Intervista a Joshua Wong: Hong Kong ha bisogno di una riforma del sistema politico

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Joshua Wong è segretario generale del partito pro-democrazia Demosisto

il

Joshua Wong è un politico ed attivista del movimento pro-democrazia di Hong Kong.

Recentemente il governo di Hong Kong gli ha vietato di partecipare alle prossime elezioni per il consiglio cittadino, che si terranno durante il week end, e di partire per l’Europa, dove avrebbe dovuto incontrare il parlamento europeo.

Per altri aggiornamenti sulla crisi politica ad Hong Kong potrete trovare la nostra intervista al direttore di Amnesty International ad Hong Kong, Tam Man-kei sulla gestione della protesta da parte della polizia, e il nostro feed di news sulla Cina.

Perché il governo di Hong Kong ti ha impedito di viaggiare al parlamento europeo? E se ti fossi potuto recare, che cosa avresti detto?

Questa decisione è stata il frutto della censura politica e di come il governo di Beijing mette sotto pressione Hong Kong, ed è la dimostrazione del fatto che l’indipendenza giuridica della città è sotto l’influenza del partito comunista.

Avrei detto che è giunto il tempo di fare diventare la crisi umanitaria ad Hong Kong una priorità, ed avrei chiesto di mostrare il loro supporto affinché si tengano libere elezioni.

Negli ultimi giorni abbiamo assistito ad un peggioramento, se possibile, della situazione. Come è possibile uscirne?

Se ne può uscire soltanto attraverso una crisi politica ed una riforma del sistema politico.

Questo è l’unica via per riconoscere il diritto fondamentale del popolo di Hong Kong ad eleggere il governo e fermare la brutalità della polizia.

Le elezioni per il consiglio si terranno o verranno rimandate? E perché ti hanno impedito di partecipare?

Mai dire mai. Ed è difficile dire che cosa ci possiamo aspettare.

Il governo è spaventato dal fatto che persone con una forte preparazione per la difesa dei diritti internazionali possano entrare nelle istituzioni.

Il giro di vite dei governi di Beijing e Hong Kong sulle proteste, con l’arresto di oltre 5000 persone, non fa altro che esacerbare gli animi e l’insoddisfazione della gente.

Carrie Lam ha taciuto sulle violenze della polizia. Che cosa avrebbe potuto o dovuto dire invece?

Lei condivide tutte le politiche per aumentare la violenza della polizia.

Abbiamo sentito di alcune voci che affermavano di avere visto manifestanti caricati su treni e portati in Cina. Hai qualche informazione in proposito?

Abbiamo manifestanti e librai che sono stati rapiti da Hong Kong e portati nella Cina continentale, il che prova che il sistema legale di Hong Kong è già un incubo.

Qual è la tua prossima mossa?

Continuerò a protestare, e speriamo di potere andare al voto domenica.

Hai qualche aggiornamento sulla situazione dei manifestanti intrappolati all’interno del campus del politecnico?

Non sappiamo quando, ma il governo presto taglierà l’elettricità.

Matteo Damianihttps://cinaoggi.it
Sinologo, fotografo e curatore di CinaOggi.it e China-underground.com.

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