Jasmine Chen: l’Oriente incontra l’Occidente nel Jazz, Intervista

  1. Casa
  2. /
  3. Blog
  4. /
  5. Musica in Cina
  6. /
  7. Jasmine Chen: l’Oriente incontra...

L’Eccezionale Cantante Jazz, Cantautrice e Ambasciatrice Culturale del Jazz di Shanghai.

Jasmine Chen è una cantante e cantautrice jazz, nata nella provincia di Liaoning, che vive a Shanghai. È cresciuta e nata in una famiglia di ballerini e attori folk professionisti e ha studiato pianoforte prima di innamorarsi del jazz mentre studiava al prestigioso Leeds College of Music in Inghilterra. È tornata in Cina nel 2005 per perseguire la sua passione, introducendo la ricca eredità musicale cinese nel mondo del jazz. Successivamente è diventata una delle musiciste jazz più importanti della Cina, fondendo canzoni occidentali con testi cinesi originali. La sua prospettiva unica collega una cultura all’altra, colmando il divario tra le canzoni tradizionali cinesi e l’eredità jazzistica occidentale, così come tra le canzoni popolari dimenticate e il canto jazz contemporaneo. Jasmine ha lavorato insieme a molti musicisti famosi di tutto il mondo, tra cui il chitarrista hawaiano e candidato al Grammy Award Jeff Peterson; il chitarrista, cantante e cantautore brasiliano Filo Machado; il maestro di pianoforte di Singapore Jeremy Monteiro e la pianista e compositrice ungherese Bela Szakcsi Lakatos. Si è esibita anche con la Shanghai Philharmonic Orchestra e la Shanghai Traditional Music Orchestra. Ha interpretato se stessa nel film di successo del 2018 Crazy Rich Asians, diretto da Jon M. Chu. Sei delle sue canzoni sono nel film e tre sono incluse nella colonna sonora. Oltre al suo lavoro cinematografico, è un’ambasciatrice della musica e della cultura jazz. È attivamente coinvolta in opere di beneficenza per l’educazione delle ragazze rurali in Cina, nel Progetto di rinnovamento e nel Fondo per i bambini cambogiani.

I profili su Facebook e Instagram di Jasmine Chen

La musica è sempre stata una parte importante della tua vita, ho letto che hai studiato come pianista dall’età di 4 anni. Quando hai realizzato per la prima volta di avere una cantante jazz dentro di te? Quali sono i tuoi primi ricordi legati al jazz?

Ho iniziato a realizzare di avere una passione per il jazz quando avevo 20 anni, mentre studiavo al Leeds College of Music (ora Leeds Music Conservatoire). Ho scelto uno studio minore in canto, poiché sono sempre stata interessata al canto, e la mia insegnante di canto era un’insegnante di jazz, quindi ho iniziato a cantare jazz con lei, sono rimasta stupita da alcuni standard jazz come Cry Me A River. I miei primi ricordi legati al jazz risalgono a quando avevo 17 o forse 18 anni, quando vivevo ancora nella mia città natale in Cina, prima di andare a studiare nel Regno Unito, comprai una rivista musicale cinese, che presentava la musica occidentale ai cinesi amanti di musica, e quel numero speciale era dedicato proprio alla musica jazz, c’era un CD allegato alla rivista, una raccolta di canzoni di cui trattava lo speciale, quindi ho avuto la possibilità di ascoltare un po’ di Louis Armstrong e Jobim, è stato davvero indimenticabile, ha lasciato un grande segno nei miei ricordi.

Jasmine ha tenuto conferenze TEDx e spesso parla di jazz e musica a un vasto pubblico, che va dalle aziende alle università e alle organizzazioni artistiche

Hai studiato in Inghilterra, puoi raccontarci questo periodo della tua formazione?

Partecipavo e frequentavo un corso di musica di livello A a Liverpool e mi ero diplomata in studi musicali a Leeds, specializzandomi in esecuzione di pianoforte. Il corso mi ha aperto gli occhi, facendomi capire che vi erano molte lezioni diverse a cui avrei potuto iscrivermi, ad esempio arrangiamento jazz, produzione musicale, improvvisazione e molti altri, che non avevo mai sperimentato prima, ed ho anche collaborato con altri studenti del corso jazz, provato ed eseguito con loro come se fossimo una band, registrando demo con studenti di produzione musicale. Il college mi ha aiutato molto, così ho potuto provare molte esperienze e tecniche diverse per acquisire quelle che, qualche anno dopo, hanno creato per me un’ottima base per diventare una musicista professionista e che sono ora le mie abilità musicali in generale.

Cosa rappresenta per te il jazz? Quali artisti ti hanno influenzato di più? Quali sono le tue più grandi soddisfazioni come cantante jazz?

Per me, il jazz rappresenta libertà, creatività e collaborazione, ognuno crea il proprio suono e la propria voce, e continua ad essere una forma d’arte vibrante e in evoluzione. Ella Fitzgerald, Billie Holiday, Cassandra Wilson, A.C. Jobim, Peggy Lee, Amy Winehouse… La mia più grande soddisfazione è che posso essere me stessa sul palco, sto creando il mio stile di canto e di esecuzione e interpretando la musica a modo mio e nostro con altri musicisti sul palco; Adoro quando, durante e dopo una canzone, il pubblico mostra il suo apprezzamento e l’energia scorre tra musicisti e pubblico nel locale; il jazz mi connette anche con il mondo, est e ovest, attraversa culture e lingue, posso viaggiare e vedere il mondo, imparando cose da background diversi.

L’energia e le vibrazioni trasmesse da Jasmine connettono il pubblico, dalle
atmosfere intime del palco del JZ Club di Shanghai alle grandi luci del North Sea Jazz Festival di Rotterdam

Sei un nome affermato nella scena jazz di Shanghai. Com’è l’atmosfera della musica jazz? Cosa la distingue da città come Amsterdam, Barcellona, New York, ecc.? Esiste qualche relazione o connessione tra le città del jazz?

La scena jazz di Shanghai è molto vivace, ci sono molti giovani musicisti jazz cinesi emergenti, hanno studiato jazz nei conservatori di musica in Cina o all’estero, sono molto energici. Ci sono anche musicisti stranieri con esperienza con sede a Shanghai, nel campo dell’istruzione e delle arti dello spettacolo, che insieme stanno migliorando il livello del jazz in Cina. Shanghai è ancora una città del jazz giovane rispetto alle altre città. I musicisti qui rimangono in contatto con diversi musicisti di altre città del jazz e attraverso il lavoro e la collaborazione su progetti musicali, esecuzioni e registrazioni, avvengono molti incontri tra le varie città.

In Europa esiste un luogo comune secondo cui il jazz sia musica solo per intellettuali ed intenditori. Esiste questo pensiero anche in Cina? I giovani sono presenti e partecipano ai concerti jazz?

Il pubblico del jazz in Cina varia in età, dai giovani agli anziani. I giovani si recano spesso nei jazz club ed ai concerti per ascoltare musica dal vivo, ascoltano anche jazz via streaming online.

Hai sperimentato diverse combinazioni di componenti cinesi nel jazz e canti sia in inglese che in mandarino. Qual è il tuo concetto di innovazione legato alla musica jazz?

Vorrei essere il ponte tra l’Oriente e l’Occidente, introducendo l’uno all’altro.

Interpreta se stessa nel film sul potere vitale della musica “As Time Goes By In Shanghai”

Jasmine ha l’eccezionale e rara capacità di muoversi agilmente tra due mondi, cogliendo il meglio di ciò che entrambi hanno da offrire. Questa qualità l’ha portata a costruire una vasta base di seguaci sia tra il pubblico cinese che
occidentale, affascinando ascoltatori in tutto il mondo

I tuoi lavori includono sia la musica della colonna sonora che le apparizioni in veste di cantante in scene di film. Puoi dirci di più su come sei stata coinvolta nel film Crazy Rich Asians? Come hai preparato la tua performance per il film?

È stata un’esperienza inaspettata per me, la storia è iniziata con una email che ho ricevuto a marzo 2017, in cui mi chiedevano se ero interessata a cantare qualche colonna sonora e ad apparire in un film nei panni di me stessa, all’inizio pensavo fosse spam, ma dopo una settimana ho controllato di nuovo, mostrava che l’indirizzo email proveniva dal sito ufficiale della Warner Bros, quindi ho risposto con domande sul film. La loro risposta è stata sincera e dopo che mi hanno inviato la sceneggiatura, ho deciso di partecipare. Il regista Jon Chu aveva le idee molto chiare sulla musica del film, mi ha inviato un elenco di brani che includevano brani dal 1930 agli anni ‘60 di Shanghai, ed io li conoscevo molto bene, quindi ho passato alcuni giorni a registrare la mia parte vocale nello studio di registrazione locale, e poi ho mandato i pezzi a Los Angeles, ed hanno fatto un mix dopo. L’esperienza di interpretare me stessa nel film è stata davvero unica perché era la prima volta che recitavo in un film, anche se ero solo io, era così diverso dall’esibirsi dal vivo sul palco, coinvolgeva così tante persone che giravano una scena anche per pochi secondi, dovevo ripetere la parte cantando le stesse frasi da 5 a 15 volte e cercando di mantenere la stessa energia allo stesso livello ogni volta. La preparazione consisteva nel cantare al meglio e mostrare il meglio davanti alla telecamera perché ciò sarebbe rimasto registrato nella storia.

Con chi ti piacerebbe collaborare in futuro? Quali sono i tuoi prossimi obiettivi e impegni?

Non ho progetti specifici adesso. Mi piacerebbe collaborare di più con musicisti sudamericani perché ho una grande passione per la musica sudamericana, bossa nova, latino, choro… Mi piacerebbe fare insieme degli album di musica crossover.

Cosa consiglieresti a chi vuole intraprendere una carriera come la tua?

Non smettere mai di imparare, trova ciò in cui sei bravo nella musica, cerca sempre di collaborare con musicisti diversi, sii di mentalità aperta; cogli ogni opportunità per esibirti o creare musica. Se la musica è ciò che vuoi fare, allora tienila stretta, perché non è facile, ma te lo dimostrerà se continui a provare.

Foto cortesemente concesse da Jasmine Chen

Previous

Planet China Vol. 18

Un Panorama di Idee in Movimento: Identità, Società e Arte secondo Stella Zhang

Next

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.