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La Cina vuole vietare le criptovalute

Bitcoin vietati in Cina? La principale autorità economica cinese vuole vietare l’industria del bitcoin mining, secondo una lista di attività industriali che l’agenzia sta cercando di fermare e che dimostra la forte pressione governativa per bloccare il settore.

La Commissione per lo sviluppo nazionale e le riforme (National Development and Reform Commission, NDRC, 中华人民共和国国家发展和改革委员会) ha compilato una lista di 450 attività da sradicare o da favorire in settori che per un motivo o per l’altro non riescono a seguire leggi e regolamenti nazionali, sono insicuri o inquinano eccessivamente l’ambiente.

Il pubblico avrà tempo sino al 7 Maggio per commentare la bozza.

Non è stata indicata una data per l’entrata in vigore delle nuove norme, e nemmeno è indicato come questa fase avverrà.

Secondo il quotidiano nazionale Securities Times, la lista riflette “distintamente l’attitudine delle politiche industriali del paese” verso l’industria delle criptovalute.

L’intero settore delle criptovalute in effetti è sotto il monitoraggio governativo dal 2017, quando i regolatori hanno iniziato a vietare alcune offerte ed hanno iniziato a chiudere i primi scambi commerciali locali.

La Cina ospita alcune delle più grandi aziende di estrazione di criptovalute al mondo – i data center che ospitano le piattaforme di estrazione – grazie all’elettricità a basso costo nelle regioni del Xinjiang e della Mongolia interna, regioni ricche di carbone.

Negli ultimi mesi, i minatori cinesi hanno spostato le loro operazioni nelle province del sud dello Yunnan e del Sichuan per sfruttare l’energia idroelettrica ancora più economica disponibile durante la stagione delle piogge.

Se le nuove regole saranno emanate, i minatori cinesi dovranno abbandonare le loro basi nello Yunnan e nel Sichuan e spostare le operazioni in paesi stranieri, ha detto Michael Zhong, un analista della società di ricerche di criptovaluta di Pechino TokenInsight.

“L’estrazione di Bitcoin non sarà più dominata dalla Cina, ma diventerà più decentralizzata”, ha affermato.

Anche la Cina ha iniziato a limitare l’estrazione di criptovalute, costringendo molte aziende, tra cui alcune delle più grandi al mondo, a trovare basi altrove.

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