Apatia Elettorale nelle Recenti Elezioni Distrettuali di Hong Kong

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Elezioni a Hong Kong: Affluenza Storica ai Minimi a Seguito della Politica dei ‘Soli Patrioti’.

Un’Affluenza al 27.5% Riflette un Crescente Disagio verso il Processo Elettorale. Il Controllo di Pechino si Intensifica: Mancanza di Spirito Democratico nelle Elezioni Distrettuali di Hong Kong.

Nelle ultime elezioni distrettuali di Hong Kong, dominate dalla politica dei “soli patrioti”, si è registrata un’affluenza storica ai minimi, con soltanto il 27.5% degli aventi diritto al voto che hanno partecipato. Questo dato segna un forte calo rispetto alle precedenti consultazioni, sottolineando l’aumento del malcontento della popolazione verso un sistema percepito come antidemocratico.

La legge sulla sicurezza nazionale imposta da Pechino, che ha giocato un ruolo chiave nel soffocare il dissenso, e le modifiche al sistema elettorale, create per escludere candidati democratici e liberali, hanno profondamente cambiato la percezione pubblica. Lemon Wong, un democratico ancora attivo nella politica locale, ha espresso questo sentimento, rilevando un diffuso disinteresse per le elezioni, anche tra i sostenitori del governo, i quali hanno messo in dubbio la necessità di votare in un processo così predeterminato.

Il tasso di partecipazione a queste elezioni si contrappone nettamente al 71% raggiunto nel 2019, in piena ondata di proteste pro-democrazia a Hong Kong, che avevano visto una netta vittoria del fronte democratico. Nell’attuale tornata elettorale, il numero di seggi eletti direttamente è stato ridotto drasticamente, quasi dell’80%, e i candidati hanno dovuto sottoporsi a verifiche di sicurezza nazionale e ottenere l’approvazione di comitati pro-governo, portando alla squalifica di numerose figure pro-democrazia, moderate e persino alcuni esponenti filo-Pechino.

Problemi tecnici hanno ulteriormente complicato l’elezione, con un malfunzionamento del sistema elettronico di registrazione che ha richiesto il ricorso al voto manuale e un’estensione del tempo di votazione di 90 minuti. La commissione elettorale ha affermato che questa estensione non era legata al basso tasso di partecipazione.

Le misure di sicurezza sono state estremamente rigide, con l’impiego di oltre diecimila agenti di polizia. Almeno sei persone sono state arrestate per reati quali l’incitamento al voto non valido o alla perturbazione del processo elettorale, come riferito dalla polizia e dall’autorità anticorruzione della città.

L’elezione è stata oggetto di critiche da parte della Lega dei Socialdemocratici, i cui membri sono stati arrestati prima di una manifestazione programmata. Hanno definito l’elezione come una “elezione in gabbia”, denunciando un arretramento dei diritti elettorali e democratici. La polizia ha giustificato questi arresti come misure preventive contro eventuali disturbi alle urne.

In questo contesto, il leader di Hong Kong, John Lee, ha difeso con veemenza la legittimità dell’elezione, evidenziando il suo ruolo nel garantire la stabilità di Hong Kong dal passaggio dalla sovranità britannica a quella cinese nel 1997. Ha sostenuto che le elezioni del 2019 sono state utilizzate per minare la governance e minacciare la sicurezza nazionale. Nonostante le critiche dei governi occidentali riguardo al viraggio autoritario di Hong Kong sotto la legge sulla sicurezza nazionale, la Cina sostiene che queste misure abbiano ripristinato la stabilità nel centro finanziario dopo le proteste pro-democrazia del 2019.

Fonti:

Argomenti: bassa partecipazione alle elezioni distrettuali di Hong Kong, impatto della politica dei soli patrioti a Hong Kong, legge sulla sicurezza nazionale di Pechino e le elezioni di Hong Kong, calo della partecipazione democratica a Hong Kong, effetti della ristrutturazione del sistema elettorale a Hong Kong, percezione pubblica sul futuro politico di Hong Kong, disimpegno degli elettori nella politica di Hong Kong, sfide alla democrazia nelle elezioni di Hong Kong, evoluzione politica di Hong Kong dopo le proteste del 2019, futuro della democrazia sotto la legge sulla sicurezza nazionale di Hong Kong.

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