Il mercato del gaming in Cina: evoluzione e prospettive future

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Quando si parla del legame tra la Cina e la tecnologia, c’è la tendenza a sottovalutare il promettente settore dei videogiochi di questo Paese.

La Cina viene spesso definita come la “capitale mondiale del gaming” e rappresenta circa un quarto dell’industria del gaming mondiale, senza contare che oltre la metà della popolazione cinese, 670 milioni, si dedica a questa forma di intrattenimento. Durante la pandemia, il successo del gaming è notevolmente aumentato; nella prima metà del 2020, il gaming su cloud e gli e-sport hanno registrato un incremento del 79% e 53%.

Un aumento nell’utilizzo degli smartphone e di Internet tra le classi medie ha senza dubbio alimentato l’espansione del settore del gaming mobile, nell’ambito di quella zona grigia che si è creata in seguito al divieto delle console di gaming imposto nel periodo 2000-2015. Al momento, i giochi su dispositivi mobili fanno la parte del leone nel settore, il cui valore viene stimato intorno ai 32 miliardi di dollari. L’aspetto sociale del gaming è diventato ancora più preponderante con l’introduzione di mini giochi all’interno delle app mobili più diffuse. In seguito, è toccato agli e-sport fare da ulteriore elemento trainante per l’industria del gaming. Ora che il settore dei videogiochi cinese gode di regolamentazioni più permissive rispetto al passato, c’è stata un’impennata nel numero di piattaforme online per il gaming, che offrono la possibilità di giocare e tentare di guadagnare qualche spicciolo. Quando si cercano casinò online, è bene dare uno sguardo a ciò che è disponibile in termini di promozioni, quote e offerte; l’elenco che abbiamo fornito include numerose eccellenti piattaforme sotto questo punto di vista.

Lo sviluppo e l’espansione del mercato del gaming cinese

Facciamo ora un passo indietro. Per capire il mercato cinese è necessario tenere conto del contesto, altrimenti si rischia di generalizzare e continuare a diffondere informazioni non veritiere.

Dopo un decennio di sviluppo economico incredibile, nel 2000 la Cina ha introdotto un divieto sulle console di videogiochi. Si tratta di una vecchia storia di cui si è parlato innumerevoli volte, ma vale ancora la pena raccontarla. Ora che la Cina ha messo fine al bando sulle console per videogame, stiamo assistendo al tentativo da parte di alcune console di “infiltrarsi” nel mercato cinese dopo i 15 anni di divieto.

In particolare, Nintendo ha creato un nuovo marchio chiamato iQue, studiato appositamente per lanciare i proprio prodotti nel mercato cinese. A parte le diverse versioni di Nintendo DS, il dispositivo più insolito è stato l’iQue Player: la console, una versione rivisitata di N64, è stata lanciata nel 2003 con una selezione di giochi decisamente molto limitata, ma con un sistema di distribuzione molto ambizioso (con download digitali e centri di distribuzione fisici).

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