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Pensione complementare, come funziona per italiani e stranieri?

Fondi negoziali, aperti o piani individuali pensionistici (Pip): queste le forme complementari attraverso le quali si può dar vita a una pensione integrativa. Ma come mai è fondamentale sottoscrivere una di queste forme?

La risposta è molto semplice: il calcolo contributivo non garantirà una pensione dignitosa ai futuri pensionati. Nella recente bozza alla Legge di Stabilità 2021 che dovrà essere approvata dal Parlamento entro il 31 dicembre 2020 vi è una norma che riguarderà la previdenza complementare. Ci sarà cioè la possibilità per favorire lo sviluppo dei fondi pensione che negli altri Paesi Europei è molto in uso ma che in Italia stenta a decollare

La pensione complementare inizia dal momento in cui si sottoscrive il fondo pensione prescelto. Questi fondi non sono altro che una cassa in cui confluiscono i contributi versati che poi verranno erogati in una rendita periodica o a capitale.

Al momento, sono previste 3 forme di pensione complementare, che rappresentano, appunto, i tre pilastri del sistema previdenziale italiano:

I fondi negoziali: sono istituiti dai contratti di lavoro, ai quali possono aderire i lavoratori dipendenti privati e pubblici di quella specifica categoria o comparto o base territoriale

Fondi aperti: possono aderire tutti i lavoratori sia dipendenti, sia autonomi o liberi professionisti e anche coloro che non hanno un lavoro. Essi offrono qualche garanzia in più rispetto ai fondi pensione chiusi: si prevede, infatti, la possibilità di stabilire l’ammontare della quota che andrà destinata periodicamente al fondo.

Piani individuali pensionistici:  piani pensionistici gestiti mediante contratti di assicurazione sulla vita. Tutti i tipi fondi pensione investono quanto versato in altri strumenti finanziari. Le strategie di investimento possono essere molto varie ma di solito sono estremamente prudenti e improntate al lungo termine. Al raggiungimento dell’età pensione, quanto maturato dal fondo verrà erogato sotto forma di  una rendita che andrà a integrare la pensione.

Ma la pensione italiana può essere incassata anche dagli stranieri e, dunque, dai cinesi? Una domanda molto frequente e comune, appunto, a molti cittadini stranieri che hanno lavorato e continuano a farlo in Italia. La normativa vigente sui lavoratori stranieri permette di percepire comunque la pensione italiana. Qualsiasi misura è valida anche per comunitari ed extra comunitari, sia misure previdenziali che misure assistenziali. A volte, la normativa per chi non è italiano di origine, appare addirittura più favorevole. Le misure previdenziali sono, nella stragrande maggioranza dei casi, fruibili anche una volta espatriati dall’Italia. Per le misure assistenziali invece, la residenza in territorio italiano è un fattore decisivo per la fruizione delle prestazioni. Pensione di vecchiaia, Quota 100, Primo versamento dopo il 1995, Misure assistenziali. I cinesi, in Italia, hanno gli stessi diritti degli italiani in materia di Pensione.

Accedere a uno strumento pensionistico è fondamentale. Ma ogni età ha le sue esigenze e i motivi per cui è necessario costruirsi una posizione pensionistica variano. Capire quali sono le proprie esigenze è perciò fondamentale per fare la scelta del servizio più adeguato.

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