Coronavirus: un giovane dottore muore a Wuhan. Il virus si diffonde nelle carceri cinesi

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Un dottore di 29 anni, Peng Yinhua, è morto a Wuhan a causa del coronavirus.

Il medico lavorava presso il First People’s Hospital nel distretto Jiangxia, ed ha contratto il virus mentre svolgeva il suo servizio in prima linea.

Peng, che era già finito sui media poiché aveva rimandato il suo matrimonio pur di continuare a svolgere il suo lavoro, è stato ricoverato il 25 gennaio. Le sue condizioni sono peggiorate il 30 gennaio, quando è stato trasferito all’ospedale Jiyitan per un trattamento di emergenza.

Peng è morto giovedì alle ore 9.50 della sera, secondo quanto riferito dalle autorità ospedaliere.

La Cina ha riportato un nuovo aumento dei casi di coronavirus nel paese, confermando altre 1109 infezioni (il giorno prima sono state riportate 394 nuove infezioni), portando il numero totale degli infetti a 74685.

Il numero totale dei decessi causati dall’epidemia del nuovo coronavirus è di 2236, di cui 118 avvenuti nella giornata di giovedì.

Le autorità cinesi inoltre hanno fatto sapere che sono stati confermati almeno 500 casi nelle prigioni.

Venerdì, la provincia dello Hubei ha corretto i suoi dati aggiungendo anche altre 220 infezioni verificatesi all’interno del suo sistema penitenziario.

In tutto i casi nella provincia sono 271.

230 si sono verificati nel carcere femminile di Wuhan. Il dirigente della struttura è stato rimosso.

Nella provincia dello Shandong 200 detenuti e sette guardie sono risulate positive ai test, mentre nella prigione di Shifeng sono stati confermati altri 34 casi.

Anche in questo caso due dirigenti della struttura sono stati licenziati.

A Beijing 36 persone sono risultate positive al Fuxing Hospital provocando una rinnovata ansia per il virus proprio quando i residenti nella capitale stavano lentamente tornando al lavoro.

Anche in un altro ospedale della capitale, Peking University People’s Hospital, altre tre persone sono risultate positive.

Con l’aumentare delle infezioni al di fuori della Cina, l’Organizzazione mondiale della sanità ha avvertito che i paesi non stanno trattando il virus come il “nemico pubblico numero uno”.

“Se non colpiamo duro ora usando questa finestra di opportunità, potremmo trovarci di fronte a un grave problema”, ha detto giovedì il capo dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus. “Questo virus è molto pericoloso ed è il nemico pubblico numero uno ma non viene trattato come tale.”

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