Hai Zi, Un Uomo Felice

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A trent’anni dalla sua morte arriva anche in Italia la prima raccolta del lavoro del grande poeta cinese Hai Zi, “Hai Zi, Un Uomo Felice”, edito da Del Vecchio Editore.

A cura di Francesco De Luca

La sua lirica senza tempo affonda le radici nella tradizione poetica cinese e si rivela al contempo incredibilmente attuale. Forse a causa della sua intrinseca dicotomia ha faticato, e fatica ancora, a trovare una collocazione univoca nonostante il grande successo di pubblico che lo ha portato a essere in Cina tra gli autori best seller di tutti i tempi. Prima della sua morte i lavori di Hai Zi erano pressoché sconosciuti, è solo in seguito al suo suicidio, avvenuto quando il poeta aveva solo 25 anni, che il culto attorno alle poesie e alla vita/morte del loro autore inizia a svilupparsi. Parallelamente cresce anche l’interesse accademico per il lavoro svolto da questo giovanissimo poeta che sviluppa la sua consistente produzione nell’arco di soli 6 anni.

Pur essendo un artista figlio della rivoluzione culturale i suoi lavori sembrano non avere alcun appiglio con la realtà politica e sociale del suo tempo, e questo gli valse e gli vale tutt’ora non poche critiche, ma a ben guardare nei versi di Hai Zi si nasconde un messaggio universale che parla all’umanità intera, al di là dei momenti storici, con una spinta trascendentale impossibile da ignorare che quindi parla di vera e universale libertà. Non è un caso che le poesie di Hai Zi non siano entrate a far parte in Cina del sistema propagandistico nonostante il loro grande successo. I suoi versi giocano con elementi fantastici e surreali, i temi della morte e della solitudine si intrecciano in scenari quasi bucolici in cui la natura rappresenta l’unica fonte di bellezza incontaminata e quindi di speranza di libertà. Il rifiuto di materialismo e consumismo da un lato e la costante lotta contro l’individualismo che sembra avanzare come una condanna dall’altro, lo rendono un poeta di un’attualità prodigiosa.

Così come sembra precorrere i tempi la sua attenzione nei confronti di una natura che vede scomparire e che indica come baluardo di un mondo più vero. La poetica di Hai Zi sfugge alle categorizzazioni, non si piega alle necessità piccine, perché nella sua autenticità sta la sua potenza, nella ricerca di sé in quel collegamento che unisce l’individuo al tutto, quindi nella poesia che forgia il mondo risiede il suo vero e profondo messaggio.

Hai Zi nome d’arte di Zha Haisheng, è stato uno dei più famosi poeti cinesi dopo la Rivoluzione Culturale. Nato nel 1964 cresce in una zona rurale fino all’età di 15 anni quando si trasferisce a Pechino per frequentare l’università. Dopo la laurea lavorerà, fino alla sua precoce morte, per l’Università Cinese di scienze politiche e legge. Fin dai primi anni dell’università scrive poesie che vengono inviate a riviste ma solo raramente pubblicate. Il 26 Marzo 1989 Hai Zi si suicida stendendosi sui binari del treno. La sua morte diventa presto un gesto simbolo capace di creare un vero proprio culto attorno alla figura del poeta. Le sue poesie vengono pubblicate a poca distanza dalla morte guadagnando subito un enorme successo.

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