Cina e Italia firmano accordi commerciali e memorandum di intesa su tecnologia, energia e turismo

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I 29 accordi dell'intesa commerciale tra Italia e Cina

Dopo avere incontrato ieri il presidente italiano Sergio Mattarella, Xi Jinping oggi firmerà con il presidente del consiglio Giuseppe Conte 29 intese per un valore tra i 5 e i 7 miliardi.

Poi, Xi Jinping si recherà in Sicilia per la parte finale della visita.

Il Memorandum of Understanding che verrà firmato questa mattina sancirà l’adesione dell’Italia, prima tra i paesi del G7, alla “Belt and Road Initiative” ovvero il nuovo progetto infrastrutturale globale cinese della “Nuova Via della Seta“.

Ieri sera Mattarella ha ricevuto con tutti gli onori il presidente cinese accompagnato da 150 tra funzionari, imprenditori e giornalisti.

Mattarella ha rimarcato come l’intesa italo-cinese avverrà “nell’ambito della strategia delineata dall’Unione europea” ed ha sottolineato il problema del rispetto dei diritti umani.

Sergio Mattarella ha avuto così in parte il delicato ruolo di attenuatore delle polemiche delle ultime settimane innescate dalla visita di Xi in Italia, da parte americana ed europea.

Matteo Salvini, il ministro dell’interno italiano, ha affermato che “la Cina non è un libero mercato”, aggiungendo però di essere comunque contento della visita cinese, e degli accordi economici firmati.

L’elenco degli accordi firmati originariamente doveva riguardare 50 punti, ma le polemiche degli ultimi giorni ne hanno ridotto il numero a 29.

In particolare vi è stata una frenata per quanto riguarda il settore delle telecomunicazioni, dopo lo scandalo Huawei.

Tra gli accordi previsti vi è anche la possibilità di giocare una partita di calcio di Serie A in Cina.

Conte ha affermato che l’Italia ha firmato gli accordi per motivi puramente commerciali, ovvero per cercare di riequilibrare la bilancia commerciale con la Cina che vede un deficit italiano vicino ai 18 miliardi.

Regno Unito, Francia e Germania, nonostante intessano rapporti commerciali ancora più importanti con la Cina, non hanno firmato l’intesa.

Sugli accordi tuttora vige il massimo riserbo. Alcuni sembrano ancora piuttosto generici, mentre altri sono più precisi.

Si sa soltanto che riguardano alcuni settori strategici per l’Italia, come trasporti, energia, impianti siderurgici, cantieri navali e credito.

Secondo il Sole 24ore, il quadro è ampio: si va da intese con Unicredit, Intesa Sanpaolo e Cassa Depositi e Prestiti, al settore navale con Fincantieri, fino a quello energetico che coinvolgerà Ansaldo, Snam, Italgas, Terna, Enel ed Eni.

Secondo quando trapelato dalla stampa locale, la Danieli di Buttro (Udine) entrerà in una partnership cinese per la realizzazione di un impianto siderurgico in Azerbaigian. Eni firmerà con Bank of China un accordo per “rafforzare la collaborazione su vari strumenti finanziari”.

Il 5g non rientra nelle intese.

Per quanto riguarda l’intesa con Cassa Depositi e Prestiti, prevede la predisposizione dei Panda Bond, obbligazioni che puntano a raccogliere capitale da investitori istituzionali cinesi per finanziare le aziende italiane presenti nel paese.

Ansaldo Energia, uno dei maggiori produttori al mondo di centrali elettriche, tra gli accordi firmati, riceverà una commessa da Shanghai Electric, già azionista al 40% di Ansaldo.

Tra le intese non poteva mancare ovviamente il turismo cinese in Italia. Sono stati dunque firmati tre accordi con Aeroporti di Roma, Trenitalia e Musei Ferrari.

I turisti cinesi in Italia hanno raggiunto quota due milioni nel 2018.

Secondo Sun Jie, ceo di Ctrip, un semplificazione delle procedure per i visti, un numero maggiore di voli e una maggiore sicurezza dei turisti aiuterebbero la crescita del settore.

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