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Intervista all’Architetto & Spatial Designer Shirley Dong

Architetto sostenibile multidisciplinare e spaziale, cofondatrice e presidente di STUDIO8

Shirley Dong si è laureata presso Architecture and Urban Planning Campus della Tongji University. Successivamente è andata a Milano, in Italia, per ulteriori studi e ha ricevuto un master in interior e living design alla Domus Academy e di architettura d’interni presso l’Università del Galles. Dopo oltre dieci anni di esperienza nel campo dell’architettura e dell’interior design, Shirley è tornata a Shanghai e ha fondato Studio8 con il suo partner italiano Andrea Maira. Hanno iniziato a fare VI + interior + architecture design, mantenendo il loro core team internazionale, ma amando anche usare elementi culturali locali nella creazione del loro design. Il loro studio non ha mai paura di affrontare nuove sfide mantenendo sempre una chiarezza d’immagine e di strategia.

Questa intervista è apparsa prima su Planet China Vol. 13, un numero dedicato alle donne che fanno la differenza.

Instagram | Studio8

Quando eri bambina sognavi e volevi diventare un architetto? Qual è la storia dietro la tua motivazione nel studiare architettura?

Quando ero bambina, mi piaceva molto dipingere. Vivevo in una vecchia villa. Fu divisa, ristrutturata e modificata in tempi diversi da diverse famiglie. Sono sempre stata affascinata dai dettagli e dallo spazio. Andavo sempre a giocare dai miei vicini per esplorare le diverse parti dell’edificio. Ma sin da bambina, la mia famiglia, in particolare il mio amato nonno, voleva che diventassi un medico. Ero abbastanza convinta che sarei diventata un medico, finché un giorno mio padre, quando ero alle scuole superiori, mi ha detto: “Sai che non devi essere per forza un medico?” Da allora ho capito la mia vera passione e ho deciso di fare l’architetto. Sapevo di amare il lavoro creativo per poter creare qualcosa da zero e creare edifici / spazi, sembrava il miglior lavoro che potessi immaginare.

Shirley Dong lavora nel campo dell’architettura e dell’interior design e ha avuto diversi anni di esperienza sul campo a Milano

Gallery VI

Quali architetti ti hanno ispirato di più? Chi ti ha influenzato come persona e come creativa?

Mies Va Der Rohe, RCR, Peter Zumthor, Studio Mumbai. Mio nonno e mio padre. Entrambi mi hanno insegnato ed ispirata a guardare il mondo da una prospettiva diversa.

Cosa ti piace di più del tuo lavoro? Quale progetto ti ha dato finora più soddisfazioni?

Mi piace molto quando siamo in grado di progettare l’edificio e gli interni insieme, con identità visiva e FF&E curati secondo lo stesso concetto di spazio. Pertanto, Anadu Resort, di cui abbiamo progettato architettura, interni e identità visiva, è il progetto più soddisfacente, dove siamo stati in grado di fornire un design completo dal paesaggio, architettura, interni e VI.

Studio8 lavora con concetti visivi in qualsiasi forma per creare esperienze che migliorano l’ambiente circostante

Shirley Dong è co-fondatrice e direttrice di Studio8 con Andrea Maira. Con sede a Shanghai, Studio8 è uno studio multidisciplinare che progetta di tutto. Il team si è dedicato a fornire soluzioni complete dall’identità visiva al marchio, l’arredamento e l’architettura per ristoranti, hotel, negozi e residenze, curando i dettagli in tutti gli aspetti. Lo studio è costituito da un team internazionale di giovani creativi con una visione e una sensibilità uniche nell’integrare il branding con il design dello spazio. Studio8 ha una grande passione per la creazione ed esplora costantemente nuovi materiali e nuove tecniche.

Sei co-fondatrice di STUDIO8. Puoi dirci come hai iniziato?

Ho fondato lo studio con il mio socio Andrea Maira. È un eccellente designer di interni, che ha un occhio straordinario nel design grafico. Insieme, abbiamo deciso di concentrarci sulla progettazione di un’esperienza completa dallo spazio ai dettagli visivi. Il nostro primo progetto era un interno di una galleria e un VI design. Non è stato un progetto di architettura, ma è stato abbastanza significativo per noi.

Puoi condividere con noi qualche storia significativa riguardante uno dei tuoi progetti di lavoro?

Non è un progetto di architettura. Ma come ho detto precedentemente, è un progetto piuttosto significativo per noi. E voglio condividerlo perché per me rappresenta il nostro approccio culturale ed il principio per cui ogni dettaglio è importante e deve raccontare la stessa storia. È una galleria cinese che vende solo quadri di forma quadrata. Ci è stato chiesto di progettare lo spazio e il sistema d’identità visiva. Abbiamo creato una delicata goccia di inchiostro indaco quadrata come elemento chiave dell’intero sistema VI, che poi naturalmente viene utilizzata nel design interno.

Studio8 è un gruppo di persone creative giovane e amante del divertimento, che lavorano anche su una divisione sperimentale chiamata Caozitou

Anadu Resort

Cosa puoi dirci riguardo l’ambiente e la sostenibilità nel tuo lavoro? Che ruolo gioca oggi il verde nel campo dell’architettura e dell’interior design?

Nei nostri progetti, facciamo sempre del nostro meglio per essere sostenibili e rispettosi dell’ambiente, specialmente nella selezione dei materiali. Penso che il verde dovrebbe essere sempre una delle prime guide quando si tratta di decisioni di progettazione. Quello dell’architetto è un lavoro responsabile, in quanto responsabili del nostro lavoro dobbiamo considerar anche la nostra responsabilità nei confronti dell’ambiente globale.

Quale pensi sia la sfida più grande quando si tratta di progettare per la sostenibilità ambientale?

La sfida più grande per me è trovare il modo migliore per far capire ai clienti l’importanza di un minimo compromesso tra esperienza, estetica e costo.

Siamo globalmente in una pandemia e stiamo anche affrontando i cambiamenti climatici. In che modo la pandemia sta influenzando la scena dell’architettura e del design?

I cambiamenti climatici ci stanno ricordando ancora una volta che il verde dovrebbe essere la guida fondamentale per la nostra decisione progettuale. Per quanto riguarda la pandemia, onestamente non l’ho trovata influenzare la scena architettonica e del design, anche perché credo profondamente nell’importanza dell’essere senza tempo nei nostri lavori e penso quindi che il cambiamento della pandemia sia solo un brevissimo fotogramma sull’asse del lungo tempo. Penso che ci abbia aiutato a capire di più l’importanza dell’utilizzo di materiali e risorse locali, che è anche uno dei nostri principali principi di progettazione. Ad esempio, in Anadu Resort che abbiamo progettato, abbiamo utilizzato molto materiale di recupero come legno e mattoni. Abbiamo anche usato materiale locale come il bambù e artigianato come l’intreccio del bambù.

Quando lavora ad un progetto, il concetto di edificio si concentra sul design, ma considera profondamente anche la progettazione dell’esperienza

Charcohol restaurant

Come pensi che gli architetti ed i designer adatteranno i propri modi di creazione per far crescere la professione? Ci sono idee che dovrebbero essere in primo piano ed al centro di questo tema?

Le idee che penso dovrebbero essere in primo piano ed al centro della nostra professione, penso siano restare sempre fedeli ai nostri principi, continuare a valutarli e rivederli durante la pratica; essere responsabile; avere una prospettiva più diversificata senza continuare a pensare unicamente a noi stessi. In effetti, penso che non dovrebbe esserci il concetto di “io” (“mi piace … voglio … penso …) nella nostra professione. Il nostro ruolo è essere abbastanza sensati da sentire ciò che le persone sentono e pensano ciò di cui hanno bisogno, ciò di cui il luogo ha bisogno, ciò di cui il mondo ha bisogno.

Foto cortesemente concesse da Shirley Dong & Studio8

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