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Oppo e Huawei accusate di falsificare i benchmark dei loro smartphone

Ancora a settembre Huawei era stata accusata di avere falsificato i benchmark del recente P20 Pro per quanto riguarda le prestazioni grafiche, con la conseguente rimozione del dispositivo dalle classifiche ufficiali, insieme ad altri tre dispositivi Huawei.

Nel caso di Huawei, UL Benchmarks, la compagnia responsabile di software di benchmark come 3Dmark, PCMark e VRMark, aveva scoperto che Huawei aveva incorporato nei suoi dispositivi una modalità in grado di attivarsi esclusivamente quando 3DMark è in funzione, bypassando le restrizioni sulla batteria e sui livelli di calore.

Secondo le linee guida di UL benchmark, mentre le modalità high-performance non sono illegali, devono però necessariamente essere disabilitate durante i test.

Dopo Huawei, ora è il turno di un’altra compagnia cinese, Oppo, che è stata colta a trasgredire nella stessa maniera.

Secondo dunque un post di UL Benchmarks, Oppo, avrebbe artificialmente aumentato le performance dei suoi dispositivi Find X e F7.

Come risultato, UL Benchmark ha cancellato i due dispositivi dalla lista di smartphone dalle sue classifiche ed ha rilasciato il seguente avviso:

“Oppo Find X era classificato al quarto posto nella nostra lista 3DMark Sling Shot Extreme dei migliori smartphone. Adesso non è più classificato, e senza valutazione, nel fondo della classifica delle nostre valutazioni. I punteggi di 3Dmark non dovrebbero essere utilizzati per comparare modelli”.

Oppo ha ammesso che il telefono è in grado di identificare il programma in questione e di aumentare le prestazioni di conseguenza, e che i loro dispositivi agiscono nella stessa maniera quando fanno andare un gioco.

Fonte: Techradar

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