Su Hanwei: l’eleganza sostenibile di Maison de Hoe, Intervista

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La fashion designer che crea un ponte culturale tra stili diversi, raccontando con eleganza e con uno sguardo alla sostenibilità.

Su Hanwei è una stilista residente a New York e ha frequentato la Parsons School of Design. Ha debuttato con la sua collezione per la sua etichetta Maison de Hoe durante la settimana della moda di New York nel febbraio 2023. Recentemente è stata sulle passerelle con la sue creazioni alla settimana della moda di Parigi 2024. Con Maison de Hoe fonde il ricco arazzo del patrimonio culturale cinese con le narrazioni della moda contemporanea. I suoi modelli trovano l’equilibrio nel caos e la bellezza nel mondano, trasformando ogni capo in un pezzo narrativo unico. Si concentra sullo studio del design di abbigliamento con un impatto ambientale perché crede in un settore della moda più sano. Gli argomenti principali delle sue discussioni combinano l’interazione dinamica tra tradizione e modernità con un occhio importante per i diritti, l’uguaglianza, la sostenibilità e le questioni umanitarie. Il suo lavoro è stato presentato su riviste e ha ricevuto il Fondo Tishman per l’eccellenza in clima, giustizia ambientale e sostenibilità. È anche arrivata alla finale del concorso di moda sostenibile IYDC.

Il sito ufficiale & il profilo Instagram di Su Hanwei

Hai sempre avuto chiaro sin dall’infanzia di voler percorrere la carriera di stilista? Come e quando ti sei avvicinata al fashion design?

La mia passione per la creatività non si è mai limitata ad un singolo mezzo; si è estesa attraverso il vasto panorama dell’arte e del design, catturando la mia immaginazione molto prima che ne comprendessi appieno l’impatto. La mia incursione nel fashion design si è concretizzata a 16 anni durante una mostra internazionale in Cina, dove i miei progetti sono stati esposti pubblicamente per la prima volta. Questo momento cruciale, insieme alla mia formazione alla Parsons, l’apice delle scuole di fashion design negli Stati Uniti, mi ha fatto passare senza problemi nel regno professionale del fashion design dopo il diploma. In sostanza, il mio viaggio nel design della moda non è stato tanto un singolo momento decisionale quanto piuttosto una serie di rivelazioni ed esperienze che mi hanno guidata verso questo percorso.

Cosa significa per te la moda? Chi ti ha influenzato come persona e come creativa?

Per me, la moda è una forma intima di comunicazione, un linguaggio visivo che mi permette di esprimere i miei pensieri, sentimenti ed osservazioni più intime sul mondo. Trascende il semplice concetto di abbigliamento come necessità, evolvendosi in una forma d’arte e di espressione personale che rispecchia la complessità delle emozioni umane e delle dinamiche sociali. Le mie influenze derivano meno da singole personalità famose e più dall’essenza collettiva delle persone comuni, le cui scelte di moda riflettono le loro storie personali, i ruoli sociali ed il background culturale. Queste osservazioni servono come continua fonte di ispirazione, ricordandomi che la moda è un mezzo potente per riflettere e modellare la nostra comprensione dell’identità e della comunità.

Come nasce Maison de Hoe? Qual è la sua filosofia? Quali sono state le sfide più grandi che hai incontrato all’inizio?

Maison de Hoe è nata dal desiderio di fondere il ricco patrimonio culturale cinese con le narrazioni della moda contemporanea, concentrandosi sull’interazione dinamica tra tradizione e modernità. Il nostro debutto alla New York Fashion Week nel febbraio 2023, in collaborazione con la rockstar cinese LiangLong, ha segnato la realizzazione di questa visione. La filosofia del marchio, “Creare il futuro dal battito cardiaco e dalla forza femminile della Cina”, riflette il nostro impegno nel celebrare la resilienza e l’eleganza inerenti alla nostra duplice eredità. Il viaggio è stato impegnativo, in particolare senza una tabella di marcia per la costruzione del marchio, ma sono state proprio queste sfide che hanno affinato la nostra attenzione e perfezionato il nostro approccio alla creazione di un marchio che testimonia la bellezza della convergenza culturale e il potere della moda come forma di narrazione.

Quali sono le tue fonti di ispirazione e qual è il processo creativo dietro?

La mia ispirazione nasce da un profondo impegno con le voci e le narrazioni autentiche della cultura grunge cinese contemporanea, giustapposte al tema universale della forza femminile. Ciò comporta una ricerca immersiva, inclusa l’esplorazione di archivi, documentari e fotografie, per catturare l’essenza della nostra identità culturale e delle tendenze sociali. Il processo creativo è iterativo e prevede schizzi, sperimentazione sui tessuti e perfezionamento costante, per garantire che ogni collezione non solo racconti una storia ma risuoni a livello personale con il nostro pubblico. Si tratta di trovare l’equilibrio nel caos e la bellezza nel mondano, trasformando ogni capo in un pezzo narrativo, che la dice lunga sul nostro viaggio culturale e sull’eleganza senza tempo della forza e della resilienza.

Hai presentato la tua prima collezione durante la settimana della moda di New York nel febbraio 2023. Cosa ha rappresentato per te quel momento? Puoi condividere con noi questa esperienza?

Presentare la nostra prima collezione alla New York Fashion Week è stato un risultato monumentale per me e Maison de Hoe, segnando il nostro passaggio dal concetto alla realtà. È stata un’affermazione della visione del nostro marchio ed una celebrazione del viaggio compiuto finora. L’esperienza è stata allo stesso tempo surreale e caotica, incarnando l’energia frenetica del mondo della moda e sottolineando al tempo stesso l’importanza del riconoscimento del nostro lavoro su una piattaforma così prestigiosa. Non si è trattato solo di un debutto, ma di una dichiarazione dell’identità e delle aspirazioni del nostro marchio, un’opportunità per mostrare il nostro impegno nel fondere il patrimonio culturale con la moda contemporanea in un modo e maniera capace di parlare ad un pubblico globale.

Affrontare il cambiamento climatico e l’inquinamento rappresenta una sfida significativa. Una nuova sostenibilità è una priorità assoluta, soprattutto nel settore della moda. Puoi raccontarci il tuo rapporto con i materiali ed i tessuti che selezioni per le tue collezioni?

La sostenibilità è al centro di Maison de Hoe e guida la nostra selezione di materiali e tessuti per garantire che siano in linea con il nostro impegno per la responsabilità ambientale. Diamo priorità ai tessuti naturali ed alle scorte di scarti e residui che rispecchiano i nostri temi estetici riducendo al minimo la nostra impronta ecologica. Il nostro approccio all’approvvigionamento di bottoni unici e riciclati dai produttori ed al riutilizzo di vecchi indumenti testimonia la nostra dedizione alla sostenibilità. Questi sforzi, anche se piccoli nel quadro generale, sono passi verso un obiettivo più ampio di creare un ecosistema della moda sostenibile che valorizzi l’intraprendenza e l’innovazione. Stiamo esplorando attivamente pratiche più sostenibili, come la creazione di modelli a zero rifiuti, per ridurre ulteriormente il nostro impatto e dare l’esempio nel settore.

Su Hanwei photographs
photographer:@deanna.ll, fashion by @vvsuuuuuu
Model @katythekitsune, Assist by @photobycat_zl
Print at @photolab.nyc.llc

Come si è evoluta l’industria della moda sostenibile nel corso degli anni? Quali risultati sono stati raggiunti e quali sfide importanti restano da affrontare?

Nel corso degli anni, l’industria della moda sostenibile ha visto notevoli progressi, dall’adozione della trasparenza all’innovazione con materiali ecologici. I marchi hanno iniziato a dare priorità all’intero ciclo di vita dei loro prodotti, puntando ad un’economia circolare in cui gli indumenti vengono riutilizzati, riciclati o compostati, riducendo così al minimo i rifiuti. Anche l’adozione di pratiche agricole rigenerative per le fibre naturali ha segnato un passo significativo verso la sostenibilità, sottolineando il ripristino degli ecosistemi. Tuttavia, persistono sfide notevoli. La scalabilità delle pratiche sostenibili rimane un ostacolo, poiché l’integrazione di materiali ecocompatibili e pratiche di lavoro etiche spesso comporta costi più elevati. Inoltre, il greenwashing rappresenta una sfida significativa, poiché inganna i consumatori con false dichiarazioni di sostenibilità. Inoltre, la complessità della catena di fornitura globale della moda rende difficile monitorare e implementare pratiche sostenibili in ogni fase. Infine, c’è un urgente bisogno di cambiare il comportamento dei consumatori; domina ancora il modello fast fashion, alimentato dalla costante domanda di capi di abbigliamento nuovi ed economici.

Quali sono, secondo te, i principali ostacoli al raggiungimento della sostenibilità nel settore della moda? Ritieni che il dilemma etico/economico sia una delle sfide principali? Oppure ritieni che la disinformazione ed i pregiudizi sulla qualità dei prodotti a rifiuto zero svolgano un ruolo significativo?

Il viaggio verso la sostenibilità nel settore della moda è irto di ostacoli. Il dilemma etico/economico rappresenta certamente una sfida significativa; le pratiche sostenibili spesso comportano costi più elevati, che possono limitare l’accessibilità per il consumatore medio. Anche la disinformazione ed i pregiudizi sulla qualità e sull’efficacia dei prodotti sostenibili ed a rifiuto zero ostacolano il progresso creando scetticismo tra i consumatori. Inoltre, la complessità della catena di approvvigionamento globale, la necessità di progresso tecnologico nei materiali sostenibili ed il cambiamento culturale necessario per allontanarsi dai modelli di consumo fast fashion presentano tutti quanti degli ostacoli significativi. Raggiungere la sostenibilità non significa solo adottare materiali ecologici, ma anche cambiare l’intero ecosistema della moda, dalla produzione al consumo.

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Photographer @deanna.ll, MUA @go_ny_go_ny
Hair @mistermartinhair, Model Kaitlyn Cunningham

I consumatori che sostengono la moda sostenibile e cercano soluzioni sono consapevoli del problema del “greenwashing”. Come possono identificarlo? Quali sono i tuoi pensieri su questo tema?

Il greenwashing è un grave problema nel settore della moda sostenibile, che complica gli sforzi dei consumatori per fare scelte etiche. Identificare il greenwashing implica esaminare attentamente le affermazioni dei marchi attraverso informazioni specifiche e comprovate sulle loro pratiche di sostenibilità, cercare certificazioni di terze parti ed essere diffidenti nei confronti dei marchi che evidenziano solo un aspetto della sostenibilità senza affrontare il loro impatto complessivo. La mia opinione sul greenwashing è che non solo fuorvia i consumatori ben intenzionati, ma mina anche l’integrità del movimento della moda sostenibile. È fondamentale che vi siano norme e standard più severi per prevenire il greenwashing. Inoltre, l’educazione dei consumatori svolge un ruolo fondamentale nella lotta a questo problema. Man mano che i consumatori diventano più informati ed esigenti riguardo all’autenticità delle dichiarazioni di sostenibilità dei marchi, l’industria sarà costretta ad adottare pratiche autenticamente sostenibili.

Come possono i clienti essere più responsabili? Come possono aumentare la consapevolezza? Che consiglio daresti?

I clienti possono promuovere la sostenibilità nella moda informandosi sugli impatti ambientali e sociali del settore, sostenendo i marchi etici, investendo nella qualità rispetto alla quantità e adottando abitudini di consumo consapevoli. La sensibilizzazione può essere ottenuta attraverso i social media, le discussioni e le campagne di sostegno che mirano alla riforma del settore. Il mio consiglio ai consumatori è di iniziare in piccolo e concentrarsi sul progresso. Ogni scelta sostenibile, non importa quanto sembri insignificante, contribuisce ad un cambiamento più ampio. Richiedendo trasparenza, sostenendo pratiche etiche e optando per prodotti sostenibili, i consumatori possono guidare l’industria verso un futuro più sostenibile. Bisogna ricordare che il cambiamento inizia con azioni individuali e, collettivamente, possiamo avere un impatto significativo.

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Photographer @deanna.ll, MUA @go_ny_go_ny
Hair @mistermartinhair, Model Kaitlyn Cunningham

Foto cortesemente concesse da Su Hanwei

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