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Gli Stati Uniti certificano la fine dell’autonomia politica di Hong Kong

L’amministrazione americana ha fatto sapere che Hong Kong ha perso la sua autonomia politica dalla Cina, motivo per cui era stata esclusa dalla guerra commerciale fino a questo momento.

Le recenti decisioni di Beijing, ovvero l’approvazione della legge sulla sicurezza nazionale bypassando le autorità di Hong Kong, hanno spinto il governo americano a rivedere lo status speciale dell’ex colonia britannica, che da ora potrà anch’essa essere oggetto di sanzioni.

Lo scorso anno, era stato approvato lo Hong Kong Human Rights and Democracy Act che richiedeva di verificare annualmente l’indipendenza di Hong Kong dalla Cina.

Il congresso americano ha inoltre passato un disegno di legge che sanzionerà ufficiali cinesi coinvlti in violazioni dei diritti umani contro le minoranze musulmane.

Nel frattempo l’indice Hang Seng di Hong Kong è crollato, e lo yuan offshore è sceso, mentre si diffondono speculazioni che il governo consentirà ad una valuta più debole come risposta alle recenti misure punitive americane.

La decisione del segretario di stato americano Mike Pompeo apre le porte ad una serie di opzioni, come restrizioni sui visti, congelamento dei beni per i funzionari più importanti, imposizione di tariffe sui beni provenienti dall’ex colonia, etc.

“Gli Stati Uniti sono dalla parte del popolo di Hong Kong nella lotta contro la crescente negazione del PCC dell’autonomia che gli era stata promessa”, ha detto Pompeo.

La Cina, attraverso l’ambasciata in America, ha fatto sapere che prenderà le contromisure necessarie.

Gli attivisti pro democratici ad Hong Kong hanno accolto con soddisfazione il recente intervento del congresso americano.

La Cina ha ottenuto il controllo di Hong Kong attraverso il principio di “Un Paese, Due Sistemi“, ma questo principio che avrebbe dovuto regolare il passaggio dell’ex colonia britannica alla Cina, è stato disatteso sotto la presidenza di Xi Jinping. Nell’ultimo anno Hong Kong è stata percorsa da decine di manifestazioni oceaniche e da proteste più o meno violente, sospese durante la crisi sanitaria del coronavirus.

Ma la recente decisione del governo cinese di attuare la nuova legge sulla sicurezza nazionale ad Hong Kong, bypassando de facto il governo locale, incapace di dotarsi di una sua legge sulla sicurezza nazionale, ha riportato gli hongkonghesi a manifestare.

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