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La Cina si infuria per l’incontro tra Bolton e Taiwan

Il governo cinese ha protestato energicamente per l’avvicinamento americano a Taiwan, ed ha intimato l’amministrazione Trump di cessare ogni iniziativa diplomatica con l’isola, dopo un insolito incontro tra comandanti militari americani e taiwanesi.

A maggio, il controverso consigliere nazionale per la sicurezza John Bolton, si era incontrato con alcuni ufficiali di alto rango taiwanesi a Washington, come il segretario del consiglio di sicurezza nazionale David Lee, il primo incontro tra vertici militari di questo livello dal 1979.

Il portavoce del ministero degli esteri cinese Lu Kang ha detto nella giornata di lunedì che la Cina si oppone fermamente a trattative militari di questo genere.

Dopo un cinquantennio di dominazione giapponese, Taiwan nel 1945, con la dissoluzione dell’impero, tornò sotto il controllo cinese.

Con la ritirata nell’isola da parte dello sconfitto Kuomintang, iniziò la storia moderna di Taiwan.

Solo dopo il 1949 Taiwan è diventata come la conosciamo oggi, ovvero da quando Chiang Kai Sheck fuggì a Taiwan, dopo la sanguinosa guerra civile cinese.

Gli Stati Uniti riconoscono l’esistenza di una sola Cina, ma si sono sempre opposti ad un’iniziativa militare cinese nei confronti dell’isola ribelle.

Nella stessa Taiwan, il fronte indipendentista non è poi così vasto, e lo storico partito Kuomintang si oppone all’indipendenza dell’isola.

E’ proprio questa difatti la causa dell’insoddisfazione cinese, la possibilità che Taiwan riesca ad acquistare ufficialmente una propria identità nazionale, indipendente da quella cinese.

Sabato Taiwan ha annunciato che ha rinominato l’ambasciata non ufficiale americana da “Consiglio per la coordinazione degli affari nord americani” a “Consiglio di Taiwan per gli Affari americani”, includendo per la prima volta le parole America e Taiwan nel nome di un ufficio.

Ancora a marzo, la presidente di Taiwan Tsai Ing-wen aveva annunciato di volere acquistare nuove armi avanzate dagli Stati Uniti.

I commenti di Beijing sono arrivati alla vigilia delle esercitazioni Han Kuang, ovvero una serie di esercitazioni militari che simulano un’invasione cinese dell’isola da parte dell’Armata Popolare di liberazione.

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