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Sei studenti marxisti svaniscono nella Giornata dei Lavoratori in Cina

Sei studenti universitari marxisti che volevano trascorrere la giornata internazionale del lavoro accanto ai lavoratori regolari sono svaniti in Cina.

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Un gruppo di attivisti vicino ai sei studenti ha annunciato la loro scomparsa in una dichiarazione rilasciata martedì.

La CNN ha cercato di raggiungere telefonicamente gli studenti, ma i loro telefoni non erano raggiungibili.

Qiu-Zhanxuan
Qiu Shanxuan, presidente della Marxist Society della Peking University, il 17 dicembre in una foto pubblicata dal Jasic Workers Support Group.

Sin dall’agosto del 2018, una serie di studenti marxisti, compresi studenti della prestigiosa Università di Pechino, sono stati detenuti per il loro coinvolgimento nelle proteste dei lavoratori in diverse parti del paese.

Il governo cinese, dopo avere stimolato lo studio del pensiero Marxista all’interno degli atenei, si è dimostrato molto sensibile su queste tematiche, stroncando proteste o cercando di sopprimere quelli che considera messaggi sovversivi.

In Cina il primo maggio assume un significato particolare, essendo la Cina almeno nominalmente un paese comunista.

Dal 2000 le vacanze della Giornata dei lavoratori si estendono per tutta la settimana, diventando una delle festività più importanti del calendario cinese.

Durante questa “settimana d’oro”, spesso si registrano picchi per quanto riguarda i viaggi e il turismo e nel corso degli anni in questo frangente di tempo si registrano vendite record sulle piattaforme e-commerce.

Le sparizioni sono avvenute quattro giorni prima del preannunciato discorso del presidente Xi Jinping per celebrare il 100mo anniversario delle proteste del 4 Maggio.

Sabato difatti ricorre l’anniversario delle proteste studentesche contro l’allora governo repubblicano, in seguito al trattato di Versailles, visto dai manifestanti come un’umiliazione per la nazione verso le potenze straniere occidentali.

L’ex presidente della Marxist Society dell’Università di Pechino, Qiu Zhanxuan, ha annunciato sui social media che aveva programmato di dirigersi verso un noto mercato del lavoro alla periferia di Pechino, dove migliaia di lavoratori migranti si riuniscono ogni giorno per trovare lavori saltuari.

Qiu Zhanxuan aveva affermato che avrebbe trascorso le vacanze accanto ai lavoratori, aggiungendo che il suo piano non sarebbe stato ben accolto dal governo.

“Se fare questo tipo di lavoro manuale mi fa sparire, tutti possono sapere chi l’ha fatto”, ha scritto sui suoi social media.

Domenica, mentre camminava con altri quattro studenti, Qiu ha pubblicato una foto di sei uomini che ha detto essere agenti di polizia in borghese che li seguivano.

Poi, i post sui social si sono fermati.

Il giorno dopo, un gruppo di attivisti associato a Qiu ha annunciato che cinque membri erano scomparsi.

Non è la prima volta che Qiu è scomparso. A dicembre, è stato caricato in un’auto da poliziotti in borghese.

Qiu e il suo gruppo non sono stati gli unici studenti della Peking University a svanire nell’ultima settimana.

Domenica scorsa, la studententessa Shen Yuxuan ha inviato alcuni messaggi ad un amico dicendo di essere stata molestata da un gruppo di poliziotti e guardie di sicurezza nel campus.

Shen Yuxuan aveva pubblicato a dicembre alcuni post per cercare di scoprire che fine avesse fatto un altro studente attivista scomparso, Jia Shijie.

Shen era anche associata alla Società Marxista di Qiu.

Si è nascosta in un bagno, secondo i messaggi visti dalla CNN, ma gli assalitori maschi sono entrati e l’hanno trascinata fuori.

Da allora non si è più vista e anche il suo telefono è rimasto spento.

Contattati dai media, il distretto di polizia del distretto Haidian a Pechino e la direzione dell’università non hanno rilasciato dichiarazioni.

Generalmente queste sparizioni avvengono in concomitanza con date ritenute sensibili dal governo cinese, come anniversari o celebrazioni.

Il prossimo giugno ricorrerà inoltre il 30mo anniversario del massacro di piazza Tiananmen, e si temono ulteriori scomparse o giri di vite.

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