Un anno da dimenticare per i giganti hi-tech cinesi

Il settore è stato danneggiato dalla guerra commerciale con gli USA, dai regolatori cinesi e da altri fattori

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Immagine: CinaOggi | China-underground

Fino a qualche tempo fa, i giganti hi-tech cinesi sembravano potessero rivaleggiare e rappresentare una concreta minaccia per la Silicon Valley.

E invece, a causa anche della guerra commerciale con gli Stati Uniti, il 2018 è stato un anno da incubo per il settore tecnologico cinese.

Molti dei principali protagonisti del settore difatti hanno subito forti perdite dall'inizio dell'anno.

Tencent Holdings Ltd.

A gennaio 2018 Tencent Holdings Ltd. era valutata 220 miliardi di dollari. Da allora ha perso il 38% del suo valore grazie alle limitazioni effettuate dai regolatori cinesi che hanno soffocato il mercato dei videogiochi cinesi, a causa delle preoccupazioni per la dipendenza da gioco.

Una soluzione provvisoria è stata adottata a fine ottobre, senza però chiarire alcuni punti fondamentali sulle licenze delle entrate per il settore, lasciando Tencent ed altri editori in una sorta di limbo.

Alibaba Group Holding Ltd.

Alibaba di Jack Ma rappresenta il simbolo del successo di internet in Cina.

Ad ogni modo la compagnia ha perso il 14% del suo valore nel 2018, ovvero circa 60 miliardi di dollari, e ad inizio novembre ha dovuto declassare le sue proiezioni per il resto dell'anno fiscale che terminerà a Marzo, come effetto della guerra commerciale con gli USA.

Xiaomi Corp.

Il gigante degli smartphone cinesi, che veniva valutato 100 miliardi di dollari circa, ha avuto la sfortuna di esordire sul mercato a metà luglio, quando le tensioni tra gli USA e la Cina sono aumentate.

Da allora il prezzo delle azioni della società hanno perso il 22% circa del valore dell'offerta pubblica iniziale.

ZTE Corp.

ZTE, produttore di dispositivi di rete e smartphone ha dichiarato a ottobre che nel 2018 avrebbe registrato una perdita di circa 1 miliardo di dollari dopo che il Dipartimento di Commercio americano ha bandito l'acquisto di parti da fornitori americani.

ZTE difatti è stata accusata di avere venduto attrezzatura all'Iran e alla Corea del Nord, aggirando le sanzioni americane.

Come precondizione per la rimozione del divieto, ZTE ha dovuto procedere alla sostituzione della sua classe dirigente, preparandosi alla ristrutturazione del brand.

Il valore di mercato di ZTE si è dimezzato nel corso dell'anno.

Huawei Technologies Co.

Di Huawei ce ne siamo già occupati parecchie volte recentemente.

Huawei non molto tempo fa aveva persino superato Apple per quanto riguarda il numero dei dispositivi spediti, ed era destinata a diventare uno dei protagonisti indiscussi della quinta generazione di telefonia mobile, preparandosi alla scalata di alcuni dei più importanti produttori di chip americani.

E invece il presidente Trump ha bloccato la fusione con Qualcomm Inc. e Broadcom (un fondo di investimento con base a Singapore) invocando la sicurezza nazionale e tirando in ballo Huawei.

Huawei successivamente è stata bloccata dal vendere dispositivi in Australia ed ha avuto un contratto congelato con la Corea.

Source: Bloomberg

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