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Nancy Pelosi ed altri legislatori americani chiedono il boicottaggio diplomatico delle Olimpiadi invernali in Cina

Nancy Pelosi, la speaker della camera statunitense, si è unita a una lista crescente di legislatori bipartizan che chiede un boicottaggio diplomatico delle Olimpiadi invernali del prossimo anno a Pechino a causa delle continue violazioni dei diritti umani della Cina.

La Cina ha attirato le critiche di molti paesi occidentali a causa dell’internamento di massa degli Uiguri musulmani nella provincia dello Xinjiang e della repressione delle proteste e del movimento democratico a Hong Kong.

Entrambe le questioni complicano il percorso delle Olimpiadi invernali che si terranno per la prima volta in Cina nel 2022. Beijing pertanto è la prima città a ospitare sia l’edizione estiva che quella invernale dei giochi. Ricordiamo difatti le Olimpiadi del 2008 si tennero proprio a Beijing e rappresentarono un’occasione per dimostrare la crescente importanza del paese asiatico.

Pelosi ed altri politici hanno criticato apertamente le compagnie americane sponsor delle Olimpiadi per i loro silenzi riguardanti le infrazioni dei diritti umani in Cina.

“Quello che propongo – e mi unisco a coloro che lo stanno proponendo – è un boicottaggio diplomatico”, lo speaker della Camera ha detto un’audizione del Congresso sulla questione martedì.

La speaker della Camera ha detto che i leader mondiali dovrebbero “non onorare il governo cinese inviando capi di stato in Cina” per i giochi, che sono previsti tra il 4 febbraio e il 20 febbraio del prossimo anno.

Pelosi ha retoricamente domandato quale autorità morale sulla questione dei diritti umani possano avere capi di stato che vanno in Cina mentre un genocidio è in corso.

Il rappresentante repubblicano Chris Smith, che conduceva l’audizione, ha richiesto che gli sponsor siano ritenuti responsabili e che vengono ascoltati di fronte al Congresso.

“I grandi business vogliono fare un sacco di soldi e a loro non importa nulla di quali crudeltà, compreso il genocidio, vengano commesse dalla nazione ospitante”, ha detto.

Il rappresentante democratico del Massachusetts Jim McGovern ha richiesto lo slittamento di un anno dei Giochi e il loro spostamento in un “paese che non sta compiendo atrocità. […] Se possiamo postporre le Olimpiadi di un anno a causa della pandemia, possiamo certamente rimandarle di un anno per un genocidio”, ha detto il democratico in riferimento allo slittamento delle Olimpiadi di Tokyo a causa dello scoppio della pandemia di COVID-19.

Negli ultimi mesi si sono moltiplicate le iniziative politiche bipartizan per boicottare le Olimpiadi invernali del 2022. A febbraio, Nikki Haley, ex ambasciatrice americana presso le Nazioni Unite ha affermato che consentire l’organizzazione dei giochi alla Cina, significa consentire maggiori orrori in futuro.

A marzo, l’ex segretario di stato Mike Pompeo ha detto che vi sono similarità inquietanti tra le olimpiadi cinesi e quelle naziste del 1936.

Ad aprile il senatore repubblicano Mitt Romney ha introdotto un emendamento a una legislazione più ampia che chiede che gli Stati Uniti attuino un boicottaggio diplomatico per contrastare la minaccia rappresentata da Pechino.

La presidente della Commissione Americane per le Olimpiadi e le Paraolimpiadi (U.S. Olympic and Paralympic Committee, USOPC) Susanne Lyons ha riconosciuto la gravità della situazione, ma ha aggiunto che boicottare le Olimpiadi Invernali danneggerà soltanto gli atleti. Il boicottaggio delle Olimpiadi di Mosca del 1980, secondo Lyons, non ha portato risultati tangibili.

Secondo le stime di un rapporto delle Nazioni Unite e degli attivisti per i diritti umani, almeno un milione di Uiguri e di altri musulmani sono detenuti in camp di internamento in Cina.

Beijing in passato ha negato l’esistenza di questi campi, ed in seguito li ha definiti come centri per il lavoro, il cui scopo è quello di eradicare la minacciai del terrorismo.

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