La Cina modifica una legge per incoraggiare gli investimenti da Taiwan, poco prima delle elezioni nell’isola

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La nuova regolamentazione giunge due settimane prima delle prossime elezioni a Taiwan, che si terranno l’11 gennaio.

Secondo le modifiche apportate al regolamento, i cittadini taiwanesi otterranno delle facilitazioni burocratiche per investire in Cina continentale, come ad esempio la rimozione di alcuni requisiti, ed una più rapida approvazione dei progetti.

Le modifiche sono state approvate alla fine della sessione bimestrale del Commisstione Permanente del Congresso Nazionale del Popolo.

Negli ultimi mesi la Cina ha adottato una serie di misure per influenzare più o meno direttamente le politiche dell’isola di Taiwan, spesso cercando di accattivarsi le simpatie dei businessmen.

A novembre la Cina ha svelato 26 misure per aprire ulteriormente la sua economia agli investitori taiwanesi, mettendo inoltre a disposizione il proprio network consolare all’estero ai cittadini taiwanesi.

Queste misure sono state inoltre accompagnate da un ammorbidimento dei toni, generalmente più minacciosi da parte del governo cinese verso l’isola ribelle.

Hai Xia, celebre volto della CCTV, ha fatto appello a Taiwan affinché “torni a casa”.

Gli sforzi di Beijing ad ogni modo non sono stati bene accolti da una parte dei politici taiwanesi, come il ministro degli esteri Joseph Wu che ha risposto su Twitter che la Cina dovrebbe preoccuparsi maggiormente di “dare un po’ più di libertà ai suoi abitanti”.

Hung Tzu-yung, una politica indipendente taiwanese, ha aggiunto “grazie per la preoccupazione; i cittadini di Taiwan sono già a casa”.

Queste mosse sono state accolte con una certa cautela anche da parte del Kuomintang, generalmente più favorevole verso un avvicinamento alla Cina, esprimendosi positivamente sui tentativi di riavvicinamento cinese, ma allo stesso ammonendo che ogni tentativo di insidiare la sovranità taiwanese riceverà una strenua opposizione.

La presidentessa uscente Tsai Ing-wen rimane per ora la favorita, in vantaggio di una decina di punti sul candidato del Kuomintang.

Inoltre le manifestazioni ad Hong Kong e il prolungarsi della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, hanno reinvigorito il fronte indipendentista, con il primo evento che ha cementificato le paure dei cittadini taiwanesi verso l’apparente intolleranza di Beijing nei confronti della democrazia, ed il secondo evento che invece ha rafforzato l’economia locale poiché molti investitori stranieri hanno cercato un’alternativa commerciale alla Cina proprio in Taiwan.

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