La co-regia italo-cinese è di Leonardo Cinieri Lombroso e Tseng Kuang yi.
Leonardo è regista di documentari. Da diversi anni lavora in Asia, dove ha realizzato documentari sul cinema asiatico in Corea del sud, Sud Est Asia e Cina e documentari narrativi come Doris & Hong (2015) tra l’Italia e la Cina. Kuang yi ha collaborato con Rai Expo, ed è professoressa di cinese all’Università Roma Tre.

Il progetto per ora è una produzione indipendente. Stiamo cercando produttori e piattaforme web o tv interessate alla distribuzione.

cinesi in italia documentario

Topic: cinesi in Italia documentario

Intervista esclusiva: Guo Ke, regista del documentario "Twenty-two" sulle 'donne di conforto' in Cina

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Intervista a Guo Ke: Twenty-two è un documentario sulle 22 donne di conforto cinesi superstiti, vittime della schiavitù sessuale dei soldati giapponesi durante la Seconda Guerra Mondiale.

twentytwo-locandinaConsulta la scheda di Twenty Two sul nostro database del cinema cinese.

Il film, originariamente realizzato alcuni anni fa, è stato ultimato con il contributo di oltre 32.000 utenti. La prima versione del film può essere rintracciata nel corto "Thirty Two" (il numero delle donne di conforto ancora in vita), del 2012, che racconta la storia di una donna di conforto di 92 anni, Wei Shaolan, e di suo figlio, di padre giapponese. Il corto attirò l'attenzione della critica internazionale e ricevette alcuni riconoscimenti.

Al momento della sua prima ultimazione in forma di lungometraggio nel 2015, erano rimaste in vita solo 22 delle 200.000 donne di conforto cinesi. Quando il film ha ricevuto il suo ultimo montaggio nel 2017, solo otto delle ventidue donne erano rimaste in vita. Il documentario racconta attraverso le loro storie, un racconto che non dovrebbe essere dimenticato.

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Originariamente il documentario era circolato nel circuito dei festival internazionali con un montaggio da 115 minuti di Xiang Yang. In seguito, il team ha invitato Ching-Song Liao ad effettuarne una nuova versione, più corta, da 99 minuti, che poi è divenuta la versione finale del film.

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Intervista a Ge Kuo, regista di Twenty-two, documentario sulle 'donne di conforto' in Cina

1) Perché hai deciso di girare questo documentario?

Come regista, volevo focalizzare la mia attenzione sulla vita quotidiana delle sopravvissute. Dal momento che questo gruppo di persone sta morendo velocemente (si tratta di uno piccolo gruppo di donne cinesi quasi centenarie, ndr), come professionista dell'immagine, ho voluto rappresentare la forza di queste immagini in moto.

2) Come hai trovato le donne di conforto rimaste in vita? Quanto tempo hai impiegato?

Il professor Su Zhiliang della Shanghai Normal University, un ricercatore di storia, mi ha dato gli indirizzi di queste anziane persone. Ho impiegato meno di due settimane per trovare tutte queste donne nelle cinque province.

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3) Queste violenze hanno lasciato danni permanenti sulle sopravvissute.

Oggi, quando queste anziane signore ricordano gli eventi del periodo, scelgono di evitare di ricordare alcuni dettagli. Non possono evocare queste memorie nel loro cuore senza aprire vecchie ferite.

4) Che approccio hai utilizzato per girare il film?

Osservare la vita, catturare i dettaglia, ed affrontarlo con calma.

5) Hai trovato difficoltà nel mostrare il film in Cina?

No, non ho trovato particolari difficoltà nel mostrarlo in Cina, ed il pubblico era di alta qualità.

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6) Come è stato accolto il film dal pubblico cinese? E all'estero?

In Corea del Sud, Russia, Stati Uniti e Francia, alcuni degli spettatori si sono commossi a causa delle vite delle anziane.

7) Qual è stato il ruolo di Feng Xiaogang nella promozione del film?

Xinyi Zhang ha inviato una lettera al regista Feng Xiaogang, sperando di utilizzare la sua influenza e per permettere alle persone di venire a conoscenza del documentario. Il giorno prima dell'uscita (il 13 agosto), il regista Feng Xiaogang nel suo micro'blog ha menzionato Twenty-two tra le sue raccomandazioni, e questo ha avuto una forte risonanza nel social network.

8) Come pensi i social media possano aiutare il successo di una pellicola?

La forza dei social media è davvero forte, e "Twenty-two" è stato realizzato con l'aiuto dei media utilizzati dalla gente.

Intervista di Matteo Damiani

Fonti consultate: Chinese Movie Database, Imdb, Wikipedia, Cgtn

Macao la Las Vegas cinese dove c’è spazio per la Torre Eiffel e una piccola Venezia

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Macao

Se scriviamo “Macao” su un qualsiasi motore di ricerca per immagini… beh, lo spettacolo che ci troviamo di fronte agli occhi ha dell’incredibile.

Scordiamoci l’Estremo Oriente così come lo conosciamo oppure fantastichiamo. Anzi, il puntatore del mouse finisce col ritrovarsi sopra una Torre Eiffel tappezzata di luci gialle e rosse, prima, e su uno scorcio di Venezia (con tanto di canali, gondolieri e campanile di San Marco), poi. Ecco quindi una carrellata di grattacieli, moderni palazzi lussuosi, torri che ricordano certe architetture degli States.

Questa è Macao oggi.

O meglio, quella sua parte che ormai tutto il mondo conosce con l’appellativo di “Las Vegas cinese” e che niente ha a che spartire con la città vecchia.

Poco meno di 30 chilometri quadrati abitati da 600 mila individui circa, che ne fanno quindi una delle zone più densamente popolate del pianeta, Macao è stata per 442 anni una colonia portoghese. Il dominio lusitano cominciò alla metà del XVI secolo per interrompersi solo alla mezzanotte del 20 dicembre 1999, quando il territorio tornò sotto la sovranità della confinante Cina. A una condizione però: per un altro mezzo secolo, fino al 2049, avrebbe mantenuto un elevato livello di autonomia.

Ecco perché nonostante il gioco d’azzardo sia illegale nella Repubblica Popolare Cinese, a Macao risulta essere uno dei fattori trainanti.

Fortemente legata al turismo, è fra le venti mete più gettonate al mondo, Macao ha sempre ospitato luoghi dove giocare d’azzardo, ma dal 2002 in poi con l’avvio del processo di liberalizzazione la crescita è stata senza precedenti. Al momento in cui scriviamo il numero di casinò presenti sul suo territorio sfiora i quaranta, mentre la forza lavoro impiegata in questo settore si aggira sulle 80 mila unità.

Per concludere, due dati che fotografano ancora meglio il quadro della situazione: la metà del prodotto interno lordo di Macao è frutto delle attività di turismo e gioco d’azzardo assieme, attività che contribuiscono con il 70 per centro alle entrate del governo locale.

Tanto che spesso i turisti vengono classificati come “mass market”, abitudinari del gioco d’azzardo, “casual”, alle prime esperienze, “VIP”, dei veri big spender che finiscono con l’essere coccolati dagli stessi proprietari dei casinò con limousine, jet privati, eccetera.

Insomma, anche a Macao è stato replicato quel modello americano riassumibile nel motto: “Good food, good whiskey, good gamble”. Che tradotto in italiano suona più o meno così: “Buon cibo, buon whiskey, buon gioco”. Non a caso era lo slogan della famiglia Binion, per intenderci colei che riuscì a portare le World Series of Poker (WSOP) a Las Vegas, facendone un torneo di successo in grado di richiamare giocatori da ogni angolo del mondo.

Qualche consiglio prima di volare a Macao per turismo?

Intanto qualche indicazione utile al viaggio.

Non esistono voli diretti per Macao. Ma non è detto che in futuro la situazione cambi. La soluzione più ovvia è l’arrivo in Cina oppure a Hong Kong.

Prima di imbarcarci sull’aereo ricordiamo di spostare le lancette dell’orologio 7 ore avanti (6 quando in Italia è in vigore l’ora legale).

Controlliamo che il passaporto sia ancora in regola. In caso di sosta inferiore ai trenta giorni dovrà avere almeno 2 mesi di validità residua dal giorno della nostra partenza per il rientro a casa. Per soggiorni di durata superiore è richiesta una validità residua di almeno 6 mesi.

La moneta locale è la Pataca, ma gli esercizi commerciali tendono ad accettare anche il Dollaro di Hong Kong.

Le lingue parlate sono per lo più il cantonese e, in minima parte, il portoghese.

Il periodo migliore per visitare Macao? Fra ottobre e dicembre, quando il clima dovrebbe essere più invitante, con un minore tasso di umidità e le probabilità di incappare in fastidiose giornate di pioggia sono basse.

Se poi vogliamo provare anche l’avventura del gioco d’azzardo e, in particolare, il poker è possibile prendere qualche ‘ripetizione’ prima di cominciare il viaggio. I casinò online autorizzati AAMS, l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stati, non mancano. E fra questi c’è anche PlanetWin365 di cui possiamo leggere un’ampia descrizione e trovare un codice promozionale per l’iscrizione su https://bonusreferrercode.com/codice-bonus-planetwin365/.

Chiudiamo con un paio di curiosità.

La prima: attenzione ai numeri! Sono, difatti, considerati di buon auspicio i numeri 8 e 9. Guai, invece, al numero 4, accostato il più delle volte alla cattiva sorte.

La seconda: messo piede in un casinò di Macao non pensiamo di trovarci a Las Vegas oppure in un’altra città occidentale. In questa parte del mondo a farla da padrone è il baccarat (o baccarà), un gioco in cui a sfidarsi sono giocatori e banco ma che, prima della distribuzione delle carte, prevede la raccolta di scommesse su chi risulterà vincitore, oppure se il testa a testa terminerà in pareggio.

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