Un Panorama di Idee in Movimento: Identità, Società e Arte secondo Stella Zhang

Artista contemporanea la cui pratica spazia dalla pittura, alla scultura, all’installazione.

Stella Zhang è un’artista contemporanea che lavora con molteplici mezzi e attualmente vive a San Francisco. Ha conseguito il BFA in pittura a pennello cinese presso l’Accademia Centrale di Belle Arti di Pechino (中央美术学院) ed ha studiato pittura giapponese alla Tama Fine Art University (多摩美術大学) ed alla Tokyo Art University (東京藝術大学), dove ha conseguito il MFA. È rinomata per il suo potente approccio femminista nella sua creazione artistica. Il suo lavoro è descritto come “una dichiarazione del potere e dell’identità delle donne”. Scegliendo vari materiali, tra cui il tessuto, associati al lavoro delle donne, bilancia l’esperienza dello spettatore tra visivo e tattile, affrontando anche un contesto che parla di potere, società, relazioni, ecc. I suoi dipinti, sculture ed installazioni sono esposti in tutto il mondo e collezionati da istituzioni pubbliche come il Museo Nazionale d’Arte Cinese a Pechino, Museo d’Arte della Famiglia Copelouzos, Atene; e Museo delle Belle Arti Tan Shin, Tokyo. È docente ospite alla Stanford University e insegna anche all’Accademia Centrale di Belle Arti di Pechino.

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Crescere ed essere circondata fin da piccola in una famiglia d’artisti, ha influenzato il tuo rapporto con l’arte? Quali sono i tuoi migliori ricordi d’infanzia legati all’arte?

Mio padre è stata la prima persona ad introdurmi al mondo dell’arte. Il suo comportamento gentile e l’organizzazione meticolosa, soprattutto dei suoi materiali per dipingere, mi hanno lasciato una profonda impressione. Non parlava molto ma spesso mi lasciava sedere accanto a lui mentre dipingeva, cosa che ebbe una profonda influenza sulla mia giovane mente. Ancora oggi mi ritrovo ad emulare molte delle sue abitudini. Mia madre, d’altro canto, era una donna forte, dedita alla nostra famiglia, e la sua resilienza ha plasmato la mia comprensione della forza femminile. Queste esperienze infantili, insieme ai vincoli sociali, hanno influenzato profondamente il mio percorso artistico, fornendo una fonte di ispirazione e riflessione.

Quali sono state le sfide più grandi all’inizio della tua carriera?

Inizialmente, la formazione artistica in Cina si concentrava principalmente sulle competenze tecniche piuttosto che su quelle di comprensione concettuali. Dopo essermi diplomata all’Accademia Centrale di Belle Arti nel 1989, ho proseguito gli studi in Giappone e successivamente sono emigrata negli Stati Uniti. Ogni transizione culturale presentava una serie di sfide, ma anche un’opportunità di crescita. In quanto artista donna, orientarsi verso le aspettative della società ed esplorare l’identità personale è stato un viaggio continuo, influenzato dalle sfumature culturali e dalle dinamiche di genere.

Stella ha imparato a dipingere da suo padre, Ping Zhang, un famoso pittore di pittura a pennelli e professore all’Accademia Centrale di Belle Arti di Pechino (CAFA).

Stella Zhang interview 3

Quali sono state le soddisfazioni più grandi? Cosa ami di più dell’essere un artista?

La capacità di esprimermi liberamente ed in modo autentico è una delle più grandi gioie dell’essere un’artista. Nonostante le sfide della vita, la ricerca della creazione artistica fornisce un senso di scopo e realizzazione. Apprezzo i momenti di connessione con il mio pubblico, in cui le mie opere d’arte stimolano conversazioni ed introspezione. Essere un’artista mi permette di esplorare le complessità della vita e dell’esperienza umana, trascendendo i confini culturali e sociali.

Hai conseguito un BFA in pittura cinese a pennello a Pechino e hai conseguito un MFA in pittura giapponese a Tokyo. In che modo creare la tua arte e bilanciare queste tecniche ti ha aiutato a superare le sfide e a rafforzare le tue capacità artistiche?

Lo studio delle tecniche pittoriche tradizionali cinesi e giapponesi ha fornito una solida base al mio percorso artistico. Sebbene i mezzi e gli stili si siano evoluti nel tempo, i principi sottostanti di espressione ed interpretazione rimangono costanti. Queste diverse influenze hanno arricchito il mio processo creativo, permettendomi di sintetizzare varie prospettive culturali nella mia opera d’arte. Che si tratti di esplorare le delicate acquerellature di inchiostro della pittura cinese con pennello o i tratti audaci del Sumi-e giapponese, ogni tecnica offre spunti unici sull’espressione artistica e sull’identità culturale.

Quali sono le tue fonti d’ispirazione e qual è il processo creativo dietro le tue creazioni? Il femminismo ha un ruolo nelle tue opere d’arte?

La mia ispirazione deriva da esperienze personali, osservazioni sociali e riflessioni culturali. In quanto artista donna, il femminismo si interseca naturalmente con le mie opere d’arte, stimolando l’introspezione sui ruoli di genere, sulle aspettative sociali e sull’identità personale. Attraverso il mio processo creativo, mi sforzo di sfidare gli stereotipi e provocare riflessioni su questioni di uguaglianza ed emancipazione. Che sia palese o sottile, il femminismo permea le mie opere d’arte, fungendo da catalizzatore per il dialogo ed il commento sociale.

Nelle tue opere utilizzi vari materiali. Puoi parlarci del tuo rapporto con quelli che scegli per le tue opere d’arte?

La mia scelta dei materiali è libera, guidata dalla necessità di trasmettere in modo efficace la mia visione artistica. Sono attratta da materiali versatili e tattili, come i tessuti morbidi, che risuonano con l’esperienza umana. Attraverso il taglio, il cucito e la stratificazione, utilizzo questi materiali con energia e vitalità, trasformando oggetti ordinari in opere d’arte evocative. Il processo creativo prevede un dialogo tra artista e mezzo, ciascuno dei quali informa l’altro per produrre un’espressione armoniosa di emozioni e concetti.

Stella Zhang ha esposto il suo lavoro in numerose mostre collettive e personali presso organizzazioni artistiche, musei e gallerie.

Utilizzi diversi mezzi per creare le tue opere, quale esprime meglio la tua personalità artistica?

I materiali intrisi dell’essenza umana spesso evocano una connessione più profonda con il mio impulso artistico. Ad esempio, i vecchi vestiti possono evocare una narrazione del passato che suggerisce un viaggio personale e sociale.

Hai qualche tua opera d’arte con la quale senti un forte legame personale? Puoi condividere con noi la storia che c’è dietro questa tua creazione?

Molte delle mie opere riflettono ricordi personali e narrazioni sociali, intrecciando storie individuali con contesti culturali più ampi. Una serie, intitolata “Tea Stories”, è stata ispirata dalle conversazioni con mia madre durante il suo soggiorno negli Stati Uniti dal 2021 al 2023. Utilizzando l’acqua del tè e tecniche miste, ho creato un pezzo intitolato “Nushu” che rappresenta momenti intimi condivisi tra mia madre e me, colmando i divari generazionali e culturali. Attraverso l’arte, cerco di preservare ed esplorare il significato dei ricordi personali in un mondo che è sempre più incerto.

Ti sei trasferita negli Stati Uniti nel 2003, cosa ha significato per il tuo percorso d’artista? Vivere in un paese diverso influenza il tuo modo di creare e vedere la vita?

Il trasferimento in California nel 2003 ha segnato l’inizio di un nuovo capitolo nel mio percorso artistico. La diversità culturale e lo stile di vita rilassato della California hanno fornito nuove prospettive ed ispirazione artistica. Man mano che mi adattavo alla vita in un nuovo paese, le mie opere d’arte hanno subito una trasformazione, riflettendo le sfumature di ciò che mi circonda e la fluidità dell’identità culturale. Vivere all’estero ha ampliato la mia visione del mondo ed arricchito il mio processo creativo, favorendo una comprensione più profonda dell’interconnessione tra arte, cultura e vita.

Di recente sei stata in Cina. Quanto è cambiata la Cina rispetto a quando hai iniziato il tuo percorso artistico?

La regressione storica e la ripetizione sono incredibili. La differenza è che l’aggiornamento dei mezzi tecnici rende un po’ strano quello che un tempo era familiare.

Cosa significa essere un’artista donna oggi? Il genere conta ancora? I social media hanno un ruolo nella graduale evoluzione del ruolo delle donne nelle arti?

Essere un’artista donna oggi significa navigare in un panorama complesso d’aspettative sociali e d’identità personale. Mentre le dinamiche di genere continuano a modellare il discorso artistico, l’avvento dei social media ha democratizzato l’espressione artistica, fornendo una piattaforma in cui voci diverse possono essere ascoltate. Tuttavia, le disparità di genere persistono nel mondo dell’arte, evidenziando la necessità di una continua difesa e rappresentanza. Le artiste svolgono un ruolo fondamentale nello sfidare gli stereotipi e nel rimodellare le narrazioni culturali, contribuendo ad un panorama artistico più inclusivo ed equo. Quando discutiamo di donne, femminilità e femminismo, il contesto sociale è un fattore cruciale.

Nella mia esperienza personale, indipendentemente dalla Cina, dal Giappone o dagli Stati Uniti, le questioni relative ai diritti si intrecciano con le questioni di genere ed influenzano il mio giudizio sulle cose. L’attuale situazione sociale lascia tutti in uno stato di caos incerto. Viviamo in un’era gravosa. Per un artista è particolarmente importante pensare lontano dal rumore. Per me, il processo di creazione artistica riguarda l’organizzazione dei miei pensieri. Voglio esprimere le lotte fisiche e psicologiche ed accettare la complessità, la vulnerabilità e l’imperfezione dell’umanità attraverso il mio lavoro. Offrendo possibilità di associazione attraverso la mia arte, miro a calmare e guarire varie ansie. All’interno di specifici quadri di pensiero, le impressioni stereotipate del femminismo sono facilmente concettualizzate quanto i giudizi estetici della femminilità.

Nella vita reale, si può dire che lo status di sopravvivenza e le differenze delle donne siano vari, e nessuna singola arte femminista può comprendere questa vasta realtà. Possiamo sentire le differenze di genere nel discorso che permea ogni livello della società nelle culture locali, mentre le questioni razziali negli Stati Uniti sono intrecciate con i movimenti per l’uguaglianza di genere. Dovrebbero esserci diverse interpretazioni del femminismo. I binari di genere possono facilmente portare ad etichette semplicistiche, limitanti e minando considerazioni più profonde su questioni che vanno oltre il genere, come la razza, la classe e le dinamiche di potere. Mettendo da parte il genere stesso, è essenziale vedere l’arte femminista in un modo più concreto e vivido. Questo che potrebbe essere un modo concreto e vivido è essenziale.

Questo potrebbe essere un approccio narrativo unico che evita di diventare eccessivamente simbolico senza quadri teorici specifici. L’arte femminista locale, indipendentemente dai creatori o dal contenuto che esprimono, non dovrebbe limitarsi ai confini di genere. Interpretazioni errate e comprensioni superficiali del femminismo hanno portato a molte situazioni imbarazzanti nell’arte femminista a causa dei contesti culturali. L’uguaglianza mira a correggere l’ingiustizia, quindi l’espressione artistica dovrebbe essere specifica, evitando cliché concettuali. Anche chiarire le ambiguità può essere significativo. A mio avviso, mantenere uno spazio relativamente indipendente per il pensiero personale è essenziale per l’ispirazione artistica. In un sistema cognitivo, esprimere la connessione attraverso linee tratteggiate è cruciale.

Ognuno ha circostanze uniche e sa cosa gli sta a cuore. In quanto donna asiatica, affrontare le circostanze determinate dal genere, dalla razza e dalla cultura in diversi contesti sociali è come avere un’identità fluida, un fattore molto instabile che provoca sottilmente coinvolgimenti psicologici e differenze politiche. Questa è la realtà che ho dovuto affrontare ed è il motivo per cui mi concentro gradualmente e continuamente su questo problema. Il passaggio da una tradizione ad un’altra cultura mi ha portato a concentrarmi sul risveglio dell’autoconsapevolezza nella vita delle donne, sullo “sguardo” sul corpo e sulla messa in discussione delle strutture di potere. Man mano che i valori tradizionali vengono riesaminati, le riflessioni sui diritti di genere e sulle numerose questioni legate all’identità si concentrano naturalmente sulla vita, sugli individui e sulla società. L’enfasi su ruoli, esperienze e diritti nell’arte femminista, unita alla stretta connessione tra corpo e mente, rende questa espressione una spinta interiore. Spero che il mio lavoro sollevi domande attraverso i messaggi che trasmette.

Che sia espresso direttamente o sottilmente, indipendentemente dal mezzo o dalla modalità di espressione, il mio lavoro diventa una narrazione che rimuove gli strati, rispondendo e documentando la realtà. L’arte è un processo di introspezione e gli artisti devono prima diventare individui indipendenti. Ignorare la complessità e l’essenza dell’umanità concentrandosi esclusivamente su identità di genere predeterminate richiede un’attenta considerazione. Ciò non significa abbandonare quella prospettiva ma piuttosto elevarla ad un altro livello per l’arte stessa. Anche le artiste affrontano una crescita accademica.

Foto cortesemente concesse da Stella Zhang

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