Xingyu Huang, Accademica e Artista Multidisciplinare che Lavora con Scultura, Proiezione Video e Installazione

L’iniziativa artistica di Xingyu Huang esamina l’interazione tra tecniche creative e ricerca scientifica presentando un punto di vista distinto e unico.

Xingyu Huang è un’artista e ricercatrice interdisciplinare, innovativa, che lavora tra installazione, proiezione video e scultura. Attualmente sta conseguendo un MFA in Studio Art presso la School of the Art Institute di Chicago ed ha conseguito una doppia laurea in Environment Design and Architettura presso la Donghua University e l’Università di Edimburgo. Le sue opere esplorano temi di dinamiche spaziali e percezione sensoriale, giustizia climatica e problemi di salute pubblica, utilizzando questi aspetti per indagare questioni di effetto ambientale, solitudine e connessione umana e combinando dati di ricerca che visualizzano, sonorizzano e trasformano il tutto in esperienza sensoriale. Attraverso la partecipazione del pubblico, Xingyu Huang mira ad offrire un punto di vista unico sul mondo. Costruisce ambientazioni immersive che incoraggiano la riflessione sulle complesse interazioni tra creature umane e non umane fondendo la sperimentazione tecnica con la consapevolezza ecologica.

Cerca di trasmettere sentimenti e sensazioni inespresse analizzando le complessità della comunicazione e traducendo e ricostruendo realtà psicologiche e fisiologiche. Il suo lavoro solleva il concetto che l’arte è qualcosa che si sviluppa internamente, nel corpo dell’osservatore, piuttosto che essere solo un’esperienza esteriore. Mostre internazionali del suo lavoro hanno avuto luogo in Cina, Islanda, Regno Unito, Germania e, più di recente, all’Hyde Park Art Center e alla SAIC Gallery negli Stati Uniti. È stata nominata per l’Outstanding Student Achievement Award 2024 dall’International Sculpture Center e ha ricevuto il Graduate Collaboration Grant dall’Arts, Science + Culture Initiative dell’Università di Chicago. Consoliderà ulteriormente la sua posizione di figura di spicco nell’arte moderna nel 2025 quando diventerà l’istruttrice di riferimento nel dipartimento di scultura presso la School of the Art Institute di Chicago. Xingyu Huang attualmente vive a Chicago.

Sito ufficiale e Instagram di Huang Xingyu

Puoi condividere con noi cosa ti ha spinto a scegliere un percorso nel campo dell’arte? Quali sono state le tue prime ispirazioni? Quali sono i tuoi ricordi migliori legati all’arte?

Quando ho iniziato a studiare architettura, ero profondamente interessata alla percezione spaziale ed alle scienze naturali. Tuttavia, attraverso il mio lavoro, ho capito che l’arte offre un modo più libero ed aperto per esplorare questi temi, motivo per cui ho scelto di perseguirla. Nei progetti commerciali, è spesso difficile impegnarsi nella pura ricerca ed espressione di un singolo argomento. All’inizio, le mie ispirazioni erano strettamente legate alla politica spaziale ed alle distanze fisiche e psicologiche tra le persone. Ad esempio, durante i periodi di isolamento, quando gli individui erano confinati nelle loro case, cosa definiva la relazione tra spazi privati ​​e pubblici? Chi aveva l’autorità di definirla? Inoltre, in che modo i ricordi di coloro che non potevamo raggiungere fisicamente influenzavano il nostro stato psicologico? In che modo comunicavamo con gli altri e con noi stessi? Queste domande hanno avuto origine dal mio background architettonico, ma si sono gradualmente estese alla sociologia e alla psicologia, portandomi infine ad esplorarle ed esprimerle attraverso esperienze sensoriali nei miei lavori finali. Uno dei miei ricordi più profondi legati all’arte risale a quando avevo 19 anni e visitai la mostra personale di Olafur Eliasson a Pechino. In una delle stanze, una nebbia circolare d’acqua circondava uno spazio completamente buio e senza luce. Quando entrai, la nebbia creò un arcobaleno che si muoveva con il mio movimento, circondandomi in un abbraccio in continuo cambiamento. In quel momento, mi resi conto dell’immenso potere dell’arte: può costruire un tipo completamente diverso di “spazio architettonico” e trasformare completamente il modo in cui percepiamo il mondo.

Performance
© Huang Xingyu

Hai conseguito una doppia laurea in progettazione ambientale ed architettura: che ruolo gioca l’intuizione nel tuo processo creativo, in particolare quando sperimenti elementi ecologici e/o tecnologici?

Nel mio processo creativo, l’intuizione gioca un ruolo cruciale, soprattutto quando cerco di integrare elementi ecologici e tecnologici. La mia formazione in progettazione ambientale e architettura mi ha formato nel pensiero analitico, utilizzando la progettazione basata sui dati, selezionando materiali sostenibili e calcolando l’efficienza strutturale. Ma l’intuizione mi aiuta ad andare oltre questi quadri razionali per trovare soluzioni che sembrano più naturali e incentrate sull’uomo. Quando lavoro con elementi ecologici, spesso mi affido all’intuizione per capire come uno spazio interagisce con la natura, come cambiano la luce e le ombre, come si muove l’aria o come i materiali influenzano la percezione umana.

Questa intuizione deriva dall’osservazione dell’ambiente circostante e delle mie esperienze spaziali, consentendo ai miei progetti di andare oltre la funzionalità e creare una connessione emotiva. In termini di tecnologia, l’intuizione mi aiuta a bilanciare gli strumenti digitali con le esperienze del mondo reale. Mentre il design parametrico e la tecnologia intelligente offrono soluzioni ecologiche efficienti, uso l’intuizione per decidere quali tecnologie aggiungono davvero significato piuttosto che incorporarle per amore dell’innovazione. Il mio obiettivo è creare un lavoro che risuoni con le persone, non solo per mostrare la complessità tecnica. La sfida più grande è trovare l’equilibrio tra analisi razionale e intuizione.

A volte, dati e calcoli indicano una “soluzione ottimale”, ma la mia intuizione mi dice che l’esperienza spaziale o l’impatto ecologico necessitano di un approccio diverso. In questi momenti, perfeziono e sperimento continuamente, assicurandomi che i miei progetti rimangano sia logicamente solidi che emotivamente fluidi.

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Touch Starvation Plastic, Silicone 15cm x 20cm © Huang Xingyu

Come si inizia a sviluppare un progetto che unisce percezione sensoriale e dinamiche spaziali? È guidato da idee concettuali, materiali o dallo spazio stesso?

Sviluppare un progetto che integra percezione sensoriale e dinamiche spaziali è sempre un processo interattivo, influenzato da diversi punti di partenza e obiettivi creativi. La maggior parte dei miei lavori è guidata dal concetto: inizio con la ricerca ed il pensiero critico per determinare la direzione generale del progetto, quindi perfeziono i dettagli attraverso materiali e progettazione spaziale. Quando un pezzo è specifico del sito, come la mia serie di proiezioni pubbliche sull’inversione del fiume Chicago, la storia, la comunità, l’ambiente costruito e l’ambiente naturale del sito diventano tutti parte della base concettuale. I materiali spesso determinano come viene visualizzato il lavoro e come vengono gestiti i dettagli; a volte, il modo in cui un materiale interagisce con la luce o lo spazio ispira decisioni strutturali durante il processo di realizzazione. Indipendentemente dall’approccio, il fulcro del lavoro basato sui sensi è garantire che il pubblico si impegni attivamente piuttosto che semplicemente osservare passivamente. Per raggiungere questo obiettivo, sperimento, metto alla prova le idee tramite l’interazione fisica ed incorporo il feedback del pubblico, consentendo allo spazio, ai materiali ed alla percezione di interagire organicamente. Questo processo alla fine dà forma ad un’esperienza immersiva in cui gli spettatori diventano parte dell’opera stessa.

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Livingroom Courtyard
Plaster, Steel, Paper, Wood, Plants
8’x8’x8’ © Huang Xingyu

Come integri intuizioni ecologiche con mezzi tecnologici mantenendo l’autenticità nella tua narrazione? Quali sono le sfide più grandi che affronti quando usi la tecnologia per esplorare temi di impatto ambientale?

Innanzitutto, mi assicuro che la mia ricerca sullo sfondo di un progetto sia approfondita che accurata, assicurandomi di non aggiungere o presumere inconsciamente dettagli che potrebbero portare il lavoro in una direzione indesiderata. Oltre alla ricerca, anche la scelta dei materiali e l’espressione visiva svolgono un ruolo cruciale: si tratta di decisioni sottili ma significative nel processo creativo. Detto questo, credo che il pubblico possa percepire la sincerità di un’artista. La sfida più grande è evitare un tono didattico. Molte opere legate all’ecologia sono incentrate sulla ricerca, ma il pubblico non ha necessariamente bisogno di informazioni approfondite per comprendere l’importanza dell’equilibrio ecologico. La chiave è trovare modi per creare un senso di connessione senza spiegare troppo o sopraffare gli spettatori con la ricerca stessa. Questo è spesso difficile perché, come artisti, ci immergiamo in una ricerca approfondita ed il processo creativo coinvolge inevitabilmente vari principi scientifici o teorici. Tuttavia, nella presentazione finale, la sfida è quella di condensare il lavoro fino al punto di connessione, ovvero l’elemento che più risuona con il pubblico, consentendo comunque alla ricerca di base di rimanere presente in modo significativo ed integrato.

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Livingroom Courtyard
Plaster, Steel, Paper, Wood, Plants
8’x8’x8’ © Huang Xingyu

In che modo la tua arte cerca di ridefinire la relazione tra entità umane e non umane? Come vedi il ruolo della percezione sensoriale nell’ampliare la consapevolezza ecologica attraverso l’arte?

Sono particolarmente interessata alle somiglianze percettive, come la somiglianza tra la pelle di kombucha e la pelle umana, una essendo un prodotto di fermentazione batterica, l’altra un organo biologico. Od il modo in cui gli anemoni di mare reagiscono allo stress da calore con movimenti che rispecchiano la risposta di vomito del corpo umano al dolore ed alla tristezza, nonostante l’anemone manchi di intelligenza. Allo stesso tempo, mi concentro anche sui diversi modi in cui interagiamo con gli stessi elementi ambientali. Ad esempio, utilizziamo le luci della città per l’illuminazione, mentre gli uccelli migratori le scambiano per stelle e si orientano con esse. Utilizziamo la luce UV per la sterilizzazione e l’identificazione, mentre le alghe la sfruttano per la fotosintesi ed il nutrimento. Esplorando questi parallelismi e contrasti, il mio obiettivo è offrire una nuova prospettiva sulla natura, che sfida l’antropocentrismo e ridefinisce la relazione tra umani ed entità non umane. La percezione sensoriale funge da linguaggio interspecie cruciale nell’arte ecologica. Le informazioni possono essere scambiate tramite luce, suono, colore e profumo, non solo tramite sistemi linguistici umani. Queste esperienze sensoriali creano un senso di empatia più immediato e l’empatia, a sua volta, diventa la valuta della comunicazione.

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© Huang Xingyu

Le tue opere riflettono anche sulla connessione umana e l’isolamento. Come riesci a gestire l’equilibrio tra questi temi apparentemente opposti in un’unica opera?

Bilanciare temi apparentemente opposti è una parte fondamentale del mio processo creativo. La tensione emerge tra connessione ed isolamento, evidenziando aspetti della vita quotidiana che spesso diamo per scontati. In molti casi, uno stato rende l’altro più visibile: la connessione sembra più urgente nell’isolamento e l’isolamento è più pronunciato se messo a confronto con un tentativo di connessione. Un’opera può essere concettualmente radicata nella connessione mentre è formalmente costretta nell’isolamento. Ad esempio, in Air Flows Between Us, un’installazione sonora, le confessioni registrate di individui con esperienze condivise vengono tradotte nel ritmo cadenzato di una medicina in polvere. Questi momenti di vulnerabilità personale, il desiderio crudo di raggiungersi, esprimono una profonda intenzione di connessione. Tuttavia, attraverso la trasformazione del linguaggio in una forma astratta ed inaccessibile, l’opera frammenta ed oscura questi messaggi, mantenendoli in ultima analisi isolati.

Le tue installazioni invitano il pubblico alla partecipazione ed alla riflessione. Quali tecniche utilizzi per promuovere una connessione sensoriale ed emotiva più profonda con il tuo lavoro? Hai notato interazioni o interpretazioni inaspettate da parte del pubblico che hanno influenzato la tua prospettiva sulle tue creazioni?

Utilizzo mezzi che stimolano direttamente i sensi e le emozioni per creare una connessione più rapida ed immediata con il pubblico. Ad esempio, proiezioni su larga scala e sistemi audio multicanale aiutano a creare ambienti immersivi con un’esperienza più forte ed intensa. Anche il movimento è un elemento cruciale nel mio lavoro: sculture aeree, liquide e cinetiche introducono un senso di presenza, attirando l’attenzione del pubblico più profondamente sul messaggio che l’opera trasmette. Poiché ogni persona ha un background diverso, la sua percezione dell’opera varia. A volte, le interazioni con il pubblico mi hanno sorpreso. In un’installazione sonora, uno spettatore ha pensato che l’opera fosse interattiva e che la sua vicinanza fisica avrebbe innescato una risposta. Questa interpretazione inaspettata mi ha fatto capire che il significato di un’opera non è mai completamente sotto il mio controllo: si evolve continuamente attraverso l’esperienza del pubblico. Mi ha anche portato a considerare l’apertura e l’imprevedibilità come aspetti essenziali delle mie future creazioni.

Se le risorse e le limitazioni tecniche non fossero un problema, che tipo di progetto sogneresti di creare? Quale impatto duraturo ami che le tue installazioni abbiano su coloro che le sperimentano, sia personalmente che in un contesto sociale più ampio?

Sogno di creare progetti immersivi su larga scala, ambienti dinamici guidati dalla partecipazione del pubblico. Tuttavia, invece dei tradizionali spazi museali o delle gallerie, queste opere esisterebbero in ambienti pubblici, orientandosi maggiormente verso il regno della land art. Spero che le mie installazioni lascino un’impressione sensoriale duratura negli spettatori ed accendano una riflessione continua. Sia a livello personale che sociale, sono più interessata a sapere se l’opera può cambiare la percezione del pubblico di certe idee, anche nel modo più piccolo. Ad esempio, sperimentando il movimento dell’aria, il cambiamento di luce ed ombre o la risonanza del suono, gli spettatori potrebbero iniziare a riconsiderare la relazione tra gli esseri umani ed il loro ambiente o tra gli individui stessi. A livello personale, voglio che il mio lavoro accresca la consapevolezza del pubblico delle proprie emozioni e sensazioni corporee, consentendogli di trovare nuove risonanze o scoprire sentimenti che non avevano riconosciuto in precedenza. Su una scala più ampia, spero che le mie installazioni incoraggino le persone a mettere in discussione aspetti della vita quotidiana che spesso passano inosservati, come la relazione tra gli esseri umani ed il mondo non umano, i confini tra tecnologia e natura o il modo in cui percepiamo la connessione e l’isolamento. Queste riflessioni potrebbero non portare ad un cambiamento immediato, ma se un pezzo rimane nella coscienza di qualcuno e riemerge in un momento inaspettato, influenzando il suo modo di pensare, questo è il tipo di impatto duraturo che spero di ottenere.

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Flows Between Us © Huang XIngyu

Come immagini il ruolo dell’arte interdisciplinare che si evolve man mano che le nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale o la realtà aumentata, diventano più accessibili?

L’intelligenza artificiale e la realtà aumentata forniscono un’esperienza più dinamica ed interattiva per la creazione artistica. Gli artisti possono sviluppare opere immersive in cui gli spettatori non sono più osservatori passivi ma partecipanti attivi che possono persino influenzare la progressione o il risultato del pezzo. Inoltre, la natura di queste tecnologie favorisce una più profonda collaborazione tra artisti, scienziati, ingegneri e designer. La creazione artistica non è più limitata alle tradizionali forme d’arte visiva, ma può integrare campi come la scienza dei dati, gli studi ambientali e persino la biotecnologia, guidando nuovi linguaggi artistici e modalità di espressione. Tuttavia, man mano che la tecnologia continua ad evolversi, l’arte interdisciplinare può anche impegnarsi con questioni filosofiche più profonde, come l’etica della tecnologia, l’impatto sociale dell’intelligenza artificiale e la relazione tra esseri umani ed entità non umane. L’arte può fungere da mezzo per la discussione e la riflessione su questi problemi, incoraggiando la consapevolezza pubblica ed il pensiero critico sulle tecnologie emergenti.

La Giornata internazionale della donna 2025, è incentrata sul tema “Accelerare l’azione”. Nel mondo in rapido cambiamento di oggi, come pensi che innovazione e tecnologia possano essere sfruttate per guidare miglioramenti più rapidi e significativi per i diritti delle donne e l’accesso alle pari opportunità?

Credo che l’impatto più importante della tecnologia sia rendere l’istruzione più accessibile alle donne: questa è la base di tutto. Gli strumenti digitali abbattono le barriere geografiche e sociali, dando a più donne accesso all’istruzione, all’occupazione ed all’indipendenza economica. Piattaforme di apprendimento online come Coursera e Udemy consentono alle donne di tutto il mondo di ricevere un’istruzione di alta qualità, anche in regioni con risorse limitate. Le donne devono riconoscere il loro potenziale, essere più ambiziose ed assumere posizioni di vero potere ed influenza nella società. Solo allora potremo guidare il cambiamento sistemico e creare opportunità più eque. Allo stesso tempo, il rapido sviluppo della tecnologia sta generando più posti di lavoro nel settore tecnologico e più donne dovrebbero contribuire a dare forma alle piattaforme, alle applicazioni ed ai dati che definiscono il nostro futuro. Garantire una rappresentanza equa in questo processo è fondamentale per mantenere un mondo digitale equilibrato ed inclusivo.

Foto cortesemente concess da Huang Xingyu

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