Intervista con il duo elettronico sperimentale Deadly Cradle Death

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Deadly Cradle Death sono un duo sperimentale, elettronico, no wave proveniente da Beijing.

Si sono formati nel 2011, dall’incontro di He Fan (Birdstriking, Carsick Cars) e Liu Xingyu (Chui Wan).

Da dove viene il nome Deadly Cradle Death?

Liu Xingyu (LXY): “Crib your enthusiasm” è uno degli epidosi di “1000 ways to die”, una serie di ‘documentari’ americani, e “Dead Cradle Death” è la traduzione in cinese. L’episodio tratta di un pervertito a cui piace vestirsi da poppante e anche dopo il matrimonio, continua a volere la culla. Un giorno, quando sua moglie si reca a lavorare, rimane accidentalmente bloccato nella culla e muore di soffocamento.

Quali sono le maggiori influenze sul vostro sound?

LXY: Swen Leather/Black Dice e qualche altra bizzarra musica Hip-Hop/Electro.

He Fan (HF): Abbiamo partecipato in Zoom’in Night, una serie di performance musicali sperimentali che si tenevano il martedì quando D22-XP erano aperti.

Questo progetto ci ha incoraggiato a provare di più.

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Dead Cradle Death, Disconnection

Puoi dirci qualcosa a proposito dei vostri inizi musicali? Come vi siete incontrati?

LXY: Ci siamo incontrati ad un concerto. All’epoca, eravamo gli unici due diciassettenni tra il pubblico. Quando He Fan ha visto che tra la gente c’era un coetaneo, è venuto da me e mi ha chiesto una sigaretta e abbiamo chiaccherato. In seguito, abbiamo formato una band No Wave chiamata Cardiad Murmur.

HF: Ho incontrato un batterista ed ho fondato la band Birdstriking quando sono andato all’università. Ho incontrato Liu XIngyu ad un concerto noise. Poi ho scoperto che il mio batterista e Liu si conoscevano già da prima. La scena musicale di Beijing era davvero piccola all’epoca.

Come pensate che sia cambiata la scena musicale underground di Beijing e della Cina?

LXY: In passato, solo lo D-22 e XP erano adatti per suonare musica underground a Beijing, così tutti quanti finivano per suonare lì ed influenzarsi a vicenda. Adesso questi posti non ci sono più e gli spazi sono separati. Puoi adesso essere visto in piccoli music club o art space. Vi sono anche numerose interessanti perrformance DIY. Credo che se non ci troviamo ogni giorno, non vi saranno molte opportunità per influenzarsi mutualmente e comunicare, fattori che favoriscono il pensiero indipendente di ogni band e musicista.

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Vi è una band a cui siete particolarmente affezionati?

HF: Mi piace una band che si chiama 门票多少钱 (quanto costa il biglietto?), puoi sentire tutti gli elementi della scena underground del D22 di Beijing.

Quali sono le tematiche principali delle vostre canzoni?

LXY: Il giudizio universale.

HF: Il subconscio collettivo come gli umani primitivi che ballavano attorno ai falò, i creazionisti, gli Antichi Alieni, l’Universo Olografico, ed altre cose voodoo.

Quali sono le idee dietro le vostre canzoni? Cosa volete comunicare?

HF: Voglio dire questa era che stiamo attraversando dovrebbe essere la vigilia della super singolarità. Posso percepire il potere soprannaturale dietro tutti i cambiamenti, o almeno la preferisco pensare in questo modo.

In che moco l’ambiente dove vivete ha condizionato il vostro sound?

HF: Quando ho scritto queste canzoni, la qualità dell’aria a Beijing era davvero pessima, vi era moltissimo smog che ci rendeva tutti depressi. La scena musicale post-industriale mi ha stimolato ad esprimermi attraverso il rumore. Ma adesso l’aria è decisamente migliore, così è più difficile replicare quel sound dell’epoca.

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Puoi raccontarci una storia dal backstage?

LXY: Ci piace spegnere le luci e mettere al massimo il volume quando improvvisiamo in sala prove. Qualche volta le improvvisazioni sono davvero buone. Una canzone può venire suonata per mezz’ora, ma poi, quando riaccendiamo le luci, ce ne dimentichiamo completamente.

HF: Trovo dio quando proviamo.

Farete un tour all’estero nel prossimo futuro?

LXY: Non ne sono sicuro. Vorrei andare in Italia. Sono stato in Italia in precedenza, penso che sia un paese pazzesco e perfetto per la nostra musica.

HF: Sono andato a Roma e Barcellona nel 2016, sono davvero dei posti accoglienti, e la gente a Roma è davvero interessante. I giovani preferiscono l’arte alla moda, mi piacerebbe davvero andarci ancora. A Barcellona, una città davvero capitalista, ho visto un chitarrista ed un batterista che improvvisavano lungo le strade, e la cosa mi ha colpito. Era una performance con un forte senso di nazionalità. Gli ho dato 20 euro, mi hanno ringraziato e mi hanno detto che non gli piaceva Barcellona.

Potete dirci qualcosa a proposito dei vostri progetti futuri?

LXY: Abbiamo numerose nuove canzoni. Speriamo di avere il tempo di registrarle nel prossimo futuro.

HF: Si, e vorremmo andare a suonare in Italia.

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