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Intervista a Yafei Qi: Gap generazionale, ambiente, aspettative sociali

Yafei Qi – ⻬ 齐亚菲, nasce nel 1987 a Shijiazhuang, nella provincia dello Hebei, in Cina, vive e lavora a Berlino.

Si è diplomata in Film e video Art alla China Central Academy of Fine Art e si è laureata con un Master in Fine Art from Bergen Academy of art and Design nel 2016.

I suoi video artistici esplorano temi sulla famiglia ed il gap generazionale, industrializzazione ed i cambiamenti dell’ambiente, isolamento e aspettative sociali.

Il suo video del 2016 “Wearing the Fog” ha vinto il premio come “Best Experimental Film” al Broadway International Film Festival di Brooklyn e Honorable Mention al The First International Film Festival.

Nel 2017, le sue performance video “Life Tells Lies” e “I wonder why” hanno ricevuto consensi internazionali.

L’artista ha recentemente avuto la sua prima mostra personale in Germania.

Yafei Qi ora sta dipingendo e lavorando alla sua nuova mostra che si terrà a dicembre.

Intervista di Dominique Musorrafiti

Sito ufficiale | Instagram | Vimeo

Wearing the fog

CinaOggi: Come e quando hai iniziato a fare arte? Cosa ti ha motivato?

Yafei Qi: Mi sentivo annoiata durante la scuola media ed ero molto scarsa in matematica, chimica ed in questi corsi regolari.

Ho provato a scappare dal collegio una volta. Era una notte piovosa, mi sono nascosta nel giardino delle rose fuori dal dormitorio, ho aspettato che la signora della guardiola della porta spegnesse le luci, poi sono salita sul muro della scuola.

Immagino che stavo cercando altre possibilità nella vita, ho pensato che il mondo fuori dalla scuola fosse pieno di misteri e movimento, così ho lasciato la scuola con una grande ambizione per la mia nuova vita.

Naturalmente, mio padre mi ha trovato il secondo giorno, ero come un topo annegato per strada e mi ha rimandato a scuola immediatamente, la mia ambizione era smorzata dalla realtà.

Quindi insomma, non mi piaceva la scuola e non c’era un modo di andarsene. Dopo aver provato disegno e pittura ad olio, ho pensato che la pittura fosse qualcosa di divertente da fare, non ho riflettuto su che tipo di arte fosse e su cosa significasse per me.

In un’altro modo, quello era il metodo per scappare dalla mia vita scolastica. Parlando di motivazione, penso che sia stato il desiderio di scappare dalla vita quando avevo 15 anni, mia nonna è stata quella che lo ha fatto accadere dopo, quando ha pagato la tassa di iscrizione, di nascosto dai miei genitori quando loro non erano d’accordo con me sull’andare a scuola d’arte per continuare i miei studi artistici.

“Yafei Qi è una performance videoartista con un background sul cinema e pittura.”

Life tells lies

Fai video e sei anche una pittrice. Cosa significa per te la pittura? Quale media artistico ti rappresenta di più?

La pittura è più personale per me. Mostra ciò che non possiamo descrivere e non possiamo vedere nella realtà.

Raccolgo i pensieri dalla mia esperienza di vita quotidiana in pittura, presenta sempre con un sentimento o emozione di un certo momento.

Credo di aver abbastanza bisogno di questo tipo di tempo da sola per stare in studio e vedere cosa possa apparire sulla tela, a volte si presenta con una buona sorpresa. C’è più spazio casuale rispetto alla creazione video.

Il video è lineare, basato sul tempo. Tutto ciò che mostra il video è in una forma o struttura temporale, il momento, l’emozione o la storia possono essere modellati mediante la recitazione, movimento, illuminazione, suono, montaggio, spazio e così via.

Ha la sua multiformità con cui giocare e ha bisogno di più arrangiamenti e pre-pianificazione prima di iniziare le riprese con la telecamera, la maggior parte dei miei video è lavoro di squadra. La pittura e il video sono sia il mio strumento che l’arma contro il tempo e la mia vita.

I wonder why

Da dove viene l’idea di “I Wonder Why”? È legata ad una particolare esperienza?

“I Wonder Why” è legato alla mia esperienza personale.

Ho attraversato la mia prima rottura dopo aver trascorso 11 anni con il mio ex-ragazzo.

Nel mio caso, ciò che mi ha reso più confusa è stato il fatto che la reazione della società circostante, i miei amici, la famiglia, i colleghi avevano opinioni forti sulla nostra rottura, la maggior parte di queste erano contro le mie stesse idee.

Sono stati questi suggerimenti a spingermi a pensare a quali siano le aspettative sociali per una persona in Cina?

In realtà all’inizio era un testo di quattro pagine e mezzo, il testo che avevo scritto era più sognante e triste. poi ho deciso di farlo in modo fisico e ho centrato il punto più direttamente, per mostrare l’impatto psicologico di quando l’individuo si allontana dai normali standard dell’aspettativa sociale e di come la società punisca un tradimento femminile.

Wearing the fog

La dinamica della famiglia è stata al centro dei suoi video artistici “Wearing the Fog” e Life tells lies”

Puoi parlarci di “Wearing the Fog”? Qual è l’idea dietro a questo progetto?

Wearing The Fog è un video a doppio schermo con una struttura narrativa non lineare.

Si concentra sulla freddezza del mondo industriale in Cina e sull’indifferenza di una famiglia. Tutti gli attori sono la mia famiglia e il luogo delle riprese era nell’appartamento dei miei genitori.

Ho usato il doppio schermo per esprimere il divario tra le due generazioni, così come il rapporto tra individuo e società.

La storia è legata al mio ambiente di crescita personale e all’esperienza di vita. Nella città in cui vivono i miei genitori, l’inquinamento atmosferico è molto serio in inverno.

Wearing the fog

Ha causato una scena di surrealismo in quella città, le persone devono comunicare tra loro attraverso l’ostruzione della maschera di garza e la nebbia.

Tutta la città è nelle nuvole e tutta la gente vive in un sogno. La mia famiglia possiede una fabbrica di abbigliamento in quel momento, le fabbriche sono una delle fonti che causano l’inquinamento atmosferico. Noi interpretiamo sia la vittima che l’aggressore dell’ambiente.

A quel tempo, avevo un problema di comunicazione con i miei genitori. qualunque fosse la difficoltà con la quale avessimo cercato di risolvere il problema, si finiva sempre con una discussione.

La Cina si sta sviluppando così velocemente, quindi la crescita dell’ambiente tra la mia generazione e l’ultima generazione ha una grande differenza, che causa un grande divario generazionale.

Ciò che l’ultima generazione ha attraversato è incredibile. Per loro, è anche difficile capire cosa stiamo pensando e facendo al giorno d’oggi.

Questo è uno dei problemi quando un paese si sviluppa rapidamente, e porta ad una sola famiglia. Ciò che l’ultima generazione e la città hanno sofferto oggi, è il risultato di altre cose, la continuazione e lo sviluppo.

Proprio come l’ambiente in cui vivo, interpretiamo sia la vittima che il carnefice anche per la nostra generazione. Il processo della lavorazione su questo pezzo è diventato il processo per risolvere anche il mio problema pratico.

“Esprime le sue idee creando video come installazione e le sue immagini in movimento minimalist e su multi-schermo esprimono emozioni umane personali dando al tempo un contenuto di molteplicità”

Nel video “Wearing the Fog”, vediamo i segni della modernizzazione e del benessere, ma il dialogo in cui emerge la preoccupazione materna è uguale alle preoccupazioni del passato quando la società cinese era economicamente diversa. Questo indica una forte componente culturale. Pensi che i genitori cinesi all’estero abbiano le stesse preoccupazioni o che questi sentimenti siano più forti nel continente?

“Wearing the fog” non può presentare l’immagine di conflitti generazionali, modelli di ruolo tradizionali e l’impatto dei cambiamenti ambientali sulla cultura cinese moderna in Cina.

È una finestra per guardare lateralmente in Cina, specialmente in quelle città secondarie.

Ma credo che i conflitti generazionali siano comuni in ogni angolo del mondo poiché le persone stanno cambiando mentre il mondo sta cambiando.

È difficile dire se i genitori cinesi all’estero abbiano le stesse preoccupazioni o no. Penso che dipenda da persona a persona, da famiglia a famiglia. Ma sì, questi sentimenti sono più forti nella Cina continentale.

“Life tells lies” tocca una relazione intergenerazionale molto personale. Cosa vuoi raccontare con questo video?

“Life tells lies” è stato fatto nello stesso periodo in cui “I Wonder Why”. È un’espressione estesa di ciò che è l’aspettativa sociale per una persona individuale, più precisamente qual è l’aspettativa sociale per me.

Tutte le trame in quel lavoro sono adattate dalla mia osservazione dello stato di sopravvivenza della vita di mia nonna e mamma, la scelta di soddisfare le aspettative del pubblico, ed inoltre il video mostra l’immaginazione del mio futuro.

Sto cercando di tessere la vita di una donna apparentemente conforme alle aspettative sociali.

Nel video, le quattro generazioni della vita delle donne vanno in un cerchio, dalla nascita alla mezza età, dal matrimonio alla morte. come un collage di vita. Racconta come sarebbe la mia vita con le aspettative della società.

Quali sono state le maggiori sfide che hai incontrato nella realizzazione dei tuoi video?

Ci sono state molte sfide durante il processo.

Come convertire le idee ed i pensieri in un’opera d’arte è la cosa più difficile.

L’arte è una forma per plasmare ed estendere i pensieri che ho raccolto dalla vita quotidiana, altrimenti i pensieri sono solo nebbia o un pezzo di marmellata.

Life tells lies

Com’è stato dirigere i tuoi genitori nei tuoi video?

È stato divertente, i miei genitori sono stati di supporto al 100% e mi hanno aiutato nella realizzazione. Inoltre, mio padre pensava che sarebbe diventato una star del cinema ed era molto eccitato all’idea di iniziare. Ovviamente la storia della star del cinema non è avvenuta.

Sono rimasta con loro per 2 settimane prima delle riprese, in quel periodo ho usato una piccola telecamera per registrarli tutti i giorni, a patto che fossero abituati a essere ripresi e ad avere familiarità con la videocamera, il processo di ripresa sarebbe stato più fluido.

Non sono attori professionisti, in alcune scene abbiamo potuto girare solo una volta, nel caso in cui si fossetro persi nello sforzo della recitazione.

A volte si sono esercitati il giorno prima delle riprese. Sono stati molto collaborativi durante l’intero processo.

Puoi condividere con noi una storia dal backstage di uno dei tuoi video?

Durante le riprese di “Wearing the fog”, ho ordinato un intero pacchetto di maschere per il viso con 50 pezzi all’interno, per tutti coloro che stavano lavorando a questo progetto.

Ho raccolto diversi filtri usati dalle maschere al termine delle riprese, poiché sono rimasta scioccata dal forte inquinamento atmosferico.

So che il governo cinese sta davvero cercando di risolvere il problema dell’inquinamento ambientale, spero che quel giorno arrivi prima, quindi posso semplicemente gettare quei filtri per le maschere nel bidone della spazzatura.

Life tells lies

Puoi dirci qualcosa sui tuoi prossimi progetti?

Mi sono ispirata al libro “Existentialism”, con i testi selezionati e introdotti dallo scrittore tedesco Walter Kaumann.

Questo libro mi ha portato a pensare “all’esistenza” in molti modi.

Spero di completare il prossimo progetto creativo a Berlino e partire dalle preoccupazioni di tutti i giorni, usando l’esistenza della vita quotidiana come tema principale e l’influenza della luce naturale sull’ambiente, per creare un’opera video senza caratteri specifici.

Al fine di sottolineare che chi vive in un paese straniero difficilmente può misurare dove si trova e il sentimento oltre alla “incompatibilità” della propria identità.

Il concetto di questo lavoro video è una questione di condizioni di vita umana contemporanea e problemi di identità basati su una ricerca di immigrati in Germania.

Allo stesso tempo sto anche lavorando a una serie di dipinti che sono legati allo stesso argomento.

L’intero progetto sarà mostrato in Islanda a dicembre 2019.

Foto cortesemente concesse da Yafei Qi

Un ringraziamento a Migrant Bird Space per la collaborazione

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