La battaglia tra Qualcomm ed Apple in Cina

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In Cina si sta verificando una lotta senza esclusione di colpi tra i due giganti hi-tech americani con la guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti che funge da cornice scenica.

Un tribunale cinese ha ordinato il divieto di vendita di alcuni vecchi modelli prodotti da Apple in Cina per la violazione di due brevetti di Qualcomm.

Ambedue le compagnie hanno la sede in California, ma una parte significativa del loro fatturato è generato in Cina.

I due brevetti incriminati riguardano la possibilità di modificare le fotografie, e navigare tra le applicazioni con il touchscreen.

Apple ha fatto ricorso contro l’ordine del tribunale di Fuzhou, che ha vietato la vendita di sette vecchi modelli di iPhone (iPhone 6S, iPhone 6S Plus, iPhone 7, iPhone 7 Plus, iPhone 8, iPhone 8 Plus e iPhone X).

Non è chiaro se il divieto verrà effettivamente applicato, se sarà limitato al Fujian, o se verrà esteso in tutto il territorio.

Il caso voluto da Qualcomm, fa parte di una disputa sui brevetti a livello globale tra le due compagnie americane, e riguardano dozzine di procedimenti legali.

Senza dubbio la decisione del tribunale cinese getta qualche incertezza sul business di Apple in uno dei suoi mercati principali.

Apple in una nota lunedì ha fatto sapere che tutti i modelli di iPhone sono tuttora in vendita in Cina e che ha fatto ricorso contro la decisione del tribunale.

Secoundo un analista anonimo che in precedenza ha lavorato con Qualcomm, citato da Reuters, “è estremamente improbabile, se non impossibile (che Apple cessi le vendite in Cina), evidenziando il fatto che questo episodio sia soltanto una delle numerose battaglie di una guerra molto più estesa” di cui i due giganti californiani sono protagonisti a livello mondiale.

I tre modelli presentati da Apple a settembre non sono toccati dal procedimento.

Secondo Apple, “gli sforzi di Qualcomm di vietare i nostri prodotti sono solo un’altra mossa disperata di una compagnia le cui pratiche illegali sono sotto indagine dai legislatori di tutto il mondo”.

Cina, Hong Kong e Taiwan sono il terzo mercato più grande di Apple, e rappresentano circa un quinto del fatturato della compagnia. Per Qualcomm invece questo mercato rappresenta la fetta più grande dei suoi guadagni, ovvero qualcosa come il 67% del totale nel 2018.

Qualcomm è invece uno dei maggiori fornitori di chips per smartphone, ed ha denunciato Apple verso la fine del 2017, accusandola di aver infranto alcuni brevetti riguardanti la modifica delle fotografie e la gestione delle app su un touch screen.

A luglio lo stesso tribunale aveva vietato l’importazione di alcuni microchip prodotti da Micron Technology Inc in Cina, per la violazione di alcuni brevetti detenuti da Taiwan’s United Microelectronics Corp (UMC).

Un tribunale provinciale cinese è separato dal tribunale specializzato sulle proprietà intellettuali di Beijing, e pertanto una delle due parti in causa, può richiedere il divieto di vendita di un prodotto concorrente senza che quest’ultimo possa effettivamente avere la possibilità di difendersi.

Inoltre per la legge cinese, un brevetto americano non vale sul suolo cinese, a meno che il brevetto non sia stato registrato anche in Cina.

Secondo alcuni avvocati, il processo di appello potrebbe portare il caso dalla corte del Fujian, sino alla corte suprema a Pechino, un processo naturalmente lungo, delicato e complesso.

Questa battaglia ad ogni modo giunge in un momento particolarmente instabile, nel bel mezzo della guerra commerciale tra Trump e la Cina, e che vede alcuni di questi protagonisti hi tech coinvolti nella vicenda.

Sebbene in origine non fosse legata a situazioni politiche particolari, considerando la grandezza dei protagonisti in campo, e lo sviluppo recente degli eventi a livello internazionali, questa contesa potrebbe (e probabilmente già adesso) essere in qualche modo assorbita nella guerra commerciale tra Stati Uniti e il gigante asiatico.

Cerchiamo di ricostruire rapidamente la vicenda.

Qualche mese fa Trump aveva bloccato la fusione tra Qualcomm Inc. e Broadcom, un fondo di investimento tecnologico legato a Huawei, invocando la sicurezza nazionale.

Accuse di questo tipo sono state ormai rivolte innuverevoli volte a Huawei (e ZTE) da parte di vari governi internazionali.

Huawei e ZTE sono state poi colpite, per aver aggirato le sanzioni americane contro Iran e Corea del Nord.

Qualcomm inoltre è un fornitore chiave di chip per molti celebri marchi cinesi come Xiaomi, Oppo, Vivo, OnPlus, mentre Apple è una diretta concorrente di Huawei, che è stata recentemente colpita in nord america dal procedimento d’arresto contro la figlia del fondatore di Huawei, Meng Wangzhou .

Secondo alcuni dirigenti di Qualcomm, le tensioni tra le due nazioni non avrebbero influenzato il verdetto della corte, forse anche per evitare imbarazzanti reazioni in patria.

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