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Embers: La maestra vetraia Meng Du crea opere d’arte uniche da ricordi personali e nostalgia

Foto introduttiva: Meng Du, “How are you – Come stai”, 2019. vetro, foglio di rame. 7,5 x 0,2 x 6,9 pollici. Fotografia di Peichao Lin © Meng Du, foto cortesemente concessa da Fou Gallery

Dal 30 novembre 2019 fino al 16 febbraio 2020, Meng Du: Embers, presso la Fou Gallery di New York vi permetterà di esplorare il meraviglioso mondo dell’arte con il vetro.

La seconda mostra personale dell’artista presenta una collezione di opere di vetro ed installazioni che combinano materiali di vetro e tessuto. Nonostante il freddo invernale in questi mesi visitando l’esposizione, sarete riscaldati dal calore dello staff di Fou Gallery ed avvolti dal caldo abbraccio delle opere di Meng Du, che vi faranno sognare ed emozionare e riflettere.

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Sito Ufficiale | Sito dell’artista

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Meng Du soffia il vetro al Shanghai Museum of Glass, 2019. Fotografia di Xinglin Yi © Meng Du, per gentile concessione del Shanghai Museum of Glass

L’artista è un’alchimista. Da crogiuoli incandescenti, sputati fuori dal fuoco dà forma alle sue idee. Il vetro è un materiale altamente duttile ed idoneo ad esprimere l’estro creativo artistico. La sua esibizione parla di materia e di luce, di esperienza e consapevolezza, la giovane artista ha dato vita nella fornace alle sue idee, fantasie e sentimenti che diventano materia viva ed incandescente e che anche dopo la fase di trasformazione, quando le opere diventano fredde e solide, ma contemporaneamente fragili, racchiudono per sempre la forza e l’anima del fuoco. In questa esposizione possiamo vedere l’amore per il proprio lavoro e il desiderio spontaneo di comunicarlo. Dietro allo sguardo vivace possiamo trovare la mano ferma della professionista che sa esattamente come incantare e meravigliare.

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Meng Du, “Place – Luogo”, 2019. Vetro a forma di klin, foglia d’argento. Fotografia di Peichao Lin © Meng Du, foto cortesemente concessa da Fou Gallery

Embers nasce nell’estate del 2018, durante la partecipazione dell’artista al Glass Nexus Forum al Norths Land Creative di Lybster, nel Regno Unito. Le braci sebbene possano essere piccole come la cenere sono catalizzatori di combustione. La loro forza ha un potere distruttivo, quando si propaga un’incendio, ma anche di rinascita generando nuova vita dalla morte grazie alla trasformazione chimica che ha creato nuove sostanze che fungono da alimento. Come sulle braci, dalla cenere, il decadimento, la tristezza, la paura si possono trasformare. Come avviene nel processo di realizzazione del vetro, dove sabbia, silicio ed altri materiali si fondono, Mend Du che conosce la sua materia, che da liquida ed incandescente, successivamente diviene dura e fredda, come per magia manipolata, con maestria, la sua materia la quale riesce a rispettare e mantenere integre le caratteristiche più importanti che l’artista ha deciso di creare.

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Meng Du: apertura della mostra Embers, Fou Gallery Echo He e Meng Du Fotografia di Nadia Peichao Lin © Meng Du, foto cortesemente concessa da Fou Gallery

La creazione delle sue serie Letter e Ripple, sono collegate ai lutti inaspettati nella vita di Du ed in quella di una preziosa amica, per esprimere i suoi sentimenti e riflessioni sulla vita e sulla morte. I nove piccoli pezzi, due lunghi vetri Stain / Tiffany e quattro specchi circolari in vetro Stain / Tiffany dove Du combina il vetro colorato a mosaico con lo specchio e li incide con alcuni disegni e frasi, trasmettono e indicano la spiccata e profonda sensibilità dell’artista. Il vetro Stain / Tiffany viene spesso utilizzato per la sua translucenza. Da un lato chi guarda può solo vedere gli schemi e non l’interno, dall’altro invece chi guarda può beneficiare della magnifica rifrazione della luce attraverso il vetro. Lo specchio ha esattamente l’effetto ottico opposto: le persone possono solo vedere se stesse. Tra il vetro e lo specchio vi è come una piega in una lettera.

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Meng Du: veduta dell’installazione di Embers, fotografia di Nadia Peichao Lin. Un tavolo che consente al visitatore di sedersi e scrivere una lettera a se stessi o agli altri del futuro o del passato © Meng Du, foto cortesemente concessa da Fou Gallery

L’opera è lo spazio dove si incontrano i fremiti vitali della luce e dei ricordi. In questo punto preciso tra lo spazio ed il tempo si incontrano mondi paralleli che si vedono, ma non si possono toccare. Si percepiscono e non si incrociano. La stesura di una lettera è sempre un viaggio introspettivo che riguarda chi la scrive. Questa lettera è un pezzo di noi, la ritroviamo nel nostro riflesso, diventa un messaggio per il futuro ma è anche qualcosa che possiamo recuperare dal passato, dal vetro contenitore di ricordi ed esperienze di luce. L’opera non è il fine, il risultato di una esperienza: è piuttosto l’inizio di un viaggio, una metafora dell’altrove. Du trasforma l’invisibile in visibile. Con questo spirito la Fou Gallery mette a disposizione dei visitatori alcune cartoline da scrivere ad amici e/o persone care.

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Meng Du: apertura della brace, una visitatrice scrive una lettera per la se stessa del futuro, fotografia di Jingxin Hu © Meng Du, foto cortesemente concessa da Fou Gallery

L’esperienza artistica in una residenza presso il programma Glass della Aichi University of Education in Giappone, ha portato Meng Du a creare opere che combinano vetro e tessuto. Ispirata dalla sua visita alla personale di Chiharu Shiota a Tokyo ha iniziato a ripensare alla propria tecnica artistica. Per Embrace l’artista ha deciso di presentare alcune canne di murrine, avvolte in un sottile strato esterno bianco, con una traccia di filo rosso nel mezzo e ricamate su mosaico tessuto tinto con tè – con sezioni taglienti forate nel morbido tessuto. La serie sospesa fluttuando nell’aria dello spazio della galleria, in modo tale che il pubblico possa emotivamente relazionarsi con l’ambiente dell’esposizione. Le nuove opere di Du alle estremità nord e sud della galleria invece sono occasione per gli spettatori di percorre metaforicamente e fisicamente un viaggio intrecciato.

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Meng Du, “Drop – 1 – Goccia – 1”, 2019. vetro, trovato oggetto. 8 x 2 pollici. Fotografia di Peichao Lin © Meng Du, foto cortesemente concessa da Fou Gallery

Attraverso le sue opere Meng Du rappresenta le emozioni invisibili che permeano in profondità nei nostri cuori. Ricrea il percorso dei ricordi fugaci e di quelli presenti, tra sogni e realtà, fondendoli nel vetro e quindi fermando e trattenendo quei momenti d’emozione e vita. Le sue opere trasmettono la magia, dell’attimo in cui si è catapultati come in una macchina del tempo nel ricordo, per rivivere i sentimenti e quei momenti irripetibili cristallizzati. I ricordi transitori assumono permanenza nelle nostre menti. Ci troviamo al di là dell’esistenza e della non-esistenza: al di là di ogni stato esprimibile a parole. Siamo avvolti dal mistero dell’essere, della conoscenza a cui possiamo accedere attraverso la meditazione assaporando nuovamente la varietà delle esperienze.

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Meng Du: veduta dell’installazione Embers, fotografia di Nadia Peichao Lin © Meng Du, foto cortesemente concessa da Fou Gallery

Pienamente illuminati in un fenomeno corporeo e mentale, che porta alla più intima natura dell’esistente oltre all’apparente, alla corporeità e alla concettualità dell’essere. Meng Du con le sue opere d’arte materializza uno linguaggio inesprimibile che è eterno nella mente. Immergendoci e rinnovando la nostra mente ed il nostro spirito si possono raggiungere confini così lontani, ma così vicini che ci permettono di toccare l’aurea dell’essere umano. Come il vetro le nostre menti possono essere malleabili, fragili, confuse, profonde, trasformabili. Tutte le caratteristiche opposte e contrapposte sono elementi d’armonia che arricchiscono di ulteriori valori e dettagli. In questo percorso la mente e lo spirito trovano una sensazione di unione con il tutto, grazie al filo dell’arte, che con la sua bellezza estetica si tramuta in una poesia in grado di plasmare l’anima.

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Meng Du: veduta dell’installazione Embers, fotografia di Nadia Peichao Lin © Meng Du, foto cortesemente concessa da Fou Gallery



Du ci invita a porre l’attenzione sui piccoli dettagli per raggiungere la consapevolezza. Le sue creazioni di vetro non sono dure e rigidi, ma delicati e nostalgici pezzi unici, progettati e lavorati pazientemente. La nostalgia trova permanenza nel vetro e l’arte del vetro è il suo linguaggio. La sua arte evidenzia precisione, ed amore per i particolari, che solo se osservati da vicino possono farci comprendere la sua abilità, affascinarci, stregarci e raccontarci magie e segreti. Meng Du esprime sentimenti chiari, vividi e lucidi con le sue opere ricche di personalità. Ogni singolo pezzo è significativo e ogni pezzo racchiude un ricordo, una memoria, un’informazione per creare e completare un puzzle, che per ogni spettatore risulta personale. Ricreare questo puzzle implica una meditazione un’esplorazione interiore un viaggio per trovare la propria armonia, la propria musica e melodia, per progredire nel conoscersi e comprendersi.

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Meng Du: apertura della mostra Embers, foto del team della Fou Gallery, Lin Jing, Yilan Wang, Meng Du, Jingxin Hu, Sybil Peng ed Echo He © Meng Du, foto cortesemente concessa da Fou Gallery

Du espone anche a Mind the Gap, fino al 30 gennaio 2020, una mostra collettiva presso il Delaware Contemporary: opere di donne cinesi contemporanee di diverse generazioni. Con l’istallazione “Everywhere, Nowhere No.2”, esprimere le preoccupazioni, confusioni e cambiamenti nella società moderna, usando i corpi degli uccelli. Il suo linguaggio artistico vuole porre l’attenzione sulle tendenze dell’immigrazione contemporanea in questo momento di globalizzazione.

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Meng Du: veduta dell’installazione Embers, fotografia di Jingxin Hu © Meng Du, foto cortesemente concessa da Fou Gallery

La storia dell’arte vetraia è antica, è un patrimonio di vita e di tecnica, capace di stupire, in grado di raggiungere nuovi approdi ricchi di sorprese e di novità, racchiudendo sentimenti da svelare. Quest’arte ci circonda quotidianamente ed è parte di noi, al punto tale che molte volte non ce ne rendiamo nemmeno conto, ci dimentichiamo del suo valore, e la consideriamo un elemento scontato della nostra vita come l’aria che respiriamo e l’acqua che beviamo. L’artista con grande tenacia e professionalità, dà corpo alle emozioni e con fantasia, porta alla vita l’originalità dell’arte vetraia, mostrandone l’eleganza di forme e la nobiltà. Meng Du fa nascere le proprie immagini da un crogiolo di magma rovente e con strumenti antichi riesce a dar forma alla massa infuocata.

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Meng Du: veduta dell’installazione Embers, fotografia di Nadia Peichao Lin © Meng Du, foto cortesemente concessa da Fou Gallery

L’arte del vetro crea sorpresa meraviglia, sentimenti legati al momento nuovo inaspettato, ma anche al ricordo che riaffiora improvviso e prezioso. Un sogno di vetro prezioso delicato fragile etereo, cosi bello da spaventare: se lo tocchi potrebbe svanire, rompersi, cessare di esistere, quindi farti soffrire. Ma la fragilita può essere la nostra forza. Il lato emotivo che sembra debole e fragile può diventare il punto umano vulnerabile di vantaggio in quanto punto di comprensione e comunicazione.

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Meng Du, Embers, 2019. Tessuto, vetro, oggetti trovati. 108,5 x 58 pollici. Fotografia di Peichao Lin © Meng Du, foto cortesemente concessa da Fou Gallery
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Meng Du: veduta dell’installazione di Embers, fotografia di Nadia Peichao Lin © Meng Du, foto cortesemente concessa da Fou Gallery

Fotografie di Nadia Peichao Lin, Jingxin Hu, Xinglin Yi ©Meng Du, per gentile concessione della Fou Gallery

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