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Intervista a Joshua Wong: la gestione del coronavirus a Hong Kong

Joshua Wong è un’attivista democratico di Hong Kong e segretario del partito d’opposizione Demosisto.

Lo abbiamo intervistato a riguardo della gestione cinese della recente epidemia del coronavirus originatasi a Wuhan, in Cina e di come questa crisi è stata gestita nell’ex colonia britannica. Joshua Wong ha anche svolto un ruolo importante nel persuadere i politici statunitensi a approvare l’Hong Kong Human Rights and Democracy Act durante le proteste di Hong Kong del 2019. Lo scorso anno gli è stato impedito dal governo di Hong Kong di partecipare alle elezioni del Consiglio distrettuale.

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Abbiamo visto l’intervista di una giornalista con un alto funzionario dell’OMS il quale ha interrotto il collegamento quando è stata posta una domanda sulla gestione della situazione a Taiwan. Perché stiamo ancora assistendo a questo genere di comportamento?

Penso che questa sia un’altra prova di come l’Organizzazione Mondiale della Sanità stia soltando servendo gli interessi di Beijing, o dei lealisti di Beijing invece che cercare di gestire la crisi sanitaria a livello globale.

Recentemente abbiamo visto una nuova tendenza nei social network cinesi ad incolpare gli Stati Uniti del Coronavirus o promuovere teorie del complotto. I netizen cinesi credono a questa versione degli eventi?

A causa del Great Firewall e della censura politica di Internet, è difficile far sapere loro la verità, o di avere quanto meno sufficiente trasparenza ed un flusso libero di informazioni. Il modo in cui affrontare le fake news, non è un problema specifico di un solo paese. L’intero occidente dovrebbe essere più scettico nei confronti della fake news provenienti dalla Cina.

Hong Kong è pronta a gestire un possibile peggioramento della situazione? E qual è la situazione a Hong Kong in questo momento? Sei soddisfatto della reazione del governo?

Dopo lo scoppio dell’epidemia del Coronavirus, il governo di Hong Kong non ha immediatamente preso delle misure di emergenza: non ha sigillato le frontiere, e le persone hanno potuto attraversare il confine per viaggiare ad Hong Kong dalla Cina. Oggi la gente fa la fila per comprare un pacco di mascherine chirurgiche fino a dopo mezzanotte.

Questa è la prova di come il governo di Hong Kong non sia stato in grado di gestire la situazione, una crisi di massima priorità.

Il sistema giudiziario di Hong Kong è abbastanza forte da garantire trasparenza ed equità? Per quanto ancora?

La mancanza dello stato di diritto ad Hong Kong e l’insufficienza del sistema giudiziario mostrano le interferenze e le manipolazioni del regime comunista. Siamo ancora nelle mani di queste persone. Non siamo mai stati ottimisti per quanto riguarda il sistema legale di Hong Kong.

Quali sono i prossimi passi di Demosisto?

Nei ultimi due mesi, Demosisto ha importato oltre 1,3 milioni di mascherine chirurgiche ad Hong Kong. E questo dimostra la mancanza di efficienza e l’incapacità del governo di Hong Kong di affrontare la crisi.

Stiamo cercando di rafforzare il nostro contributo alla società civile. Ed una volta che la crisi epidemica sarà risolta, dopo l’estate, il movimento di protesta continuerà.

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