L’Arte Femminista di Su Yang nella Cina Contemporanea, Intervista

L’impegno di Su Yang nell’arte femminista contro le norme di bellezza e il patriarcato.

Su Yang è un’artista femminista cinese contemporanea. Ha conseguito il diploma presso l’Accademia delle arti e del design dell’Università Tsinghua. Nel 2014 ha conseguito il Master of Fine Arts in pittura presso la State University of New York a Buffalo; ed una borsa di studi in dottorato in arte femminista cinese presso l’Università di Melbourne. Ha tenuto straordinarie mostre personali a New York e Melbourne. La sua arte è stata esposta anche in mostre collettive selezionate in Cina, Stati Uniti, Australia e Canada. Ha tenuto conferenze nell’ambito dell’arte femminista internazionale e conferenze accademiche tenutesi nelle principali università e gallerie in Canada ed Australia. Integra un’intensa indagine sulla rappresentazione della forma femminile con la pratica artistica al fine di esaminare le caratteristiche dell’attrattiva femminile e del corpo.

Il sito ufficiale di Su Yang e la sua pagina su Instagram

Potresti parlarci un po’ di te? Come ti sei interessata ed appassionata di pittura? Chi hai ammirato come persona e come artista?

Sono nata e cresciuta in Cina e mi identifico con orgoglio come femminista cinese. La mia pratica artistica comprende pittura, fotografia, video e film, attraverso i quali esploro vari argomenti all’interno degli studi femministi. Questi includono rappresentazioni di donne, relazioni madre-figli e le esperienze della comunità LGBTQ+ nella Cina continentale. I miei genitori hanno notato per la prima volta il mio talento ed il mio interesse per il disegno quando ero molto giovane, forse anche prima che compissi due anni. Durante la mia infanzia, ho trascorso molto tempo divertendomi nello studio di mio padre e frequentando i suoi corsi d’arte. Dall’età di dieci anni ho iniziato la formazione formale in disegno e pittura insegnata da mio padre in modo simile alla tradizionale accademia d’arte. Mio padre, il professor Yang Jie, ha avuto un’influenza significativa sul mio percorso artistico. Mi ha espostasto ad una vasta gamma di artisti europei, americani e cinesi sia storici che contemporanei.

Ho tratto ispirazione anche dagli artisti che mio padre mi ha presentato. Ad esempio, ho affinato le mie capacità di disegno studiando i disegni di figure di Jean Auguste Dominique Ingres, Adolph Menzel, Nicolai Ivanovich Fechin e Mao Yan. Inoltre, ho sviluppato la mia comprensione dei dipinti e del colore studiando i dipinti di figure di Lucien Freud, Rembrandt e Liu Bingjiang, nonché la teoria del colore evidente nelle nature morte di Giorgio Morandi e nelle opere di artisti impressionisti come Mary Cassatt. Inoltre, mio padre mi ha fatto conoscere i dipinti di Jenny Saville, cosa che ha ampliato il mio apprezzamento per la potenza espressiva che si trova nelle opere delle artiste. Inoltre, ho un profondo rispetto per i miei professori. I miei consulenti del MFA, la professoressa Adele Henderson, il professor David Schirm e la professoressa Joan Linder, hanno ampliato la mia visione degli artisti e mi hanno aiutato a identificare i miei interessi di ricerca nell’arte femminista. I miei supervisori del dottorato, la professoressa Barb Bolt e il professor Jon Cattapan, mi hanno permesso di affermarmi nel campo degli studi artistici femministi e della ricerca artistica creativa interdisciplinare.

Su Yang crea anche video e cortometraggi sui cambiamenti degli ideali di bellezza della società e su come le donne si adeguino a questi standard attraverso procedure di chirurgia estetica drastiche e persino pericolose

Quando hai iniziato? Cosa ha significato per te e cosa ami di più della pittura?

Durante i miei studi universitari in design presso l’Università di Tsinghua, ho imparato il disegno, la pittura, la calligrafia, la pittura tradizionale cinese, la scultura, i fondamenti del design, il design grafico, l’arte del vetro e mi sono specializzata nell’arte della lacca sia per progetti di studio che per la decorazione di spazi pubblici. Dopo aver deciso di conseguire la mia laurea MFA negli Stati Uniti, ho sviluppato un interesse per la filosofia femminista ed ho iniziato a creare una serie di dipinti che esploravano la chirurgia estetica presso l’Università di Buffalo. Per approfondire la mia ricerca sulla teoria dell’arte femminista, mi sono trasferita in Australia per i miei studi di dottorato presso l’Università di Melbourne. Per me la pittura serve come mezzo per propagare le ideologie femministe. Funziona come un ponte attraverso il quale posso comunicare le mie idee agli spettatori ed al pubblico. Considero i miei dipinti femministi. Attraverso il pensiero femminista, i miei dipinti mirano a contrastare le estetiche e le strutture patriarcali, rivelando il loro impatto sui corpi reali. La pittura, a differenza dei nuovi media, richiede particolari metodi di produzione. la rappresentazione a olio richiede specifiche abilità e controllo nella manipolazione della pittura, combinare la quantità di pittura, il peso della mano ed il movimento delle dita per eseguire l’immagine desiderata. Questi aspetti sono ciò che amo di più della pittura.

Quali sono state le principali sfide all’inizio?

Dipende dal viaggio. L’inizio dell’apprendimento dei fondamenti del disegno e della pittura è irto di frustrazioni derivanti dall’anatomia e dalle tecniche. Le sfide includono padroneggiare la capacità di disegnare accuratamente entro un periodo di tempo specificato, acquisire sicurezza nel disegno e garantire che i miei disegni trasmettano efficacemente i personaggi e rendano gli oggetti vividi come soggetti. Intraprendere una ricerca guidata dalla pratica artistica presenta una serie di sfide, in particolare nell’identificazione di argomenti e domande di ricerca. Questi argomenti e domande non devono solo allinearsi agli interessi personali, ma anche dimostrare potenziali contributi al mondo accademico ed alla società. Inoltre, dovrebbero offrire vie di coinvolgimento con la comunità ed il pubblico.

Quanto tempo impieghi per completare uno dei tuoi dipinti, dall’idea alla tela finita?

Ogni dipinto può richiedere una quantità di tempo diversa per essere completato. Prima di dipingere fisicamente ogni pezzo, conduco una ricerca sul contesto del progetto, considerando la ricerca come parte integrante del processo di creazione. La fase di ricerca spesso comporta un’ampia revisione della letteratura riguardante l’importanza di avviare una nuova serie. Il primo dipinto di ogni nuova serie richiede in genere più tempo, forse circa tre mesi o anche di più. Tuttavia, i dipinti successivi possono essere completati in tempi più brevi, che vanno da un mese a una sola settimana.

Che ruolo gioca il femminismo nelle tue opere?

Considero i miei dipinti dipinti femministi, riferendomi quindi alla “pittura femminista” o “arte femminista”. Il dibattito attorno ad esso è stato controverso. L’intuizione di Robinson fornisce la definizione di arte femminista, come un approccio alla creazione artistica informato dal pensiero femminista. Lo scopo del pensiero femminista nei miei dipinti è quello di contrastare l’estetica e le strutture patriarcali e di rivelare l’impatto di queste sui corpi reali.

SuYang è anche una ricercatrice che si concentra sul femminismo cinese e sugli studi sull’arte femminista

SU+YANG Face Lifts
Face-Lifts, 2014, oil on canvas, 147 × 170 cm (58 × 67 in)

Alcuni chirurghi si considerano artisti. Alcuni credono che la chirurgia estetica sia come scolpire con i corpi. Nelle tue opere vediamo il lato sofferente. Cosa speri che le persone possano sentire e capire quando vedono le tue opere?

Nei miei primi dipinti, vedevo nella chirurgia estetica la stessa funzione dei regimi storici e sociali, che hanno imposto la fasciatura dei piedi ad un gran numero di donne cinesi nella storia. Entrambi celebravano la mutilazione delle donne in nome della bellezza. Successivamente, ho dipinto tele di grandi dimensioni per esagerare il processo ed i risultati della chirurgia estetica in modo che diventassero immagini surreali e inquietanti. Queste immagini mostrano la natura desensibilizzata ed i conseguenti traumi fisici della chirurgia estetica che mettono in discussione l’idea del “corpo perfetto” e interrompono il desiderio sessuale maschile (eterosessuale) e le richieste di un corpo femminile ideale.

Per millenni il corpo umano e la natura sono rimasti soggetti centrali della bellezza artistica. Raggiungere la perfezione può diventare faticoso per alcuni individui, sollevando la domanda: la chirurgia estetica è un tentativo di esercitare il controllo sulla natura?

È molto più dell’esercitare il controllo sulla natura. Le norme sociali in evoluzione riflesse nelle rappresentazioni delle donne, sia nei dipinti ad olio classici cinesi che sui social media, presentano somiglianze con i tradizionali dipinti ad olio di genere nudo europeo e con quelli che si trovano su piattaforme come Instagram. Ciò riflette l’influenza culturale e suggerisce che le donne sono mercificate nel panorama globale della pubblicità e dei media. Gli standard di bellezza diffusi nelle pubblicità di chirurgia estetica perpetuano l’ansia tra le donne, alimentando un senso di inadeguatezza. Sia che la chirurgia estetica sia vista come una scelta femminista o uno strumento patriarcale, gli standard di bellezza promossi nelle pubblicità della chirurgia estetica, insieme alla nozione di femminilità, diventano prodotti del consumismo capitalista.

Fin da piccola ho sentito la frase “Chi bella vuole apparire delle pene deve soffrire” Perché le donne dovrebbero soffrire in nome della bellezza?

Le donne non dovrebbero soffrire in nome della bellezza. Vedo queste ideologie come parte del patriarcato, che perpetuano l’idea che il valore di una donna è determinato esclusivamente dal suo aspetto come oggetto sessuale.

SU+YANG Invisible Visible Hands – 3
Invisible/Visible Hands – 2, 2023 oil on canvas, 40 × 30 cm (16 × 12 in)

Le cicatrici sono spesso viste come imperfezioni sul corpo di una donna, mentre su un uomo possono simboleggiare coraggio o valore. Allo stesso modo, la società tende ad attribuire meno valore al processo di invecchiamento delle donne rispetto agli uomini, i quali a volte vengono associati al vino pregiato invecchiato. Cosa ne pensi di questo evidente doppio standard?

Lo standard di bellezza non è mai esistito in modo isolato; è stato modellato da vari fattori tra cui cultura, società, storia e politica, tra gli altri. Questo standard riflette spesso le questioni di fondo della discriminazione di genere e di razza. Ecco perché intendo affrontare questi temi nelle mie opere, suscitando domande e sensibilizzando il pubblico.

Come vedi il ruolo delle donne nella cultura e nella società d’oggi? Pensi che l’arte possa contribuire alla consapevolezza mostrando punti di vista che non sempre vengono presi in considerazione?

Data la mia esperienza nel femminismo cinese e negli studi artistici femministi, mi piacerebbe discutere il ruolo delle donne nella società cinese oggi. Le donne sono diventate sempre più competitive in vari campi e hanno beneficiato dei cambiamenti sociali ed economici avvenuti in Cina negli ultimi tre decenni. Tuttavia, poche donne sono riuscite a raggiungere posizioni di potere nel mondo dell’arte cinese contemporanea. Per quanto riguarda la seconda domanda, sì, credo che l’arte possa contribuire alla consapevolezza mostrando punti di vista che non sempre vengono considerati.

Foto e illustrazioni gentilmente concesse da Su Yang

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