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Gli Stati Uniti rafforzano il fronte anti-cinese in Asia con accordi militari con India ed esercitazioni navali con il Giappone

  • L’India firma un accordo di difesa con gli Stati Uniti in seguito agli scontri in Himalaya con la Cina
  • Migliaia di truppe americane e giapponesi a breve inizieranno le esercitazioni navali congiunte alle isole Senkaku

India e Stati Uniti hanno rinnovato i loro accordi sulla difesa e sulla sicurezza durante una conferenza stampa congiunta tenutasi nella capitale indiana dal Segretario Americano della Difesa Mark Esper e dal suo omologo indiano Rajnath Singh, dove hanno annunciato la firma del Basic Exchange and Cooperation Agreement (BECA), che consente una maggiore condivisione di informazioni e rafforza la cooperazione in tema di difesa tra le due nazioni.

“I legami di difesa tra le nostre due nazioni rimangono un pilastro chiave tra i rapporti bilaterali globali. Sulla base dei nostri valori condivisi e interessi comuni, rimaniamo fianco a fianco a sostegno di una regione dell’Indo-Pacifico libera ed aperta per tutti, in particolare alla luce della crescente aggressività e delle attività destabilizzanti da parte della Cina”.

I due paesi parteciperanno alle imminenti esercitazioni navali dei paesi Quad che si terranno nell’Oceano Indiano il mese prossimo. La creazione dell’informale alleanza tra i quattro paesi, USA, India, Giappone e Australia è da intendersi come un’operazione per controbilanciare le attività militari cinesi nella regione.

In un incontro tra i paesi del Quad tenutosi a Tokyo all’inizio di questo mese, il Segretario di Stato Mike Pompeo si è scagliato contro “gli insabbiamenti del Partito Comunista” nelle fasi iniziali della pandemia del coronavirus, affermando la necessità di collaborare al fine di frenare lo “sfruttamento, la corruzione e la coercizione del PCC.”

Le esercitazioni navali a Malabar sono state definite dalla Xinhua, l’agenzia di stampa nazionale cinese, come una dimostrazione di “interessi politici egoistici”. “I paesi membri del Quad devono rendersi conto che i tentativi di fomentare la rivalità nella regione vanno contro la tendenza dei tempi e sicuramente non saranno accettati dai principali paesi del mondo. I paesi coinvolti nel progetto alla fine non faranno altro che “spararsi sui piedi”, afferma la Xinhua.

Nei mesi scorsi Cina e India si erano accusate vicendevolmente di avere oltrepassato la Linea di Controllo Effettivo, che definisce il confine lungo oltre 3000 chilometri tra le due nazioni in Himalaya. Il confine è stato oggetto di tensioni quest’anno, in seguito ad uno scontro sanguinoso tra le truppe cinesi ed indiane a giugno che ha lasciato sul campo decine di morti.

L’accordo consente al governo indiano l’accesso all’intelligence geo-spaziale americana, potenzialmente migliorando i sistemi di armamento indiano dislocati lungo la frontiera.

Esercitazioni congiunte Stati Uniti-Giappone

Mentre il segretario alla difesa americano è impegnato in India, decine di migliaia di truppe americane e giapponesi inizieranno questa settimana una massiccia esercitazione a Okinawa, 400 chilometri ad oriente delle Senkaku, come parte di operazioni militari congiunte in chiave anti-cinese.

Secondo il comandante delle forze Americane, il Generale Kevin Schneider, le esercitazioni dimostreranno l’abilità e la velocità di risposta dell’alleanza americana-giapponese nel difendere l’arcipelago Senkaku.

Nel corso degli anni, l’arcipelago è stato oggetto di continue tensioni tra Giappone e Cina. Nell’ultimo anno, le navi cinesi hanno trascorso un tempo record nelle acque attorno alle Senkaku, attirando la condanna giapponese.

Gli Stati Uniti da trenta anni ogni due anni effettuano esercitazioni militari congiunte con le forze armate giapponesi. Quest’anno più che mai mostrano l’impegno americano con l’invio di una flotta con 9000 truppe, un gruppo d’attacco di portaerei, ed oltre 100 aerei. I giapponesi hanno inviato più di 37000 truppe, una flottiglia di 20 navi da guerra della Japan Maritime Self Defense Force, 100 aerei militari. Il Canada partecipa con l’invio di una fregata.

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