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I cinesi e l’antica passione per i giochi di carte e i casinò

Sebbene gli storici non siano concordi nell’attribuire l’invenzione delle carte da gioco ad una determinata tradizione, alcuni di loro come l’antiquario inglese William Andrew Chatto (1799–1864), individuerebbero la Cina come la culla di questo passatempo diventato popolare in tutto il mondo civilizzato già a partire dal basso medioevo.

Nel suo libro Facts and Speculations on the Origin and History of Playing Cards (“fatti e riflessioni sulle origini e la storia dei giochi di carte”)pubblicato nel 1848, lo studioso britannico afferma che le Teen-tze-pae (delle carte con stampe derivate dalle combinazioni del domino) si sarebbero iniziate a diffondere nell’impero all’epoca della dinastia Song e più precisamente nel 1120, sotto l’egida dell’imperatore Seun-ho. Anche il dizionario cinese del 1678 intitolato Ching-Tze-tung, concorda con la collocazione temporale fornita da Chatto. Pare che questo gioco fosse il preferito delle concubine dell’imperatore Seun-ho e iniziò invece a diffondersi capillarmente in Cina durante il regno di Kaou-tsung asceso al trono nel 1131.

Allo Staatliches Museum für Volkerkunde di Berlino è conservata quella che molti storici considerano come la più antica carta del mondo. Fu trovata nel 1905 dall’archeologo ed esploratore tedesco Albert von Le Coq che durante alcune ricerche nella valle del Sangim (Turkestan cinese), rinvenne questa preziosa testimonianza insieme ad alcuni manoscritti del periodo Uigur.

La carta di difficile datazione e presumibilmente non successiva al XII° secolo d.C. presenta una forma a bastoncino molto simile alle banconote cinesi in uso all’epoca.

Del resto anche l’invenzione della carta stampata e delle banconote ascrivibili all’epoca della dinastia T’ang (608-908 circa) sono invenzioni cinesi e il fatto che la forma di questo antico manufatto conservato a Berlino abbia le stesse caratteristiche grafiche delle banconote, potrebbe retrodatare la diffusione delle carte da gioco in Cina di qualche secolo.

In Cina sia le carte da gioco che le tessere del domino o del mah jong sono chiamate con lo stesso termine (Pai) e vengono anche scritte con lo stesso ideogramma. Ciò è dovuto al fatto che prima dell’invenzione della carta, anche altri giochi popolari poi diffusi e stampati su questo versatile supporto, venivano forgiati con tavolette di legno, avorio e osso.

Insieme ai mazzi derivati dal domino, denominati Tien Chiu Pai o Sap Ng Wu Pai e che di solito contano 84 carte, esistono anche mazzi meno numerosi derivati dagli scacchi denominati Ju Mao Pao Pai. Le carte occidentali si diffusero durante il periodo della colonizzazione europea e da allora diversi giochi importati dall’esterno sono stati riadattati ai gusti dei locali.

Oltre ai giochi classici come domino, mah jong e scacchi cinesi in Cina oggi ad esempio sono molto diffuse due varianti del poker il Pusoy (noto ai più come poker cinese) e il Pai Gow che invece mischia dinamiche del poker e del domino.

Anche dopo l’avvento del comunismo il gioco dal vivo è rimasto estremamente diffuso sebbene ad oggi, le più rinomate sale da poker online (dove oltre all’Hold’em si gioca anche la variante cinese del pai gow) sono diventate frequentatissime. A tal proposito si pensi che alcuni dei più grandi rounders degli ultimi anni avevano passaporto cinese come Johnny Chan.

Il grinder di Canton classe 1957 è una leggenda di questa disciplina. Di origini cinesi ma trasferitosi giovanissimo negli Stati Uniti, iniziò a mietere vittime nei tornei di Las Vegas dove, nel 2002, iscrisse anche il suo nome nella Hall of Fame del Poker mondiale grazie a ben 10 braccialetti vinti ai WSOP (le World Series of Poker).

macao-casino

Ad oggi Chan è il secondo pokerista più forte della storia (insieme a Phil Ivey e Doyle Brunson) dietro all’irraggiungibile Phil Hellmuth (primo con 15 braccialetti). Nella sua carriera Chan ha incassato oltre 8 milioni di dollari ed è conosciuto per alcuni vezzi scaramantici come l’uso di presentarsi al tavolo verde sempre accompagnato da un arancio, il suo talismano portafortuna. Attualmente Chan è 112° nella All Time Money List stilata da The Hendon Mob (portale specializzato in statistiche legate all’hold’em) con oltre 8 milioni di dollari macinati in carriera. Meglio di lui ma non in termini di successi ha fatto Aaron Shu Nu Zang, il più “ricco” rounder cinese della storia attualmente al 34° posto della All Time Money List del poker con oltre 17 milioni di dollari in vincite. Dietro a Zang, tra i cinesi più vincenti di sempre c’è Elton Tsang, 56° nella All Time Money List con oltre 12 milioni di dollari in montepremi vinti in carriera grazie alla sua straordinaria abilità con le carte.

Attualmente sul territorio nazionale cinese non esiste nessuna sala da gioco legale ma nel frattempo Pechino sta progettando di impiantare una serie di lussuosi casinò nella provincia insulare di Hainan sfruttando il clima mite e l’innata vocazione al turismo della regione. L’investimento sarebbe dettato dalla galoppante passione per il poker dei cinesi che oltre ad affollare le più famose sale da gioco dell’occidente, contribuiscono ad arricchire questo business nella vicina Macao.

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