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La nuova legge sulla sicurezza nazionale ad Hong Kong è stata approvata ufficialmente dal governo cinese

La nuova legge sulla sicurezza nazionale ad Hong Kong è stata approvata ufficialmente, senza la consultazione del governo locale della città, ed entrerà in vigore il prossimo 1 luglio 2020.

Secondo quanto trapelato dai media ufficiali controllati dal partito comunista cinese, la nuova legge criminalizzerà alcune offese come la secessione, la sovversione contro il governo cinese centrale, il terrorismo e la collusione con forze straniere.

I dettagli ad ogni modo rimangono tuttora vaghi, delinenando semplicemente un quadro opaco ed incerto sul futuro dell’ex colonia britannica.

Durante una conferenza stampa nella mattina, la governatrice di Hong Kong Carrie Lam si è rifiutata di commentare la notizia. Più tardi, durante un incontro video con il Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite ha detto che la nuova legge riporterà la stabilità e la prosperità ad Hong Kong.

Numerosi partiti politici democratici, temendo persecuzioni politiche in queste ore si sono sciolti.

L’attivista politico Joshua Wong (potete trovare le nostre interviste qui, qui e qui) ha annunciato che a causa della legge si è dimesso da Demosisto, il partito politico che ha contribuito a fondare nel 2016, ma che continuerà la sua lotta politica da indipendente. 

Anche altre figure del movimento come Nathan Law e l’attivista Agnes Chow, a cui era stato impedito di partecipare alle elezioni locali nel 2018, hanno abbandonato il partito.

Si chiude così una stagione politica di Hong Kong, ormai sempre più sotto l’ombra di Beijing.

I dettagli trapelati sulla nuova legge sembrano essere disegnati apposta sul profilo dei politici pro-democrazia che hanno accarezzato l’idea indipendentista o che sono stati molto attivi a livello internazionale per trovare alleati per difendere il diritto alla libertà di parola ad Hong Kong.

Numerosi esponenti pro democratici, per sfuggire alle pene inflitte dal governo locale e cinese, hanno abbandonato, o sono in procinto di abbandonare la città.

Secondo Wayne Chan, coordinatore di Hong Kong Independence Union, dopo l’approvazione della legge, si può prevedere che numerosi esponenti politici verranno arrestati ed imprigionati.

In queste ore vi è molta incertezza ad Hong Kong, causata dalla mancanza di informazioni precise a riguardo di una legge che andrà a impattare direttamente le vite di ogni singolo cittadino.

La legge dovrebbe essere pubblicata ufficialmente giovedì.

Mercoledì 1 luglio cadrà l’anniversario del passaggio di Hong Kong dalla Gran Bretagna alla Cina e sarà un vero e proprio test.

Fonte immagine: pixabay

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