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Intervista Chi Wang, autore del fumetto Captain China

Chi Wang è un artista e grafico freelance con oltre 25 anni di esperienza nel settore dei fumetti.

Ha iniziato nel 1993 come stagista presso il dipartimento editoriale della Marvel Comic e ha in seguito lavorato professionalmente per tutte le principali società di fumetti americane come Marvel, DC e Archie Comics.

Intervista di Dominique Musorrafiti

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CinaOggi: Quando hai iniziato ad occuparti di comics?

Chi Wang: Da quando ero molto piccolo sono stato a contatto con il manga giapponese Doraemon e ho iniziato a leggerlo in prima elementare. Quando la mia famiglia emigrò in America nel 1984, fui attratto dal fumetto Transformers e iniziai ad acquistare la serie Marvel Comics.

Lo studio di Chi Wang “Primary Graphix” ha fornito materiale di impressioni e prestampa per aziende manga giapponesi come Viz Media, TokyoPop e Yen Press. Queste passate esperienze lavorative lo hanno portato ad una vasta conoscenza dello stile artistico americano e giapponese e di come questa si applichi al racconto di fumetti, anime e manga. Chi, attualmente possiede e gestisce “Excel Comics” che pubblica contenuti di fumetti e romanzi illustrati che si possono download in formato digitali su Amazon.com.

Ma è stato alle superiori che ho iniziato a leggere libri della Marvel e della DC e ho acquistato molti titoli regolarmente. Durante il mio ultimo anno, sono stato in grado di ottenere uno stage presso la Marvel Comics e dopo essermi diplomato al liceo nel 1993, ho iniziato a lavorare come freelance per la Marvel, DC e varie altre società di fumetti del settore.

C O: Quale è stato il comics che ti ha influenzato di più?

C W: Ho deciso di lavorare per la Marvel Comics perché volevo lavorare al fumetto di Transformers, quindi quella è stata probabilmente la mia più grande ispirazione, che mi ha motivato ad entrare nel mondo del fumetto americano.

Ma le serie che hanno influenzato maggiormente la mia comprensione sui fumetti americani (scrittura seriale, story-telling, marketing e così via) sono stati i lavori di Larry Hama su GIJOE & Wolverine, Mark Waid e Ron Garney su Captain America, The Death and Return della saga di Superman e le storie di Zio Paperone di Don Rosa. Per quanto riguarda i manga giapponesi, sono sicuramente, Doraemon, Ranma 1/2, Maison Ikkoku, Kyūkyoku Chōjin R e Patlabor.

C O: Quando e come è nata l’idea alla base della realizzazione di Captain China?

C W: L’idea iniziale è nata a un certo punto mentre stavo facendo una ricerca casuale su internet per “Captain China”. Sono rimasto davvero sorpreso dal fatto che il risultato fosse nullo riguardo ad un personaggio o un fumetto. Ho quindi esaminato i registri dei diritti d’autore degli Stati Uniti e non trovando ancora nulla di simile realizzato prima, dopo alcune considerazioni, ho quindi deciso che lo avrei realizzato.

In principio avevo pensato che il fumetto potesse essere una parodia comica dei supereroi americani e utilizzarlo in modo tale da satirizzare la frase “Verità, giustizia e via Americana!” Ma dopo un viaggio in Cina nel 2008 e dopo aver visto come la Cina sta crescendo nella sua economia e come sta diventando uno strano ibrido di comunismo e capitalismo, ho deciso di adottare un approccio più serio e usarlo come mezzo per raccontare una storia significativa sulla Cina moderna in modo divertente e maniera spettacolare.

C O: A quale target di pubblico ti rivolgi?

C W: Quando ho iniziato a pianificare la serie, ho pensato di scrivere le storie in modo tale che temi e idee potessero essere facilmente compresi sia dal pubblico orientale che occidentale. Gli scenari e il dialogo sono progettati per essere semplici e diretti in modo da non perdere di significato nella traduzione tra inglese e cinese. Direi che le storie sono abbastanza facili da leggere anche per un bambino di 10 anni, ma ci sono anche molti temi a cui si può appassionare un lettore più maturo.

“questo è il primo fumetto di supereroi di un piccolo editore che ha attirato l’attenzione dei media internazionali senza pubblicità.” Freitag.de

C O: Come si sincronizza la collaborazione tra la sceneggiatura ed il disegno?

C W: Poiché sono anche un artista, tendo a scrivere le mie sceneggiature pensando agli elementi visivi. Penso sempre a rendere ogni scena più visivamente interessante mentre le scrivo. Anche se i fumetti sono un mezzo visivo per raccontare storie, hanno comunque lo svantaggio di non avere alcun movimento o suono rispetto ad un film.

Quindi il trucco per scrivere libri a fumetti è di esagerare tutto e spingere l’immagine il più lontano possibile. Un buon esempio è come la scena dell’assassinio è gestita nel primo volume di Captain China. Inizialmente pensavo di fare in modo che l’assassino mirasse al bersaglio e mostrare la scena attraverso la vista da un obiettivo. Questo tipo di scena in un film con movimenti di macchina, dialoghi, musica e suoni può facilmente creare potenti azioni e tensioni. Ma nella pagina di un fumetto, la visuale finisce per essere solo un accerchiamento con l’immagine di un ragazzo, e questo risulta assolutamente noioso.

Così, invece, ho deciso di far volare il cattivo su un jetpack e far saltare in aria le cose. La sceneggiatura completa viene quindi passata all’artista Jim Lai e di solito, a lui è concessa una grande libertà di interpretazione per esprimere la sua arte e il suo stile. Se quello che mi manda sembra avere dei problemi, di solito lavoro con lui per apportare correzioni o cambiamenti nella storia per raggiungere un risultato davvero soddisfacente.

C O: Quali sono state le difficoltà maggiori che hai dovuto affrontare nello sviluppo della storia?

C W: Le maggiori difficoltà sono state nel trovare una nuova prospettiva nel genere dei supereroi e di aggirare il pregiudizio del pubblico su un fumetto intitolato “Capitan China”. Penso che quando qualcuno sente per la prima volta il nome, semplicemente lo considera ridicolo o un plagio di Capitan America. Quindi la narrativa in ogni libro è stata progettata per superare questo tipo di aspettativa e continua così con ogni problema successivo. Ecco perché Captain China non è scritto come una storia di arti marziali old fashion, l’eroe principale non conosce il kung fu, usa una pistola invece di una spada ed è vestito con abiti occidentali ed ha influenze occidentali.

C O: Qual è il messaggio principale e finale delle avventure di Captain China?

C W: Captain China è in definitiva concepito come pura avventura di supereroi, ed i supereroi sono il bene e il male, superando gli ostacoli e trionfando sulle avversità. Ma Poiché i personaggi e la trama sono ambientati in Cina e in un contesto comunista, non vi saranno gli stessi percorsi tipici degli altri eroi. Ma alla fine, voglio che i lettori ricevano gli stessi messaggi ispiratori e provino un senso di speranza per il futuro.

C O: Quando hai iniziato le avventure di Captain China il quadro politico internazionale era molto differente come immagini il futuro di Captain China?

C W: La politica internazionale sta cambiando continuamente, quindi non l’ho mai usata come punto principale di considerazione quando scrivo fumetti. Ma dal momento che le storie dei supereroi tendono a riflettere in un certo grado un lato del mondo reale, un po’ di intrigo politico è incorporato in Captain China per aiutare a stabilire un senso di credibilità per il suo pubblico. Ma alla fine, mi limito semplicemente a credere che una storia debba essere vera per se stessa, e finché ciò sarà raggiunto, questa troverà il proprio pubblico ed avrà successo.

C O: Cosa ne pensi della Cina contemporanea?

C W: Penso che la Cina, come qualsiasi altro paese, possa sempre progredire, andare avanti e fare ancora meglio. Soprattutto con il tipo di ricchezza e lo stato economico raggiunto dalla nazione. Ora è il momento di apportare miglioramenti e implementare cambiamenti per i suoi dipendenti e diventare parte integrante della comunità internazionale. Captain China è in un certo senso la mia speranza per la direzione che la Cina prenderà per il suo futuro.

Foto cortesemente concesse da Chi Wang

English: Captain China: The World’s Greatest Communist Super Hero!

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