Intervista con l’artista visiva Ivy

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Visual artist specializzata in arti multidisciplinari

Ivy Ma è nata a Hong Kong. La sua formazione accademica era originariamente in scienze dell’informazione. Ha conseguito una laurea in Sistemi Informativi presso la City University di Hong Kong nel 1996. Dopo aver lavorato per alcuni anni come programmatrice e ingegnere del software, ha iniziato a studiare pittura nel 1999 presso il Royal Melbourne Institute of Technology (RMIT) / The Art School , Hong Kong Arts Center di Hong Kong e ha conseguito un BFA (Pittura) nel 2001. Ha ricevuto una borsa di studio dall’Hong Kong Arts Development Council per studiare per un anno presso l’Università di Leeds nel Regno Unito, dove ha conseguito un MA in Teoria e pratica femminista nell’arte visiva nel 2002. Ha tenuto diverse mostre personali a Hong Kong e partecipato a mostre collettive a Hong Kong, Cina, Taiwan, Pakistan e Australia. Le sue opere sono state presentate alla Biennale d’arte di Hong Kong nel 2005, è stata assegnataria dell’Asian Cultural Council nel 2007 e ha vinto gli Hong Kong Contemporary Art Awards nel 2012. Le sue opere sono nella collezione dell’Hong Kong Heritage Museum e fanno parte del progetto di acquisizione di opere d’arte complesse del Consiglio legislativo di Hong Kong commissionato dalla Commissione del Consiglio legislativo di Hong Kong. Ha insegnato presso la HKICC Lee Shau Kee School of Creativity di Hong Kong dal 2006 al 2007. È stata docente part-time presso la Hong Kong Art School dal 2004 al 2016 e da settembre 2016 ha assunto la posizione di docente a tempo pieno. È istruttrice del corso di Associate Degree of Arts in Visual Arts presso l’Academy of Visual Arts (AVA), Hong Kong Baptist University dal 2015.

SIto Ufficiale

Ci racconti un po’ di te? Quando hai capito che volevi diventare un’artista? Cosa ti ha spinto ad avvicinarti all’arte?

Sono nata nel 1973 e sono cresciuta ad Hong Kong. I miei genitori sono immigrati dalla Cina continentale quando avevano vent’anni. Il cantonese è la mia lingua parlata, il cinese è la mia lingua scritta. Abbiamo imparato tutti l’inglese a scuola fin dalla prima infanzia. Sono mamma di una bambina di 8 anni. Ho studiato Belle Arti (specializzazione in pittura) a tempo parziale con un lavoro a tempo pieno. Dopo che furono passati alcuni anni da quando mi ero laureata in un corso di specializzazione in Sistemi Informativi ed aver lavorato in un’azienda Internet. Mi sono resa conto che il lavoro d’ufficio in una società commerciale non aveva significato per me. E così, ho iniziato a pensare a cosa volevo fare. Era il 1999 ho iniziato a frequentare un Liceo Artistico e subito mi sono sbizzarrita nell’imparare di più e nel fare di più nel campo dell’Arte. In effetti, non pensavo davvero di essere un’artista o no in quel momento. Qual è la motivazione dietro? Immagino di essere sempre stata una persona abbastanza fuori luogo, ma so che ci tengo molto alla vita (non buona o cattiva, ma su qual è il suo valore). Mi domando cosa può essere la vita. Sono curiosa di sapere quale rapporto abbiamo con gli altri ed il mondo. E, proprio dall’esperienza di guardare l’arte (non importa se sia un dipinto, un romanzo o un film), penso semplicemente che potrei essere in grado di trovare qualcosa, posso vivere e condividere qualcosa di nuovo.

“Sto cercando di vedere come un momento presente sarà molto presto un momento passato e capire cosa significa… Sono sempre affascinata dalla distanza tra il presente ed il passato, così come da come la storia viene archiviata e ci viene presentata adesso” – Ivy Ma

Working process of Walking Towards
Working process of Walking Towards. Nelle sue opere le piace aggiungere qualcosa e togliere qualcosa, cancella e attinge attivamente, smontando e riordinando.

Chi ti ha influenzato come persona e come artista? Cosa significa per te l’arte?

Non riesco davvero a pensare ad una persona in particolare che mi abbia influenzato. Ma penso di aver imparato molto da diverse relazioni fallite nella mia vita. Durante l’infanzia, sono cresciuta in una famiglia monoparentale. La mia sensazione era molto distaccata dall’ambiente circostante. Queste esperienze di vita personale mi hanno influenzata molto. Poi, più tardi, quando ho imparato di più e mi sono impegnata nella creazione artistica, c’era molta magia nascosta da tutte queste esperienze passate, da portare e fondere nelle opere d’arte. O potremmo dire, c’è un legame segreto che collega sottilmente la propria psiche interiore al mondo materiale esterno, questo significa molto per me.

Quali sono state le maggiori sfide che hai incontrato nella realizzazione delle tue opere?

Potrei dire che si tratta principalmente di qualcosa di abbastanza pratico: la limitazione del tempo e dello spazio. Non ho mai avuto uno studio stabile in cui lavorare. Quindi, è sempre una sfida portare a termine le cose, ma credo che sia, d’altra parte, un buon allenamento per me stessa.

“A volte mi sorprendo [da] quanto ho bisogno di entrare in me stessa per scavare fuori le cose, non mi piace affatto il processo perché è un buco profondo; devi andare avanti e indietro, ma è l’unico modo in cui posso farlo. – Ivy Ma

Mother pastel and graphite on plywood 2013
Mother pastel and graphite on plywood 2013. Ivy Ma ha sempre mostrato il suo interesse nell’esplorazione della marginalità di diversi media e materiali. Nei suoi primi lavori ha utilizzato materiali di uso quotidiano come forcine per capelli, filo, legno, cotone, bambole, carne fresca e caramelle. Negli ultimi anni i suoi materiali di partenza spaziano da immagini storiche, persone nelle fotografie di famiglia dell’artista, a estranei nelle fotografie trovate.

Sei un artista visiva specializzata in opere multimediali miste ed esplori varie prospettive. Quale delle tue tecniche ti rispecchia di più come artista?

Penso che mi diverto di più quando diversi media si uniscono lungo il percorso, creando un’immagine digitale attraverso la mia fotocamera. Amo anche realizzare immagini fotografiche, fare stampa tramite fotocopie. O la stampa su diverse trame di carta. Mi piace fare un collage tagliando ed incollando, quindi mescolando con pigmenti pittorici su tela, legno o lino. Mi piace lavorare con gli errori e gli imprevisti e risolvere i problemi attraverso gli esperimenti. Dopotutto, ci sono sempre delle sorprese, di tanto in tanto. Qualcosa che viene risolto attraverso la ripetizione, potrebbe essere una cosiddetta tecnica. Non importa la tecnica. Ma per me, quello che conta è più simile all’abitudine o allo stile, sai solo cosa puoi fare e cosa no; in cosa sei bravo e cosa non sei.

La tua arte ha un messaggio filosofico o riflette la tua personale filosofia di vita? Cosa vuoi comunicare con la tua opera artistica?

Non so molto di filosofia e non credo che ci siano messaggi nell’arte. Forse, “messaggio” non è semplicemente una parola corretta. Dato che penso di vedermi come un “prototipo” nel mondo, ovvero un esemplare che è come tutti, dal giorno in cui siamo nati, ci sono stati dati alcuni “fattori”, come dove, quando, cosa e come siamo cresciuti. Poi, lungo gli anni di crescita, ci sono successe delle cose, buone e cattive. Qualcosa come le regole, come gli standard morali, sono sempre stati fissati nella società, mentre qualcosa potrebbe ancora essere in grado di cambiare, motivare, almeno rivedere. Fare arte è un’area libera che ci dà tempo e spazio, possibilità di “scuotere” le cose, smontare, disimballare i “fattori” e rimontarli. Dopotutto, amo vedermi come un “prototipo” nel mondo, che tipo di persona potrei diventare e come potrebbero essere le opere d’arte che escono dal mio cervello e dalle mie mani. Sono solo molto curiosa. E sono molto ansiosa di mostrare al pubblico, le mie esperienze e l’entusiasmo di fare, ed i miei risultati.

“Il mio lavoro ha sempre avuto la storia come soggetto e sono particolarmente interessata alla relazione dinamica tra le persone ed al movimento della storia. Come le persone mantengono il proprio senso di sé in mezzo a così tanti eventi al di fuori del loro controllo è una domanda che io mi rivolgo continuamente nel mio lavoro”. – Ivy Ma

Ivy MA New Women 2020 printed image on rice paper Japanese pure gold leaf pencil ink and gesso on linen 194 x 153
New Women, 2020 printed image on rice paper Japanese pure gold leaf pencil ink and gesso on linen 194 x 153. Ivy si fa strada attraverso la storia per trovare ciò che potremmo chiama “il filo umano” che attraversa tutto.

Hai affrontato argomenti relativi alla Storia ed al comportamento degli esseri umani. Hai detto di essere affascinata dalla “distanza tra il presente ed il passato, così come da come la storia viene archiviata e ci viene presentata nel presente”. Puoi dirci di più su questo aspetto e qual è la tua prospettiva sull’attuale situazione mondiale? Come può l’arte contribuire alla consapevolezza?

Gli artisti non sono quelli che inventano le cose, suppongo. Quindi, guardare indietro è importante. E la cosa più interessante è sempre sapere che il presente sarà presto passato. Il futuro è l’ignoto. Gli artisti possono quindi collegare i tre (magari come un cerchio), metterli in movimento. A volte è una questione di scelta, dove e come vogliamo posizionarci e sentire il movimento. Il mondo è pieno di tristezza. Sì, la felicità esiste ma non è più l’obiettivo che perseguiamo, perché è più complicato di così. Per gli esseri umani, ciò che ci differenzia dagli animali è che abbiamo la scienza e l’arte. Il primo ci dà fatti e logica, la seconda ci dà opinione e sensazione.

Walking Towards pastel graphite printed ink on archival paper 2012
Walking Towards, pastel graphite printed ink on archival paper 2012

C’è qualche tua opera d’arte a cui sei particolarmente legata o che ha segnato un momento significativo o un cambiamento nella tua vita o nel modo di creare arte? Puoi condividere con noi la storia che c’è dietro?

Direi che i lavori che ho realizzato nel 2012 “Walking Towards”, 2015 “Last Year” e 2019 “I Did Not Attend My Father’s Funeral”, sono stati significativi nel mio percorso artistico. Aggiungo che però non mi hanno cambiato la vita. “Walking Towards” è tratto da un progetto in cui ho riscattato una foto a grandezza naturale esposta all’interno del Museo del Memoriale della Pace di Hiroshima. Mostra una minuscola sagoma di una figura umana che cammina sul ponte dopo poche ore dalla bomba. Ho stampato la foto, cancellato un po’ di inchiostro e poi ho applicato dei pigmenti bianchi da disegno sulle aree chiare. È stato il momento in cui ho portato nel mio lavoro momenti tragici della storia mondiale.

Last Year Ink pencil on archival print 2015
Last Year, Ink pencil on archival print 2015

“Last Year” è un progetto iniziato nel 2014, quando stavo fotografando i ritratti dei giovani manifestanti del Movimento degli Ombrelli ad Hong Kong, Anche questo progetto, come il precedente, è stampato su carta, ma questa volta ho cancellato l’inchiostro ed ho disegnato dei motivi su di essi in modo più deliberato. Hanno prodotto una serie di 40 ritratti sfocati con tracce di disegni astratti ed espressivi, esposti in una mostra personale intitolata Last Year nel 2015. È stato in questa occasione ed in questo momento che mi sono resa conto che la “distanza della storia” è così vicina al presente, al passato ed a me.

I Did Not Attend My Fathers Funeral printed paper cut out on nail 2020
I Did Not Attend My Fathers Funeral, printed paper cut out on nail 2020

“I Did Not Attend My Father’s Funeral”, ho realizzato questa installazione l’anno dopo la morte di mio padre biologico, che non vedevo da quando avevo 3 anni. Dal momento che mi sono trovata a non avere alcun “collegamento” con lui, ho deciso di non andare al funerale, eppure ho avuto l’impulso di affrontare ed occuparmi di un ritratto fotografico che è stato nel mio album di famiglia per molti anni. Quindi, ho usato una foto in cui lui indossava un abito probabilmente quando era sulla ventina, dove ritenevo che fosse davvero molto bello. Poi ho ricreato migliaia di foto dalla stessa immagine, le ho stampate e ritagliate una per una, poi le ho installate su un muro, ognuna attaccata ad un chiodo. Era il momento in cui mi sono sentita come se stessi tornando alla mia storia personale ed ai miei ricordi, quel passato non è passato, è sempre una stanza da rivedere e quindi per renderlo ciò che amo chiamare “nuovi ricordi”

La pandemia ha avuto un enorme impatto sui settori delle arti e del patrimonio culturale. Allo stesso tempo, il lockdown ha spinto le persone a fare un uso abbondante dell’arte da casa grazie al web. Pensi che i social media e le nuove tecnologie stiano aiutando l’arte e gli artisti ad avvicinarsi al pubblico o che ci siano nuovi tipi di livelli e filtri? Qual è la tua prospettiva e percezione dell’arte e cosa vedi dopo il Covid-19?

Sono una persona nella specie vecchio stile, non riesco davvero a stare al passo con le nuove tecnologie. Inoltre, sono un po’ scettica su qualcosa che è alla moda e popolare. Tuttavia, ho ed utilizzo un account Facebook e mi piace pubblicare costantemente foto e scrivere qualcosa. Trovo che sia un buon modo per mantenere i contatti con ex compagni di studi ed amici. Aiuta molto soprattutto una persona introversa e timida. Dopo il Covid, ho scoperto che come artisti siamo molto fortunati poiché siamo per lo più abbastanza indipendenti nel pensare e nel fare le cose in una situazione relativamente (mentalmente) isolata.

Il tema della Giornata internazionale della donna, 8 marzo 2022 è: “Uguaglianza di genere oggi per un domani sostenibile. Cosa significa essere un’artista donna che lavora in Asia oggi? Il genere è ancora importante? Le donne stanno lentamente cambiando la scena artistica o c’è ancora molto da fare per accelerare il processo?

Per la Giornata internazionale della donna, vorrei dire che auguro a tutte le donne che ancora soffrono di disuguaglianza di genere che possano ottenere giustizia. Penso che questo sia un lavoro di squadra, non solo per le donne, ma per tutti gli altri sessi. E questo lavoro parte dallo sforzo individuale. Inizia con l’educazione della prossima generazione. Parte da quanto siamo disposti a ripensare il sistema, la struttura, il modo di vivere che la società vuole per noi, e da quanto siamo disposti a porre domande e cambiare le cose che riteniamo sbagliate, tanto per cominciare.

Foto cortesemente concesse da Ivy Ma

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