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La popolazione della Cina presto comincerà a diminuire e ad invecchiare sempre più rapidamente

Secondo la China Population Association, la popolazione cinese raggiungerà il suo picco nel 2029, quando raggiungerà i 1,44 miliardi di abitanti, e poi inizierà a decrescere, anche se il tasso di fertilità crescerà leggermente.

Un numero di persone sempre crescente impatterà sul sistema sociale del paese, e i costi per la gestione dell’intero apparato aumenteranno costantemente.

La decrescita accelererà i cambiamenti della struttura della popolazione, e i problemi degli anziani diventeranno prominenti, avvisa l’organizzazione.

Se il tasso di fertilità rimarrà invariato nella prossima decade, la popolazione comincerà a diminuire dal 2027, e sarà attorno ai 1,2 miliardi nel 2065, ritornando ai livelli del 1990.

La combinazione dunque della diminuzione della popolazione con l’aumento dell’età media, rappresenta pertanto un problema, con conseguenze serie sia dal punto di vista sociale ed economico.

E’ questo il panorama dipinto da Zhai Zhenwu presentando un rapporto rilasciato dalla Chinese Academy of Social Sciences a gennaio.

La Cina ha avuto un picco delle nascite tra il 1985 e il 1990, attorno alle 25 milioni di nascite l’anno.

Le nascite sono cominciate a decrescere negli anni ’90.

Questo trend per almeno la prossima decade è inevitabile. L’unica cosa che si può fare è cercare di rallentare questo processo, per limitarne gli effetti sulla società e sull’economia.

Con l’invecchiamento della popolazione, le persone che hanno 65 o più anni conteranno per il 30% della popolazione nel giro di trent’anni. Oggi sono il 10%.

L’invecchiamento della popolazione metterà sotto pressione il sistema pensionistico e la forza lavoro del paese, e le famiglie dovranno effettuare sforzi ancora maggiori per prendersi cura degli anziani.

Parallelamente all’invecchiamento della popolazione, assisteremo anche ad una diminuzione delle persone in età da lavoro, e passeremo dai 900 milioni di individui nella fascia di età tra i 15 e i 69 anni, ai 700 milioni del 2050.

Per queste ragioni, si stanno prendendo in considerazione alcune misure quali spostare l’età pensionistica di 5 anni (dai 60 ai 65), operazione che aumenterebbe la forza lavoro di 100 milioni di unità.

L’invecchiamento della popolazione dunque porta a riconsiderare la natura dello sviluppo economico cinese fino ad oggi, basato principalmente su una vasta forza lavoro a buon mercato. Nel futuro si dovrà puntare maggiormente sulla ricerca tecnologica e scientifica, e su una maggiore qualificazione della forza lavoro, per far fronte al declino dei numeri.

Fonte: ECNS , foto: Matteo Damiani

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