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Trump ha alzato le tariffe sui prodotti cinesi

Come già ampiamente anticipato, il presidente americano Donald Trump ha alzato le tariffe per un valore di circa 200 miliardi di dollari sui prodotti cinesi.

Beijing ha già risposto che prenderà contromisure per rappresaglia.

L’aumento delle tariffe sui beni cinesi è passato dal 10% al 25%, secondo il ministro del commercio cinese.

La risposta di Beijing è arrivata pochi minuti dopo l’aumento americano.

“La Cina esprime profondo rammarico per lo sviluppo degli eventi e dovrà prendere le necessarie contromisure”, ha detto il ministero del Commercio in una dichiarazione venerdì pomeriggio. “Speriamo che gli Stati Uniti ci incontrino a metà strada e lavorino con noi per risolvere le questioni esistenti attraverso la cooperazione e la consultazione”.

Le reazioni sui mercati asiatici per ora sono state miste.

La notizia è arrivata quando i mercati erano già in territorio positivo. L’indice giapponese Nikkei aveva ceduto l’1%, lo Shanghai Composite Index, era salito del 2% e quello Hang Seng di Hong Kong era cresciuto dell’1%.

Una delegazione cinese guidata dal negoziatore Liu He era arrivata a Washington martedì, per l’ultimo round delle trattative.

Liu ha detto di “sperare di potere avere uno scambio razionale ed onesto con la controparte americana”.

Secondo Liu, le tariffe non sono la soluzione ai problemi e sono dannose per la Cina e gli Stati Uniti.

La mossa di Trump ha preso di sorpresa le compagnie americane che hanno avuto solo 5 giorni per preparsi.

“L’aumento delle tariffe infligge danni significativi all’industria, agli agricoltori e ai consumatori statunitensi”, ha affermato Jacob Parker, vicepresidente del Consiglio degli affari USA-Cina, un gruppo commerciale che rappresenta gli interessi delle società americane in Cina.

“Ridurrà la competitività delle aziende americane, ridurrà l’efficienza delle loro catene di approvvigionamento globali e si ripercuoterà sull’economia degli Stati Uniti: questa è una tassa sul consumatore americano”, ha aggiunto.

Foto: Matteo Damiani

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