Il fattore Cina influenza nettamente il mercato delle materie prime

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mercato delle materie prime

Per quanto riguarda il mercato delle materie prime, vige attualmente un clima di incertezza, politica e di equilibrio economico, specialmente in correlazione ai mercati asiatici.

Bisogna però capire quanto conta il fattore Cina sulle materie prime? Stiamo vivendo un momento davvero delicato e di equilibrio precario per il mercato del petrolio, per l’oro, il rame e il ferro che hanno da poco chiuso una delle peggiori settimane del 2017. Da un lato il clima di incertezza, e dall’altra la Cina, la cui stretta creditizia nell’ultimo mese ha provocato la fuga di una cifra ragguardevole. Si preannuncia quindi per il trading con le opzioni sull'oro un periodo interessante per via della forte volatilità, alcuni punti fermi sono venuti a Pechino uno scenario di crescita nettamente in diminuzione, per il medio periodo. Stando però alle dichiarazioni degli analisti finanziari, i rischi sono attualmente sotto controllo, e questo avviene nonostante al momento un clima di apprensione attorno allo Standard and Poor’s, indice Usa che funziona da cartina tornasole per quanto concerne il settore delle materie prime. Il mercato in questa fase osserva con un punto di vista pessimista e negativo verso questo tipo di business.

Tuttavia il taglio di rating non ha ottenuto gli effetti negativi che tutti temevano, a partire dagli investitori. In particolare chi sta cercando di speculare sulla Borsa cinese, è rimasto un po’ sorpreso della tenuta dei mercati asiatici, che da inizio anno hanno ottenuto sempre ottime performance, fino a questo punto. E’ normale quindi continuare a tenere d’occhio questi mercati, specialmente in chiave di materie prime, mentre gli Stati Uniti sembrano essere in una nuova fase introspettiva dopo l’insediamento del presidente repubblicano Donald Trump. Difficile scorgere quindi un nuovo trend in dirittura d’arrivo con la stagione estiva. I consumi per quanto riguarda gas e altri carburanti dovrebbero in qualche misura scemare, come avviene abitualmente a questo punto dell’anno. Bisogna valutare e tenere in considerazione il nuovo fattore di debolezza delle materie prime, che in ottica di esportazioni cinesi avrà un effetto domino abbastanza immediato. Pechino assicura che ci sarà una certa premura nel controllare i flussi di capitale, ma ciò nonostante è tempo di rimanere cauti, specialmente sotto il profilo dei mercati energetici. Per quanto riguarda l’oro invece si è verificata un’oscillazione nei mesi scorsi, e il punto più basso colpito durante il periodo di aprile e maggio scorso, dovrebbero rappresentare un motivo di riflessione da cui ripartire. Su fronte petrolifero invece, non ci sono novità eclatanti, nemmeno dopo l’ennesima riunione Opec. Sembra sia diretta verso una fase di stallo dei mercati, che durante il 2017 ha prodotto un apprezzamento del bari che è aumentato lungo tutto il mese di maggio. Continuerà su questo trend anche lungo il mese di giugno, e questo sarà probabilmente il momento migliore dell’anno. Andando dritto al punto, le elevate aspettative del momento e l'improbabilità di vivere imminenti rialzi del prezzo al barile, bisogna rimanere prudenti riguardo le commodity currency e in particolare il dollaro canadese sta avendo un ruolo centrale per quanto riguarda questo tipo di attività, allo stato attuale delle cose.

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