L’impero del gioco: l’influenza della Cina nell’industria del gaming globale

Dai colossi del software alle fabbriche di hardware, fino alla silenziosa egemonia nella produzione di slot machine: così Pechino gioca la sua partita nel mercato videoludico mondiale

In un mondo sempre più digitalizzato, l’industria del gaming non è solo intrattenimento, ma uno dei settori economici più floridi e strategici del pianeta. Un settore su cui si gioca una fetta sempre più importante di futuro. E lo dicono i numeri: con un valore globale che ha superato i 200 miliardi di dollari nel 2024, il gaming è diventato il nuovo campo di battaglia per le potenze economiche. E la Cina, come ormai accade in molti altri ambiti, ha scelto di non rimanere a guardare.

“Pechino non solo è il più grande mercato per consumatori di videogiochi, con oltre 700 milioni di giocatori attivi – racconta ai nostri microfoni Silvia Urso, esperta della redazione di Giochidislots – ma ha saputo conquistare posizioni di forza anche come produttrice di software, leader nell’hardware e dominatrice nella produzione di slot machine”. Un dominio silenzioso, ma estremamente capillare, che influenza tutto ciò che accade dietro lo schermo. A partire dal segmento dei software, dove il gigante rosso è passato da essere un semplice esportatore di titoli per mobile a una vera e propria superpotenza dello sviluppo.

Al centro di questa rivoluzione c’è Tencent, colosso che controlla o partecipa in maniera significativa in aziende del calibro di Riot Games, la software house che ha creato League of Legends, Epic Games, il cui nome è legato soprattutto a Fortnite, ma anche Supercell e Ubisoft. Un portafoglio impressionante, che ha trasformato l’azienda di Shenzhen in un regista occulto dell’intrattenimento interattivo.

“Ma non si tratta solo di acquisizioni: il mercato interno cinese ha sviluppato veri e propri titani del gioco – continua Silvia Urso – come miHoYo, la casa madre di Genshin Impact, un titolo che ha sfondato il muro dei 5 miliardi di dollari di incassi globali, esportando un modello di free-to-play raffinato, strategico e fortemente monetizzato”.

Ma se tutto questo riguarda il software, anche la filiera della produzione hardware non è certo da meno visto che è in Cina che si assembla la maggior parte delle console vendute nel mondo. Il centro nevralgico, in questo senso, è la provincia di Guangdong dove si fabbricano schede grafiche, controller, componenti di PC da gioco, visori VR, oltre ovviamente alle console stesse. Tra le aziende spicca la Foxconn, che assembla gran parte delle PlayStation 5 e Xbox Series X, ma anche dispositivi portatili da gaming e accessori, mentre la Lenovo e Huawei hanno iniziato a guardare sempre con maggiore interesse al mondo del gaming.

“Un capitolo a parte riguarda poi lo spazio che la Cina si sta ritagliando nella produzione e distribuzione delle slot machine elettroniche e di dispositivi da gioco d’azzardo – raccontano l’esperta di Giochidislots – negli ultimi anni, infatti, il paese è diventato leader nella produzione fisica delle slot, esportando macchine in tutto il mondo, dagli Stati Uniti all’Europa dell’Est, passando per l’Africa”. “La città di Guangzhou e le aree industriali di Shenzhen ospitano decine di fabbriche che sfornano ogni anno decine di migliaia di slot machine, spesso prodotte su commissione per aziende occidentali che preferiscono delocalizzare la produzione per contenere i costi. Anche i cabinet arcade, i terminali VLT e altri sistemi di gambling elettronico vengono assemblati nel sud della Cina, dove esistono intere filiere industriali dedicate”, conclude Silvia Urso.

E nel nuovo assetto geopolitico ed economico mondiale, l’influenza cinese nell’industria videoludica di certo non è passata inosservata: gli Stati Uniti, ad esempio, hanno già risposto con restrizioni sugli investimenti cinesi in aziende tech e limiti alla vendita di tecnologie avanzate. Ma nessuna controffensiva sembra in grado di arrestare l’avanzata di Pechino. L’industria del gaming, ormai, in Cina è di casa.

Fonte immagine in evidenza: Unsplash

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