Interviste esclusive con fotografi cinesi per celebrare la Giornata Mondiale della Fotografia 2023

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Un viaggio attraverso l’arte e la storia cinese, catturata dalle lenti di alcuni tra i più talentuosi fotografi cinesi ed internazionali.

Oggi 19 agosto si celebra la Giornata mondiale della fotografia. Il tema del 2023 è “PAESAGGI”. Ogni anno in questa data viene colta l’opportunità di ricordare l’importanza dell’arte della fotografia. Gli appassionati di fotografia che condividono la passione per il genere si riuniscono per condividere i propri scatti, metodi, idee, consigli, attrezzatura etc … La giornata esalta la creatività e le sfumature nel campo della fotografia, ha lo scopo di ispirare più persone a perseguire questa forma d’arte che affascina il mondo intero.

Abbiamo avuto la possibilità di intervistare molti fotografi cinesi, ma anche internazionali che hanno viaggiato in Cina ed Asia e che con i loro scatti hanno immortalato momenti irripetibili ed unici, raccontato storie e creato stili. Vogliamo condividere con i nostri lettori, non solo le loro notevoli foto, ma anche le loro parole, possiamo quindi avere il privilegio di trovarci in prima persona con loro direttamente dietro la lente ed alla macchina fotografica.

Di seguito potete trovare le nostre interviste …

Interviste con alcuni dei migliori fotografi in Cina

Esordi ed evoluzione della Fotografia

La giornata mondiale della fotografia ha anche l’obiettivo di ispirare i fotografi alle prime armi e rendere omaggio e riconoscere il talento e l’abilità dei grandi fotografi che usano ed hanno usato la propria percezione e creatività per catturare momenti che vanno al di là delle parole. Questa giornata è una ricorrenza per celebrare l’evoluzione tecnologica di questo mezzo artistico e creativo, approfondirne la storia, imparare a capire i meccanismi delle fotocamere vintage e nuove, scoprire differenti pellicole, formati e lenti. Grazie a Louis Daguerre la Francia è il paese pioniere nel mondo della fotografia. Dal 1824 Daguerre inizia a fare esperimenti per riuscire a fissare l’immagine ottenuta attraverso la camera oscura. Grazie alla corrispondenza con Joseph Niépce, sei anni dopo la morte di quest’ultimo, Daguerre inventò il dagherrotipo: un processo fotografico che è stato formalmente dichiarato al mondo dall’Académie des Sciences e dell’Académie des beaux-arts nel 1839.

Questa tecnica prevede che una lastra ricoperta di argento venga posizionata davanti al soggetto da riprendere. La lastra dopo essere stata esposta ai vapori dello iodio e fatta riposare in camera oscura, veniva lavata con sale marino e mercurio per interrompere il processo di ossidazione. La fotografia nasce con la scoperta di due principi fondamentali: la proiezione di immagini da camera oscura e l’osservazione che alcune sostanze sono visibilmente alterate dall’esposizione alla luce. L’invenzione della fotografia è tra le prime e più importanti invenzioni in cui l’intero processo è stato reso disponibile gratuitamente al mondo. Fotografare vuol dire scrivere con la luce infatti la parola fotografia deriva dal greco photos “luce” e graphìa “scrittura”.

Nel 1861 Thomas Sutton lavora allo sviluppo della prima fotografia a colori. La ricorrenza di oggi nasce nel 2009 su iniziativa del fotografo australiano Korske Ara che fonda nel 2010 la World Photography Day Foundation e decide di far coincidere questa festa con la data di nascita della tecnica dagherrotipo. Dalla nascita della fotografia si sono susseguiti differenti supporti e formati fino a giungere all’introduzione della fotocamera Kodak n. 1 nel 1888, inventata e commercializzata da George Eastman, un ex impiegato di banca di Rochester, New York. Era una semplice fotocamera a scatola caricata con un rullino da 100 esposizioni. Nel 1975 nasce la prima fotocamera digitale sviluppata da Steven Sasson di Kodak. Sasson ha costruito un prototipo (brevetto USA 4.131.919) da un obiettivo per cinepresa, una manciata di parti Motorola, 16 batterie e alcuni sensori elettronici CCD Fairchild di nuova invenzione. Grazie a quest’ultima invenzione ora chiunque può scattare una foto.

La fotografia in Cina

La fotografia in Cina arriva con dei fotografi europei a Macao. Nel 1850, vi erano già i primi fotografi occidentali che avevano aperto i propri studi nelle città portuali costiere, ma che furono presto rimpiazzati dai propri assistenti cinesi e dalla concorrenza locale. I fotografi occidentali e cinesi hanno ampiamente documentato che già alla fine del XIX secolo, tutte le principali città avevano studi fotografici ed era diventato normale farsi scattare ritratti di famiglia, hanno anche raccontato con i loro scatti la vita quotidiana e abitudini dell’epoca lasciandoci un enorme patrimonio storico che ci documenta una Cina ormai lontana in usi e tradizioni I cinesi benestanti furono catturati da questo nuovo hobby, mentre l’imperatrice vedova Cixi si fece fare ripetutamente dei ritratti. Nel 20° secolo, la fotografia in Cina, come in tutti i paesi del mondo, è uno strumento di svago, ma anche per documentare, per il giornalismo, per la propaganda politica ed anche per la creazione artistica.

Condividendo un pasto di Lai Afong circa anni 1880
Condividendo un pasto di Lai Afong, circa anni 1880

Secondo lo studioso Meccarelli la presenza di occidentali e missionari stimolò la conoscenza e l’uso della fotografia come strumento. I fotografi erano interessati non solo a registrare ciò che vedevano, ma anche a utilizzare nuove tecniche per esprimere l’estetica e la poetica tradizionali. Alcuni dei primissimi fotografi in Cina includono il dottor Richard Woosnam, il maggiore George Malcolm, Henry Collen, Jules Itier e Zou Boqi. Nella seconda metà dell’Ottocento sorsero alcuni studi fotografici cinesi, come Kung Tai (公泰照相樓) e Sze Yuen Ming (上洋耀華照相) a Shanghai, e Pun Lun (繽綸) e Lai Afong (赖阿芳) a Hong Kong. Diversi noti fotografi dell’inizio del XX secolo includono Liu Bannong (1891–1934, 劉半農) e Zhang Yin Quan (1900–1971, 張印泉). Alcuni fotografi di questo periodo si sono ramificati nel cinema come Ho Fan (1937–2016, 何藩) e i primi passi della Cina nel fotogiornalismo fatti da Lang Jingshan (1892–1995). Durante le guerre e l’instabilità del periodo dei signori della guerra, alcuni fotografi come Gao Fan (1922–2004) si cimentarono nella fotografia di guerra, così come Niu Weiyu (1922–), quest’ultimo scatterà anche molte fotografie per i leader del Partito Comunista Cinese .

La guerra successiva (Seconda guerra sino-giapponese, 1937-1945) sarebbe stata molto coperta da Sha Fei (1912-1948). Nei primi anni della Repubblica popolare, lo stato organizzava artisti e scrittori in gruppi ufficiali per dirigere il loro lavoro. Molti furono i fotografi ufficiali di Mao e di altri membri del Partito. Tra questi c’erano Hou Bo, Lu Houmin e Xu Xiaobing. Durante la Rivoluzione culturale la fotografia in Cina viene vista come uno strumento propagandistico realista socialista. Li Zhensheng è stato uno dei pochi fotografi che è riuscito a scattare foto in modo chiaro, infatti i soggetti delle sue fotografie includono oltre ai momenti “positivi”, come persone che studiano le opere di Mao, cantano slogan rivoluzionari, eseguono la danza della lealtà e partecipano al lavoro agricolo , ecc. Anche scene “negative” come umiliazioni pubbliche, violenza di strada, esecuzioni, ecc.,

Il movimento del 5 aprile del 1976 segnò l’inizio di una nuova visione fotografica in Cina. Durante il movimento, comuni cittadini presero in mano le macchine fotografiche e documentarono il lutto pubblico della gente per il premier cinese Zhou Enlai in piazza Tiananmen a Pechino. Un paio di anni dopo, alcune di queste fotografie furono pubblicate in un libro intitolato “People’s Mourning”. Alcuni di questi fotografi hanno fondato un club fotografico non ufficiale chiamato “April Photo Society”. Le conseguenze della Rivoluzione Culturale hanno portato a un movimento di fotografia documentaristica che è cresciuto rapidamente Molti fotoreporter che hanno lavorato per lo stato non possiedono i diritti d’autore sul proprio lavoro. Nel 1993 viene istituita nell’area dell’East Village di Pechino un circolo artistico che ha utilizzato la fotografia in aggiunta alla performance art sperimentale e all’arte concettuale. Nel 1994, Rong Rong ha co-fondato la prima rivista cinese di fotografia d’arte concettuale, New Photo. Molti artisti-fotografi contemporanei hanno molto successo in occidente dal momento che portano sotto i riflettori temi o punti di vista poco noti a chi non si è mai recato in Cina o in Asia.

Fotografia e le AI: che cosa cambia per i fotografi e come potrebbe evolversi il rapporto nel tempo?

Ritratti, dettagli, fotografia stock, food photography, paesaggi, land photography e aero photography etc Quest’anno le Intelligenze Artificiali sono entrate ufficialmente nel mondo della fotografia tramite un fotografo tedesco che si è classificato primo nella categoria creativa ai Sony World Photography Awards. In seguito Boris Eldagsen ha rifiutato il premio dopo aver rivelato che l’immagine era stata generata dall’intelligenza artificiale. Aveva presentato la foto senza alcuna aspettativa di vittoria, quindi si è ritirato dalla competizione quando è stato fatto l’annuncio. Questo precedente ha aperto un dibattito su come debba essere considerata l’immagine fotorealistica generata dall’A.I. considerando che non è il frutto di uno scatto, ma è allo stesso tempo vicina al fotocollage e alla fotomanipolazione.

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Un’immagine realizzata con MidJourney ispirata al grande fotografo cinese scomparso Lu Guang

MidJourney e DALL-E di OpenAI nel corso dell’anno hanno notevolmente migliorato la loro rappresentazione del mondo da poter diventare nei prossimi anni strumenti di sostituzione alla stock photography dal momento che possono generare a costi inferiori un maggior numero di immagini. In aggiunta quest’anno vi è stato il primo vero caso di disinformazione virale sui social per via dell’immagine generata dall’A.I. La foto in questione vede come protagonista Papa Francesco che cammina elegantemente in un piumino bianco. Pablo Xavier, un operaio edile di 31 anni di Chicago, ha riferito a BuzzFeed News “Ho solo pensato che fosse divertente vedere il Papa con una giacca divertente”. Questo evento porta a domandarsi se un giorno, quando le A.I. avranno perfezionato la loro rappresentazione della realtà, se gli esseri umani saranno in grado di distinguere le differenze di un’immagine generata da un prompt rispetto a una foto scattata da un individuo.

Come è cambiato il rapporto con la fotografia nell’era dei social?

Viviamo in un’epoca di enormi cambiamenti tecnologici, ma anche di accumulo e sovrabbondanza di immagini. Il digitale ed i cellulari che dispongono di default di una macchina fotografica, hanno reso facile l’accesso alla fotografia. Un tempo l’acquisto di una macchina fotografica, delle varie lenti, delle pellicole ed il costo dello sviluppo delle immagini, sembrava un percorso impegnativo, dal punto di vista economico, del tempo, della meticolosità e costanza. Per vedere dei soddisfacenti risultati, bisognava aspettare ed essere pazienti. Chi scattava in analogico era molto severo con se stesso ed il numero degli scarti era cospicuo e quindi alcune persone venivano scoraggiate invece di sentirsi motivate a migliorare, al contrario di quello che avviene con il digitale dove la facilità di scartare e riscattare di nuovo una foto non sabota l’autostima.

Solo chi aveva a disposizione una camera oscura poteva rendersi immediatamente conto se doveva riscattare tutte le foto da capo. Infatti quando vennero introdotti i laboratori di sviluppo in mezzora, molti amanti della fotografia si sono sentiti spronati dalla possibilità di poter comprendere con maggiore rapidità se vi erano stati dei miglioramenti rispetto all’ultima sessione di scatti precedenti. Gli scatti selezionati erano considerati preziosi e se non si era un fotografo professionista erano anche pochi. I ritratti erano contenitori di momenti felici. Le memorie analogiche erano importanti, erano conservate in album di famiglia o in cornici anche raggruppate in altari o intere pareti.

Al giorno d’oggi, in cui vi è un numero di foto ed immagini digitali incalcolabile, spesso sono i cellulari a ricordare di guardare le foto o ad invitare a cancellarle per creare spazio per scattarne di nuove. Impensabile una volta buttare un album di foto, solo separazioni o liti portavano alla distruzione di un bene tanto prezioso. Sembra che alcuni che avrebbero beneficiato maggiormente della fotografia, grazie allo strumento digitale invece abbiano perso l’interesse verso le foto. Capita anche che siano i social a riproporre alcune foto e sorprendentemente vi sono messaggi di stupore per il fatto di non ricordare quello scatto o ringraziamenti per aver portato alla memoria una foto preziosa dimenticata.

Sembra che per alcune persone più che un piacere sia diventato un obbligo stare al passo con i social, ritrarre spensierati momenti di vita da far vedere agli altri, più che viverli totalmente. La giornata della fotografia quindi assume un ruolo molto importante, in cui ci possiamo domandare se le foto che scattiamo rappresentano davvero quello che è il nostro desiderio narrativo. Se nelle foto vi è veramente qualcosa di nostro, il punto di vista, lo stile etc … Oggi è l’occasione per fare anche un percorso introspettivo e capire l’importanza delle immagini della nostra vita, della selezione delle nostre memorie, per capire se sono solo delle immagini che sbiadiranno nel tempo o se rappresentano ricordi incancellabili.

Benefici della fotografia nella vita di tutti

La Giornata Mondiale della Fotografia è un’ importante occasione per incoraggiare le persone a interessarsi a quest’arte, che può essere anche uno strumento terapeutico. La fotografia stimola la creatività, l’ingegno, dal momento che genera continui input nella nostra mente e che svegliano il cervello, creando un flusso di esercizio continuo. Fare foto aumenta lo spirito d’iniziativa, offre la possibilità di scorgere nuovi punti di vista e quindi di far riflettere e/o anche far cambiare idee e/o opinioni. La fotografia richiede concentrazione, pazienza e quindi offre la possibilità di diventare maggiormente resilienti e di interpretare le situazioni con maggiore spirito positivo. Fotografare promuove lo spirito organizzativo e di pianificazione, aumenta la percezione spaziale e temporale. Dedicarsi alla fotografia fa bene alla salute ed è un ottimo antistress, permette di raggiungere uno stato di benessere, perché allontana preoccupazioni, migliorando lo stato di salute mentale.

Fare foto è un’attività molto piacevole e coinvolgente, permette di vivere il presente e dimenticare i problemi. Fotografare porta a spronare se stessi, mettersi alla prova. Inoltre fotografare per alcuni diventa l’opportunità di fare movimento e quindi mantenersi in forma, mentre ci si trova alla ricerca di un soggetto per lo scatto. In alcuni casi fotografare aumenta la socialità, quando si decide di fare street photography diventa un momento di incontro con le persone o quando si decide di fotografare in gruppo per conoscere altre persone con la stessa passione. Inoltre trascorrendo del tempo all’aperto, in città o in natura si beneficia delle bellezze del mondo architettonico, della storia o dell’ambiente.

Fotografare Migliora la memoria visiva. Fotografare diventa anche una sfida per migliorare se stessi, dove si impara a prendere posizione sulle proprie focalizzazioni e quindi anche ad esprimere se stessi, nel momento in cui si scatta una foto di racconta, informa, documenta eventi e anche la storia e quindi si scoprire ma anche si condivide, si insegna, educa attraverso la condivisione delle conoscenze. Essendo la fotografia soggettiva, apporta benefici in ambito introspettivo promuovendo una visione più interiore di sé.

Fonti

Wikipediaworldphotographyday.commetmuseum.orgcnet.comdigitalcameraworld.com, buzzfeednews.com

Fotografia in evidenza: Guangzhou, barche cinesi di Lai Afong, circa 1880

Argomenti: Top fotografi cinesi, Giornata mondiale della fotografia 2023, Fotografi cinesi famosi, Evoluzione della fotografia in Cina, Icone della fotografia cinese, Maestri della fotografia in Asia

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