La scienza dietro gli Xiao Ren Ren: i parenti psicoattivi dei porcini dello Yunnan
Nel 2025 è stata condivisa una ricerca dove gli esperti hanno esaminato un fungo che provoca allucinazioni straordinarie e peculiari. Questo fungo che appartiene ad una classe di funghi completamente diversa dai più comunemente noti “funghi magici” risulta ancora molto più misterioso se non cotto completamente dato che porterebbe chi lo mangia a vedere all’improvviso centinaia di piccole persone, come in un cartone animato o in una immaginaria Lilliput. Questi esseri inizierebbero a marciare sulla tovaglia, saltare nel piatto, nuotare nella zuppa o come in un episodio di Urusei Yatsura di Rumiko Takahashi far baldoria, distrarre o prendere in giro chi ha le allucinazioni.
Questo fungo è conosciuto con il nome scientifico di Lanmaoa Asiatica, ed è comunemente chiamato Jian Shou Qing. Nella provincia cinese dello Yunnan, che ospita il 40% dei funghi selvatici commestibili del mondo, nelle bancarelle dei mercati dei funghi che sono sparsi in tutta la capitale Kunming, è possibile imbattersi in questo fungo anche casualmente. Ho personalmente comprato il fungo psicoattivo, quello che fa vedere delle piccole persone, ed avere le allucinazioni lillipuziane. Perché non ho visto le piccole persone? Quando sono tornata a casa ed ero in cucina, ho iniziato a tagliare il fungo che credevo un semplice boletus comune, ma il fungo è diventato blu. Preoccupata ho chiesto se fosse normale ed alla risposta che poteva essere un fungo velenoso, ho deciso di buttarlo e non cucinarlo.
Qualche giorno dopo ho osservato una rara reazione chimica naturale, poco comune nella vita quotidiana. Gli scarti vegetali, insieme al fungo, avevano alterato in modo significativo la pigmentazione delle muffe comuni presenti nel sacchetto della spazzatura, dando origine a una composizione di colori “psichedelici” derivata da interazioni chimiche naturali. Questa convergenza rara era il risultato dell’incontro tra verdure, tuberi, foglie e bucce, materiali caratterizzati da polifenoli, clorofilla e suoi derivati, enzimi vegetali attivi, pH variabile e zuccheri complessi. Questo tipo di rifiuto risulta chimicamente molto più reattivo rispetto a scarti contenenti pasta, pane o latticini. Il ruolo del fungo che vira al blu quando viene tagliato, indicativo della presenza di composti fenolici ossidabili e di pigmenti instabili, ha contribuito alla formazione di un substrato biochimico complesso, diverso da quello tipico di una cucina europea.
Funghi crudi blu-viranti, parzialmente tagliati e gettati insieme a soli scarti vegetali in un ambiente umido e chiuso, hanno creato una rara combinazione di condizioni che ha prodotto colori molto saturi e dall’aspetto “vivo” e dinamico. Nel sacchetto si sono verificati tre processi simultanei: la trasformazione dei pigmenti del fungo blu; l’interazione con i pigmenti vegetali, come clorofilla, carotenoidi e flavonoidi; e la modifica della pigmentazione delle muffe comuni in risposta a un substrato vegetale ricco di fenoli. Questa convergenza ha generato verdi innaturalmente intensi, gialli “evidenziatore” e superfici irregolari quasi luminescenti. Si è trattato di una reazione rara tra materiali che normalmente non si incontrano, in cui il fungo blu-virante ha alterato il comportamento cromatico delle muffe comuni, dando origine a un’interazione chimica visivamente insolita che non ho mai più osservato.

Mondi Nascosti: Perché Alcuni Vedono Gnomi, Fate o il Piccolo Popolo
Nei racconti dei primi stranieri che si imbarcarono per gli altopiani occidentali della Papua Nuova Guinea nel 1934, emerge che si imbatterono in uno spettacolo sconcertante: dopo aver consumato un tipo di fungo selvatico che chiamavano “Nonda”, la gente del posto sembrava impazzire temporaneamente, mostrando un improvviso e sorprendente cambiamento di umore e comportamento. Successivi resoconti del fenomeno della “follia da funghi”, come veniva chiamato, fornirono maggiori dettagli sugli strani effetti psicologici del fungo. Negli anni ’60, alcuni scienziati cercarono di identificare le specie di funghi coinvolte e quali sostanze chimiche in essi contenute potessero essere responsabili di effetti così bizzarri. Tuttavia, entrambe le domande rimasero senza risposta fino ad oggi. Il dottorando Colin Domnauer presso il Museo di Storia Naturale dello Utah, ha lavorato per risolvere questo enigma: qual è esattamente l’identità di questo fungo, quanto è diffusa la conoscenza culturale dei suoi effetti e perché produce visioni così fantastiche ed incredibili?
Nell’ultimo decennio, le piogge estive che hanno portato molto più funghi in Cina hanno anche visto l’esplosione di articoli sui giornali locali che riportavano di persone che dopo aver consumato un piatto di funghi selvatici conosciuto localmente come “Jian shou qing”, raccontavano spesso di aver avuto esperienze incredibilmente bizzarre, la più nota delle quali è caratterizzata dalla visione di “xiao ren ren”, ovvero piccole persone.
Colin Domnauer riporta inoltre che un professore dello Yunnan una sera, durante una cena ha iniziato a vedere forme e colori vorticosi dopo aver mangiato funghi saltati in padella. Poiché a conoscenza degli effetti psicoattivi e dato che nell’ultima decade la maggior parte della gente del posto sa di questi funghi locali, ha iniziato subito a cercare “xiao ren ren”, ma è rimasto deluso nel non trovarne nessuno. Ma dopo aver sollevato la tovaglia e sbirciato sotto, ha affermato di aver visto “centinaia di “xiao ren ren”, che marciavano come soldati sorridendo”. Li ha anche misurati… erano alti 2 cm. Colin Domnauer riporta che secondo i registri dell’ospedale dello Yunnan, il 96% dei pazienti che si cibano di questo fungo riferisce di aver visto una moltitudine di “piccole persone” o “elfi”, che spesso ballano, saltano o marciano nel loro ambiente reale.
Esattamente nel 2014, è stata resa nota l’identità tassonomica del fungo psicoattivo Jian shou qing. Grazie ad alcuni micologi dello Yunnan che acquistarono e sequenziarono i funghi venduti in un mercato all’aperto e che riconobbero ufficialmente questa specie che non era mai stata riconosciuta dalla scienza. Il suo nome latino formale è Lanmaoa Asiatica e, cosa interessante, è più strettamente correlato al porcino comune che a qualsiasi altra specie di fungo allucinogeno attualmente conosciuta.
Questa specie di fungo “che provoca visioni” risulta essere una delle specie commestibili più comuni ed è normalmente venduta nello Yunnan. ll Lanmaoa asiatica, Jian shou qing si traduce approssimativamente in “diventa blu in mano”, in riferimento al suo rapido cambiamento di colore al contatto. Questo fungo viene molto apprezzato per il suo sapore unico e ricco, ed è altrettanto noto per i suoi potenti effetti allucinogeni se poco cotto, infatti molti raccontano storie di percezioni fantastiche. Sebbene questa scoperta scientifica sia recente, la conoscenza e l’uso di questo fungo psicoattivo potrebbero avere radici molto più antiche nella cultura cinese come pure in quella occidentale con i corrispettivi funghi dei boschi europei.
Un importante testo taoista del III secolo d.C. fa riferimento a un “fungo dello spirito della carne” che, secondo il testo, se consumato crudo, permette di “vedere una piccola persona” e di “raggiungere immediatamente la trascendenza”. Da ricordare che funghi come boletus o Pleurotus ostreatus per definizione sono definiti come carnosi per la sensazione strutturale che danno al palato e alla lingua.
Colin Domnauer riporta anche di un altro fungo che ha causato allucinazioni di piccole persone o piccolo popolo che chiamano “ansisit”, e che viene consumato nelle comunità indigene della remota Cordigliera Settentrionale delle Filippine. Il fungo è conosciuto localmente come “Sedesdem”. Anche questo fungo selvatico commestibile culturalmente apprezzato, se cotto poco, produce un effetto psicoattivo bizzarro. Il fatto che le stesse peculiari allucinazioni siano segnalate indipendentemente in culture così distanti indica che questi fenomeni che sembrano effetti psicologici non sono invenzioni culturali o coincidenze, ma manifestazioni di una base chimica e neurologica condivisa. Queste visioni che sono presenti in molti racconti folkloristici testimoniano quindi un’esperienza globale e sono più che folklore o storie fantastiche, di natura chimica, non follie o mere superstizioni. Molti racconti sono stati confinati nel mondo della fantasia e dell’infanzia dal momento che fino ad ora non ve ne era una prova concreta. Inoltre non erano mai state condotte indagini scientifiche di questo tipo, tanto accurate sui funghi, come le recenti riportate.
Colin Domnauer rivela che le analisi chimiche e genomiche eseguite sulla Lanmaoa Asiatica presso il Museo di Storia Naturale dello Utah non hanno rivelato tracce di composti psicoattivi noti, suggerendo che qualcosa di completamente nuovo è in attesa di essere scoperto. La ricerca mira a ridurre progressivamente il campo e isolare le specifiche molecole bioattive coinvolte. Insomma, la Lanmaoa Asiatica sembra ospitare un composto chimico in grado di evocare in modo affidabile questa insolita esperienza di allucinazioni. La scoperta di questa sostanza chimica potrebbe, infatti, contenere la chiave per comprendere una delle dimensioni più antiche e misteriose della psiche umana legata al mondo delle fiabe, leggende ed al folklore.
Parallelamente allo studio chimico, Colin Domnauer sta anche creando un database globale di tutte le specie legate a questo fungo e così facendo, ha scoperto quattro nuove specie precedentemente sconosciute alla scienza. Attraverso il sequenziamento completo del genoma, lui è stato in grado di mappare chiaramente per la prima volta le relazioni evolutive ed in parte la storia di questo fungo , permettendosi di cercare modelli che potrebbero rivelare dove e perché la psicoattività si è evoluta in questo gruppo di funghi. Ad esempio, l’analisi genomica ha rivelato che un parente più prossimo di questo fungo è una specie comunemente presente (anche se raramente mangiata) in Nord America. Sebbene non ci siano segnalazioni di effetti psicoattivi, ed è del tutto plausibile che i suoi effetti siano semplicemente passati inosservati o magari sottovalutati o vi siano stati pregiudizi su chi ne riportava gli effetti. Bisogna ricordare che alcune volte soggetti diversi hanno esperienze diverse per composizione fisica, peso ed età ed in occidente spesso le generazioni cresciute nel patriarcato hanno sentito frasi denigratorie o anche frasi comuni “Non può essere!”
Un Apparentemente Innocuo Piatto di Funghi
I cosiddetti funghi porcini allucinogeni, noti anche come funghi psicoattivi o “xiao ren ren (小人人),” sono stati segnalati in Papua Nuova Guinea, Cina e Filippine. Sebbene producano effetti allucinogeni, la loro esatta identificazione, i principi attivi e i meccanismi d’azione non sono ancora del tutto chiariti. La specie attualmente più studiata è la Lanmaoa asiatica. Le allucinazioni lillipuziane associate a questi funghi rappresentano una forma particolare di esperienza, distinta dagli effetti prodotti da altri funghi allucinogeni più noti, come quelli contenenti psilocibina o l’Amanita muscaria, che agiscono attraverso meccanismi neurochimici differenti.

Ciao! My name is Dominique. I’m Italian and I’m proud to be a mix. My father was an Italian chemical engineer and high school teacher, with Greek and Polish heritage. My mother is Haitian, she was high school language teacher, with Dominican, Spanish, French, Portuguese, African and Native American heritage. Being a mix makes me appreciate to want to understand different cultures and lifestyles. I grew up in Italy, lived few years in Haiti, travel around main European capitals, lived seven years in China, six in Spain and UK. Traveling makes me feel that we can learn something from every situation in every part of the world.
