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Shuling Guo: 5–6 PM

Shuling Guo è un’artista e illustratrice trasferitasi a Philadelphia che crea molte delle sue opere dipingendo da sola su una barca a vela.

Immagine in copertina: Shuling Guo: “5—6 pm” vista dell’esibizione. Foto di Serko Artinian ©Shuling Guo, cortesemente concessa da Fou Gallery.

Finalmente la Fou Gallery ha lanciato la sua prima mostra da dopo la lunga pausa dovuta alla pandemia scoppiata anche a New York. Si tratta della prima mostra personale di Shuling Guo: “5–6 pm”, il titolo si riferisce alla serie di dipinti ad olio dell’artista, che viene presentata insieme alla sua serie “Skin”.

Shuling è un pittrice freelance che vive part-time a Filadelfia ed ogni anno, completamente sola su una barca a vela dipinge le sue opere nelle quali esplora principalmente luci e colori. La serie “5–6 pm” ci immerge nelle opere create dalla sua contemplazione ed osservazione durante quest’arco di tempo, della sera, d’inverno nell’emisfero settentrionale, quando il sole scendendo verso l’orizzonte conclude la giornata e la luce del giorno diminuisce gradualmente. La serie di Shuling Guo ritrae quel cielo che diventa una palette di tonalità e riflessi che sottilmente mutano di luce, colore ed intensità. Nello shintoismo giapponese il crepuscolo, quando la notte si alterna al giorno è l’occasione propizia per la comparsa di spiriti non umani. Atomagatoki è il tempo dell’incontro con i demoni. Ma non è un momento di paura o vuoto inquietante perché la malinconia ritratta nella sua semplicità ci mostra esclusivamente bellezza.

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L’uso e l’intuizione dei colori di Guo apporta una ventata d’aria fresca. I gradienti e le sfumature dei suoi dipinti, ispirati al suo studio dedicato all’artista ed educatore della teoria dei colori Josef Albers, trovano essenza nella luce, offrendo percezioni soggettive e variabili.

La luce mostra ad ognuno cose che gli altri non vedono immediatamente, in quanto coadiuva il lasciar fluire ed emergere di emozioni profonde, incrementando l’attenzione e la focalizzazione interiore, per consentire la percezione dell’essenziale soggettivo. È fondamentale il ruolo della luce che attribuisce qualità vibranti significative nelle delicate sfumature di colore minute e nelle piccole variazioni. Come sono infinitamente piccoli i secondi di tempo, che creano i cambiamenti, nell’arco della sua osservazione del fenomeno, allo stesso modo quei dettagli apparentemente minuscoli e minimalisti creano un’uniforme insieme significativo irripetibile, poiché nonostante il fenomeno sia ciclico all’imbrunire, le circostanze lo rendono tale da non essere mai lo stesso.

Il tempo c’è, viene ritratto nel suo attimo, ma nelle sue opere ugualmente non si trova il tempo, poiché fluisce e si dissolve nel colore, viene scomposto, riassemblato e si ricompone. Osservando le sue tavolette, nonostante la maggior parte delle scene presentino inquadrature vuote, ci si immerge in una miriade di transizioni di toni e sfumature create unicamente grazie all’analisi di luce e colore. La serie “5–6 pm” rappresenta le vivide serate presenti nella memoria dell’artista e quello che dipinge è in grado di farci rivivere ricordi passati e perduti nel tempo, non quell’esatto momento, ma certi sentimenti assoluti che si tramutano in particolari e dettagli onnipresenti plasmati dalla nostra esperienza, di vissuto personale.

La serie Skin vede lo sguardo attento di Guo soffermarsi sulle impressioni della luce rifratta quando penetra attraverso i petali e le foglie, alcuni dettagli apparentemente di poca importanza, non appena ingranditi ed amplificati si trasformano in delicate immagini visivamente astratte, dove la messa a fuoco del particolare risulta quasi fosse una messa a sfuoco, in cui sono facili gli spostamenti tra gli antipodi, tra il vicino e lontano e morbide le sfumature tra le tonalità calde e fredde. L’artista nella scelta di questa pratica creativa è influenzata anche dalle opere di Mark Rothko, dove i colori contrastanti complementari squisitamente sfocati oscillano e tintinnano. In questa fluttuazione di colori apparentemente astratti Guo osserva da diverse prospettive e svela attraverso i suoi appunti di colore animati, il suo rapporto con la luce. Catturandola si mette in contatto con essa, ci mostra il volto della luce che dona equilibrio, perché la luce stessa ci cattura, venendo a contatto con la luce essa diventa parte di noi. L’essenza della luce, catturata dal colore prende forma, si trasforma in un ciclo di sensazioni e quindi in una finestra sulla mente, in cui i ritratti di luce e d’emozioni si trasformano in una collezione di piccoli ricordi e di frammenti e momenti d’infinito.

Shuling Guo è un’artista che fa parte della nuova generazione cresciuta nell’epoca della globalizzazione e quindi ha beneficiato dell’apertura culturale ed artistica della Cina. Tra i suoi numerosi interessi vi è anche l’estetica “Wabi-Sabi” derivata dal buddismo Zen che apprezza l’austerità e l’umiltà, e considera effimere, l’impermanenza e l’imperfezione inevitabili nella bellezza di tutte le sostanze. Nella scelta cromatica delle sue opere troviamo infatti un linguaggio diretto, immediato e spirituale. Quel chiarore tranquillo e la quiete, aiutano a far divampare il ricordo che magicamente esce dall’ombra per migliorare la salute mentale ed il benessere emotivo.

Shuling Guo colora il vento, apre orizzonti che plasmano spiragli nel tempo, dove si crea una sottile linea, una fessura percettiva in cui si prova una sensazione di benessere e pace interiore. Ci trasporta in un luogo che sta tra il sogno e la veglia, dove si trovano i ricordi, i desideri, le aspettative, quello che è stato positivo e che vorremmo rivivere o riassaporare, quello che non abbiamo ancora ed a cui auspichiamo e che vorremmo raggiungere. La luce delle sue opere appare come il passaggio tra un prima ed un dopo. Quel mentre e durante, quell’attimo di quel piccolo frammento d’eterno di vita che vorremmo si ripetesse continuamente e per cui aneliamo e sospiriamo. Che ci sembra sempre cosi lontano e cosi vicino e che per quella sua delicatezza ci rassicura e riempie di forza da farci superare limiti e profonde inquietudini, grazie alla sua fluidità e completezza.

Nelle sue tavole troviamo quella sensazione di potenzialità, ovvero l’elaborazione creativa di tutte le piccole emozioni che in alcuni momenti non si riescono sempre a far emergere con le parole e nei contesti quotidiani. Andando al di là ed oltre, rimuovendo blocchi o barriere, perché la forza vitale non si ferma:crea attimi e sfumature transitorie in grado di suscitare inaspettati e sorprendenti paesaggi interiori.

Trovandoci mondialmente ancora in uno stato di continua allerta, l’evento fisico dimostra molto coraggio. Grazie allo sforzo collettivo di molti volontari dello staff della Fou Gallery, della curatrice Liang Hai e dell’artista Shuling Guo è di nuovo possibile nella piena attenzione e nel rispetto delle norme di distanza, beneficiare del potere inebriante dell’arte come veicolo d’emozioni, attraverso una mostra in grado di offrire un’esperienza profonda unica, calmante e rilassante.

I colori influenzano i modi di essere e veicolano parte dei sentimenti riuscendo a penetrare in una sfera intima e spirituale. Essi sono fortemente significativi nelle vite ed hanno un forte valore evocativo, che permette di vedere quella bellezza, che a volte a causa di certe circostanze o esperienze non si è in grado di percepire.

Quest’evento è la perfetta occasione per prendersi del tempo per godere dell’arte, fare in modo che la malinconia si converta e trasformi in una vitale armonia per guardare un mondo unico, completamente personale in cui gli occhi curiosi e mai stanchi viaggiano nell’universo ritratto da Shuling Guo che porta una carezza, freschezza ed al cuore d’ognuno la propria dimensione di sognatore per riconnettersi con se stessi.

La Fou Gallery ha in programma di ospitare un seminario di meditazione e pranayama a settembre per evocare un dialogo tra arte e scienza. Il seminario sarà condotto dal medico neuroscienziato educatore di meditazione Nitin Ron e suo padre, Pralhad Ron, che è uno scienziato atomico ed insegnante di yoga.

Il lavoro di Guo ha un potere curativo è come ossigeno rigeneratore per la mente ed il corpo. Il respiro è il principale mezzo di scambio tra l’ambiente esterno e noi stessi, quindi attraverso l’immersione emotiva nel colore si può trovare e percepire un punto di partenza per rilassarsi, respirare e canalizzare i pensieri e sentire l’energia, la motivazione e la voglia di ricominciare. Il colore è luce, è libertà, perché ci permette di vedere la bellezza ci lascia sognare, sperare per spronarci a migliorare ed è quello che ci rende vivi, proprio la sensazione necessaria per superare il senso di stress dovuto al momento particolare che il mondo sta affrontando.

Foto cortesemente concesse da Fou Gallery
Art: © Shuling Guo
Fotografi: Lynn Hai, Yun Kai, Echo He, Serko Artinian

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