Un Resoconto Cinese del III Secolo sull’Impero Romano

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La vita romana è descritta nelle traduzioni del Weilue, un testo storico cinese del 3° secolo.

La conoscenza reciproca tra l’impero cinese e l’impero romano era molto limitata. Nei documenti sono testimoniati solo pochi tentativi di comunicazione diretta. Al fine di preservare il controllo sul lucroso commercio della seta, imperi intermedi come i Parti e i Kushan impedirono il contatto diretto tra i due grandi imperi. 

Lo storico Floro raccontò l’arrivo di vari inviati alla corte del primo imperatore romano Augusto (r. 27 a.C. – 14 d.C.), tra cui i “Seres” (forse i cinesi):  «Anche il resto delle nazioni del mondo non soggette al dominio imperiale furono sensibili alla sua grandezza, e guardavano con ammirazione al popolo romano, il grande conquistatore delle nazioni. Per cui anche Sciti e Sarmati mandarono inviati a stringere amicizia con Roma. Anche i Seri giunsero, e gli indiani che abitavano sotto il sole verticale, portando come doni pietre preziose e perle ed elefanti, e parlarono del lungo viaggio che avevano intrapreso, e che dissero che gli aveva richiesto quattro anni. In realtà bastava guardarne la carnagione per capire che facevano parte di un modo diverso dal nostro» (Florus, citato in Yule (1915))

Il comandante cinese Ban Chao tentò di inviare il suo inviato Gan Ying a Roma nel 97 d.C., ma i Parti gli proibirono di attraversare il Golfo Persico. Diverse presunte ambasciate romane in Cina furono raccontate da antichi storici cinesi. Il primo di cui si ha notizia arrivò nel 166 d.C., presumibilmente dall’imperatore romano Antonino Pio o da suo figlio adottivo Marco Aurelio. Si dice che altri siano arrivati tra il 226 e il 284 d.C., con un notevole divario fino alla prima ambasciata bizantina nel 643 d.C.

Il Weilüe (魏略), ovvero “Breve Storia di Wei”, è un testo storico cinese scritto da Yu Huan tra il 239 e il 265. Yu Huan era un ufficiale nello stato di Cao Wei (220-265) durante il periodo dei Tre Regni (220-280). Sebbene egli non fosse uno storico, era tenuto in alta considerazione tra gli accademici cinesi. Il contenuto originale del libro è andato perduto, ma i capitoli sui Xirong sono stati citati da Pei Songzhi, come annotazione al volume 30 delle Cronache dei Tre Regni (三國志), il testo storico ufficiale sul periodo dei Tre regni, che raccoglie le cronache degli stati rivali, Regno Wei, Regno di Shu e Regno Wu dei Tre Regni in un singolo testo, ed è servita da modello per romanzi storici come Il romanzo dei tre regni del XIV secolo, pubblicato per la prima volta nel 429. Il Weilüe contiene materiale nuovo, unico e generalmente affidabile, per lo più della fine del II e dell’inizio del terzo secolo. La maggior parte delle nuove informazioni contenute nel volume sembrano provenire dalla dinastia Han orientale, prima che la Cina fosse in gran parte tagliata fuori dall’Occidente da guerre civili e disordini lungo i suoi confini durante la fine del II secolo.

Yu Huan, che non lasciò mai la Cina, non menziona nel suo testo le fonti da cui ha ricevuto le informazioni. Ad ogni modo, le comunicazioni via terra con l’occidente continuarono apparentemente a non essere interrotte anche dopo la caduta della dinastia degli Han orientali.

Spinto da una grande sete di conoscenza, Yu Huan collezionò un grande quantitativo di informazioni sui paesi occidentali compresa la Partia, l’India e l’Impero Romano, e sulle varie rotte per raggiungere queste esotiche destinazioni.

Alcune informazioni erano già note prima di Yu Huan, e possono essere trovate anche in alcune sezioni di Memorie di uno storico (史記, Shiji di Sima Qian), il Libro degli Han Anteriori (Hanshu, 汉书, iniziato da Ban Biao, continuato dal figlio Ban Gu e terminato dalla figlia minore di Biao, Ban Zhao), e dal Libro degli Han Posteriori (Hou Hanshu, 後漢書, compilato da Fan Ye)

Il libro descrive anche le rotte verso l’Impero Romano. E’ possibile che una parte, se non forse tutte le informazioni contenute provengano da resoconti di marinai e viaggiatori stranieri. Uno di questi documenti che potrebbe essere stato disponibile per Yu Huan è dettagliato nel Libro di Liang di un mercante dell’Impero Romano che nel 226 arrivò a Jiaozhi, vicino alla moderna Hanoi, e fu inviato alla corte dell’imperatore Wu orientale Sun Quan, il quale gli chiese un rapporto sul suo paese natale e la sua gente.

Yu Huan incluse una breve descrizione di “Zesan”, uno stato vassallo dell’Impero Romano, identificato dallo storico John E. Hill con Azania, corrispondente alle coste sudorientali dell’Africa ma questa ipotesi potrebbe essere errata poiché secondo il Nuovo Libro dei Tang (新唐書)  “Zesan” si trova a nord-est dell’Impero Romano e pertanto potrebbe corrispondere a Trebisonda, nell’odierna Turchia.

La traduzione completa in lingua inglese con le note di traduzione di John E. Hill (settembre 2004) è reperibile seguendo questo link. Di seguito invece proviamo a riportare i passaggi più significativi che descrivono una parte periferica dell’Impero Romano con gli occhi di un intellettuale cinese del terzo secolo.

Sezione 11  – Da Qin (Il territorio Romano)

Il regno di Da Qin (Roma) è anche chiamato Lijian. Si trova a ovest di Anxi (Parthia) e Tiaozhi (Caracene e Susiana) e ad ovest del Grande Mare.

Dalla città di Angu (Gerrha), alla frontiera di Anxi (Parthia), si prende una barca e si taglia direttamente verso Haixi (“a ovest del mare” = Egitto). Con venti favorevoli ci vogliono due mesi; se i venti sono lenti, forse un anno; se non c’è vento, forse tre anni.

Il paese (che si raggiunge) è ad ovest del mare (haixi), per questo si chiama Haixi (letteralmente: ‘Ad Ovest del Mare’ = Egitto). C’è un fiume (il Nilo) che scorre dall’ovest di questo paese, e poi c’è un altro grande mare (il Mediterraneo). La città di (Wu) Chisan (Alessandria) si trova ad Haixi (Egitto).

Da sotto questo paese si va a nord per raggiungere la città di Wudan (Tanis?). Quindi ci si dirige a sud-ovest e si attraversa un fiume (il ramo di Sebannitus del Nilo?) in barca, che impiega un giorno. Ti dirigi di nuovo a sud-ovest e di nuovo attraversi un fiume (il ramo di Canopis del Nilo?) in barca, il che impiega un altro giorno. Ci sono, in tutto, tre città principali.

Ora, se lasci la città di Angu (Gerrha) per via terrestre, vai a nord verso Haibei (“Nord del Mare” – le terre tra Babilonia e Giordania), poi a ovest verso Haixi (Egitto), poi giri a sud per attraversare la città di Wuchisan (Alessandria). Dopo aver attraversato un fiume, che impiega un giorno in barca, si gira intorno alla costa (verso la regione di Apollonia, il porto di Cirene). (Da lì, cioè la regione di Apollonia) sono generalmente sufficienti sei giorni per attraversare il (secondo) grande mare (il Mediterraneo) per raggiungere quel paese (Da Qin = Roma).

Questo paese (l’Impero Romano) ha più di quattrocento città e paesi più piccoli. Si estende per diverse migliaia di li in tutte le direzioni. Il re ha la sua capitale (cioè la città di Roma) vicino alla foce di un fiume (il Tevere). Le mura esterne della città sono di pietra.

Questa regione ha pini, cipressi, sofora, catalpa, bambù, canne, pioppi, salici, alberi da parasole e ogni sorta di piante. Le persone coltivano i cinque cereali [tradizionalmente: riso, miglio glutinoso e non glutinoso, grano e fagioli], e allevano cavalli, muli, asini, cammelli e bachi da seta. (Hanno) una tradizione di strepitose evocazioni. Possono produrre fuoco dalle loro bocche, legarsi e poi liberarsi e destreggiarsi con dodici palle con straordinaria abilità.

Il sovrano di questo paese non è permanente. Quando i disastri derivano da fenomeni insoliti, lo sostituiscono senza tante cerimonie, insediando un uomo virtuoso come re, e liberano il vecchio re, che non osa mostrare risentimento (Questa sembra essere nient’altro che una favolosa storia raccontata di un paese ideale lontano e ricorda molte di queste storie raccontate dai primi viaggiatori europei in terre lontane, ndr).

La gente comune è alta e virtuosa come i cinesi, ma indossa abiti hu (“occidentali”). Dicono che provenissero originariamente dalla Cina, ma l’hanno lasciata. Hanno sempre voluto comunicare con la Cina ma, Anxi (Parthia), gelosa dei loro profitti, non ha permesso loro di passare (attraverso la Cina).

La gente comune può scrivere in caratteri hu (“occidentale”). Hanno edifici pubblici e privati ​​a più piani; (sventolano) bandiere, battono tamburi e (e viaggiano in) piccole carrozze con il tetto bianco e hanno un servizio postale con rimesse e stazioni postali, come nel Regno di Mezzo (Cina).

Da Anxi (Parthia) si deve aggirare Haibei (“Nord del Mare”, le terre tra Babilonia e Giordania) per raggiungere questo paese.

Le persone (di questi paesi) sono collegate tra loro. Ogni 10 li (4,2 km) c’è un ting (staffette o cambio posto), e ogni 30 li (12,5 km) c’è uno zhi (stazione postale). Non ci sono banditi o ladri, ma ci sono tigri feroci e leoni che uccidono coloro che viaggiano sulla rotta. Se non sei in un gruppo, non puoi passare.

Questo paese (Roma) ha insediato dozzine di re minori (governatori o sovrani di regni clienti, ndr). La capitale amministrativa del re (Roma) è di oltre 100 li (42 km) circa. C’è un Dipartimento ufficiale degli archivi.

Il re ha cinque palazzi a intervalli di 10 li (4,2 km). Esce all’alba in uno dei palazzi e si occupa delle cose fino al tramonto e poi vi trascorre la notte. Il giorno dopo si reca in un altro palazzo e, in cinque giorni, compie un giro completo. Hanno nominato trentasei capi che discutono frequentemente gli eventi. Se un capo non si presenta, non c’è discussione. Quando il re esce per una passeggiata, ordina sempre a un uomo di seguirlo con in mano una borsa di pelle. Chi ha qualcosa da dire getta la sua petizione nella borsa. Quando torna a palazzo, li esamina e determina quali sono ragionevoli.

Usano il vetro per fabbricare i pilastri e gli utensili da tavola nei palazzi. Fabbricano archi e frecce.

Dividono i vari rami principati del loro territorio in piccoli paesi come quello del re di Zesan (Azania o Trebisonda?), il re di Lüfen (Leucos Limen), il re di Qielan (Wadi Sirhan), il re di Xiandu (Leukê Komê), il re di Sifu (Petra), (e quello di) il re di Yuluo (Karak). Ci sono così tanti altri piccoli regni che è impossibile fornire dettagli su ciascuno di essi.

Sezione 12 – I prodotti di Da Qin

Questo paese produce lino fine. Fanno monete d’oro e d’argento. Una moneta d’oro è uguale a dieci monete d’argento.

Hanno un pregiato tessuto broccato che si dice sia fatto con il piumino di “pecora d’acqua”. Si chiama panno Haixi (“egiziano”). Questo paese produce i sei animali domestici, che si dice provengano tutti dall’acqua.

Si dice che non usino solo lana di pecora, ma anche corteccia di alberi, o seta di bozzoli selvatici, per fare broccati, stuoie, tappeti a pelo, stoffe e tendaggi, tutti di buona qualità e con colori più accesi rispetto a quelli prodotti nei paesi di Haidong (“East of the Sea”).

Inoltre, ottengono regolarmente un profitto ottenendo la seta cinese, sbrogliandola e realizzando pregiati damaschi di seta hu (“occidentali”). Ecco perché questo paese commercia con Anxi (Parthia) in mezzo al mare. L’acqua del mare è amara e non si può bere, motivo per cui è raro che chi tenti un contatto raggiunga la Cina.

Le montagne (di questo paese) producono gioielli di nove colori (fluorite) di qualità inferiore. Cambiano colore in diverse occasioni da blu-verde a rosso, giallo, bianco, nero, verde, viola, rosso fuoco e blu scuro. Oggigiorno pietre di nove colori dello stesso tipo si trovano nello Yiwu Shan (una catena montuosa a est di Hami).

Nel terzo anno di Yangjia (134 d.C.), il re di Shule (Kashgar), Chen Pan [che era stato preso in ostaggio alla corte dell’imperatore Kushan, per un periodo compreso tra il 114 e il 120, e fu poi posto sul trono di Kashgar dai Kushan], offrì una gemma blu (o verde) e una cintura d’oro da Haixi (Egitto).

Inoltre, lo Xiyu Jiutu (“Schizzo antico delle regioni occidentali”) ora afferma che sia Jibin (Kapisha-Gandhāra) che Tiaozhi (Caracene e Susiana) producono pietre preziose che si avvicinano alla qualità della giada.

Da Qin (l’Impero Romano) è ricca di:

(1) oro

(2) argento

(3) rame

(4) ferro

(5) piombo

(6) latta

(7) “tartarughe divine”: tartarughe usate per la divinazione

(8) cavalli bianchi con criniera rossa

(9) galli da combattimento

(10) rinoceronti

(11) guscio di tartaruga marina

(12) orsi neri

(13) “draghi rossi senza corna (o immaturi)” (che producevano la famosa resina “sangue di draghi”)

(14) “topi che evitano il veleno” = manguste

(15) grandi cipree

(16) madreperla

(17) corniola

(18) ‘oro del sud’

(19) piume di martin pescatore

(20) avorio

(21) giada venata colorata

(22) perle “luna brillante”.

(23) “perle” luminescenti o gioielli simili a perle (probabilmente grandi diamanti)

(24) autentiche perle bianche

(25) giallo ambra

(26) (rosso) corallo

(27) dieci varietà di vetro: rosso, bianco, nero, verde, giallo, blu-verde, blu scuro, azzurro, rosso fuoco, viola

(28) una magnifica giada

(29) corniola bianca?

(30) cristallo di rocca o vetro trasparente

(31) varie gemme semipreziose

(32) reale

(33) orpimento

(34) nefrite

(35) giada o pietra preziosa multicolore

(36) dieci tipi di tappeti di lana: giallo, bianco, nero, verde, viola, rosso fuoco, rosso intenso, blu scuro, giallo dorato, azzurro e di nuovo giallo

(37) tappeti in lana multicolore finemente modellati

(38) nove colori di tappeti di lana multicolore di qualità inferiore (kilim anziché tappeti annodati?)

(39) ricamo in filo d’oro

(40) seta fine o chiffon policromo (twill di ordito).

(41) panno d’oro intrecciato

(42) panno chi viola

(43) tela falu

(44) panno chiqu viola

(45) tela di amianto

(46) panno di garza di seta fine

(47) seta goffrata, ‘tessuto aderente’ o ‘panno con motivi vorticosi’?

(48) panno dudai

(49) panno di cotone idrofilo?

(50) panno tao multicolore

(51) tende cremisi tessute d’oro

(52) “tende a spirale” multicolori?

(53) Yiwei

(54) mirra

(55) storace

(56) diti

(57) rosmarino

(58) probabilmente dhūṇa – un incenso fatto con la resina dell’albero indiano di Sal.

(59) bai fuzi – lett. ‘aconito bianco’ – ma non è chiaro a quale pianta si riferisca qui. Vedere le note.

(60) incenso

(61) curcuma, zafferano o tulipani

(62) olio di ruta

(63) Levistico orientale – Lysimachia foenum-graecum Hance

In tutto (hanno) dodici tipi di piante aromatiche.

Sezione 13 – La rotta marittima per Da Qin (territorio romano)

Oltre alla rotta via terra da Da Qin (territorio romano) attraverso Haibei (“Nord del Mare”, le terre tra l’Egitto e la Partia), si può anche seguire il mare a sud lungo le sette comandanti di Jiaozhi (che si estendono lungo il nord Vietnamita costa), che sono in contatto con paesi stranieri. Nelle vicinanze (o ‘Nord’) c’è un corso d’acqua (il fiume Rosso) che porta a Yongchang a Yizhou (una commenda nell’attuale Yunnan meridionale). Ecco perché gli oggetti rari provengono da Yongchang.

Nei primi tempi si discuteva solo delle rotte marittime (verso Da Qin) perché non sapevano che esistessero rotte via terra.

Sezione 14 – Dipendenze romane

Ora, (l’Impero Romano) può essere riassunto come segue: il numero delle persone e delle famiglie non può essere dato in dettaglio. È il paese più grande a ovest del Bai Congling (“Monti del Pamir bianco”). Hanno installato numerosi re minori, quindi qui si notano solo le dipendenze più grandi:

Sezione 15 – Il Regno di Zesan (Azania o Trebisonda?)

Il re di Zesan (Azania o Trebisonda?) è soggetto a Da Qin (Roma). La sua sede del governo è in mezzo al mare. A nord si raggiunge Lüfen (Leukê Komê). Può volerci sei mesi per attraversare l’acqua, ma con vento forte ci vuole un mese.

(Zesan) è in stretta comunicazione con la città di Angu (Gerrha) ad Anxi (Parthia). Puoi anche viaggiare (da Zesan) a sud-ovest fino alla capitale Da Qin (Roma), ma il numero di li non è noto.

Sezione 16 – Il Regno di Lüfen = Leukê Komê o moderno Al Wajh

Il re di Lüfen (Leukê Komê) è soggetto a Da Qin (Roma). Si trova a 2.000 li (832 km) dalla sua residenza alla (la più vicina) città principale (= Dafne) di Da Qin (l’Impero Romano).

Dalla città di Lüfen (Leukê Komê) dirigendosi verso ovest fino a Da Qin (lungo il canale Butico), si attraversa il mare attraverso un ‘ponte sopraelevato’ lungo 230 li (96 km); si prende poi la via marittima sud-ovest, viaggiando intorno al mare (costa), quindi dirigersi a ovest (per raggiungere Da Qin).

Sezione 17 – Il Regno di Qielan (Wadi Sirhan)

Il re di Qielan (Wadi Sirhan) è soggetto a Da Qin (Roma). Dal regno di Sitao (Istakhr, Stakhr) si va a sud, si attraversa un fiume (il Rūd-i Kor), quindi ci si dirige a ovest per 3.000 li (1.247 km) per andare a Qielan (Wadi Sirhan). Il percorso parte a sud di il fiume (il Rūd-i Kor), solo allora ci si dirige verso ovest.

Da Qielan (Wadi Sirhan) si viaggia di nuovo a ovest per 600 li (250 km) fino al regno di Sifu (Petra). La Strada del Sud si unisce (questa rotta est-ovest) a Sifu (Petra). Inoltre, (un percorso) va a sud-ovest verso il regno di Xiandu (“Aynūnah).

A sud di Qielan (Wadi Sirhan) e Sifu (Petra) c’è Jishi (“Rock Piles”). A sud di Jishi (“Rock Piles”) c’è un grande mare (il Mar Rosso) che produce coralli e perle.

A nord di Qielan (Wadi Sirhan), Sifu (Petra), Sibin (Susa) e Aman (Ariana) c’è una catena montuosa (le montagne del Tauro) che corre da est a ovest.

Ad est sia di Da Qin (territori romani) che di Haixi (= Egitto) c’è una catena montuosa (la catena di Jibāl ash Sharāh o Monte Seir)12 che corre da nord a sud.

Sezione 18 – Il Regno di Xiandu (“Aynūnah = Leukos Limên)

Il re di Xiandu (‘Aynūnah = Leukos Limên) è soggetto a Da Qin (Roma). Dalla sua residenza si trova a 600 li (250 km) a nord-est di Sifu (Petra).

Sezione 19 – Il Regno di Sifu (Petra)

Il re di Sifu (Petra) è soggetto a Da Qin (Roma). Dalla sua residenza a nord-est fino a Yuluo (Karak), si percorrono 340 li (141 km) e si attraversa un mare (errore di “fiume” = il Wadi al-Ḥesa).

Sezione 20 – Il Regno di Yuluo (Karak)

Yuluo (Karak) è soggetto a di Da Qin (Roma). La sede del governo è a nord-est di Sifu (Petra) attraverso un fiume (il Wadi al-Ḥesa). Da Yuluo (Karak) si va a nord-est e si attraversa di nuovo un fiume (fiume Arnon).

Immagine in evidenza: il mosaico della Grande Caccia raffigura la cattura e il trasporto di animali, Villa del Casale
Fonti: Wikipedia 1, 2 via A Third Century Chinese Account of the Roman Empire

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