Duran Levinson è un direttore della fotografia e fotografo analogico di 29 anni di Cape Town, Sud Africa.

Ha trascorso gli ultimi 4 anni viaggiando tra Asia, Europa e Africa ed ha ritratto molte culture e persone nei suoi vari progetti fotografici. Come libero professionista a tempo pieno, Duran è costantemente in movimento, creando contenuti per sé o per i brand che stanno assimilando il suo stile e le idee visive.

Intervista di Dominique Musorrafiti

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CinaOggi: Quando e perché hai iniziato a fotografare?

Duran Levinson: Ho iniziato a prendere sul serio la fotografia analogica circa 3 anni fa. Sono andato alla scuola di cinema e mi considero un direttore della fotografia, perché è lì che si trovava la mia passione.

Quando ho ripreso la macchina fotografica, sono stato ispirato e mentre scattavo con le 35mm e mi è piaciuto molto l’intero processo. Sono stato in grado di visitare la Cina per la prima volta nel 2014 e fu allora che mi sentii ispirato a scattare foto di nuovo.

Sono passati 3 anni e mezzo da quando ho concentrato la maggior parte del mio tempo sulla fotografia e la pellicola e non potrei essere più felice.

Street Photography in Cina Duran Levinson

C O: Quali sono gli argomenti principali ed il focus delle tue foto? Cosa vuoi raccontare con i tuoi scatti?

D L: Cerco di mantenere le mie foto il più semplice possibile. Mi piace fotografare le persone nei loro ambienti e spazi naturali. Direi che le mie foto sono un misto di street, fashion e ritrattistica.

Per quanto riguarda la storia che voglio raccontare con le mie foto, mi piace creare un’immagine che possa evocare una sorta di connessione emotiva dando allo spettatore la possibilità di creare la propria storia o la propria narrativa. Alla fine della giornata, voglio solo pubblicare immagini che penso abbiano queste qualità narrative.

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C O: Cosa puoi raccontarci della tua prima volta in Asia? Cosa ti ha ispirato di più?

D L: La prima volta che sono stato in Asia ho trascorso un mese in Cina. Sono stato estremamente ispirato dalla cultura, dalle persone e dagli ambienti.

Sembrava un mondo completamente nuovo ed ha acceso un fuoco dentro di me per cercare ed ho cercato di catturarlo. Da allora sono tornato in Asia ogni anno per dedicarmi alla fotografia ed a progetti di documentari.

C O: Cosa rende la Cina un luogo unico per scattare foto in confronto con gli altri?

D L: Mi sembra che vi sia un enorme divario creativo in Cina per la produzione di contenuti che siano unici ed originali. Mi piace la follia e la capacità di perdermi nella confusione. Quest’anno ho trascorso cinque mesi a Shanghai, con una residenza artistica presso gli “High Horse Studios” tra i miei lavori di fotografia freelance.

Sono stato in grado di concentrarmi nella realizzazione di alcuni lavori video e l’assistere a video musicali e spot pubblicitari. È stato bello vedere come questi ambienti funzionano in Cina e poter inserire il mio lavoro e il mio stile in alcuni di questi progetti.

La Cina ha questo lato selvaggio che non ho mai visto simile in un’altra parte dell’Asia. Come fotografo è molto interessante da vedere perché è davvero unico e ci sono molte opportunità per catturarlo.

C O: Come descriveresti il tuo progetto fotografico ad Hong Kong?

D L: Hong Kong è una città in cui amo molto stare. Mi sento molto ispirato e travolto quando sono ad Hong Kong. Il mio lavoro ha consistito essenzialmente nel ritrarre i miei amici, nei loro scenari e mescolarli con foto che ho scattato per le strade.

Hong Kong ha la visuale più attrattiva che io abbia mai visto in un unico posto ed essere stato in grado di immergermi in essa è stato veramente d’aiuto in questi progetti.

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C O: Preferisci realizzare foto stage o scatti spontanei?

D L: La maggior parte dei miei scatti è per lo più spontanea. Mi piace provare a catturare un momento più che programmarlo.

C’è sempre un elemento di pianificazione nei miei scatti, che si tratti dei vestiti, della posizione o del modello, ma alla fine della giornata almeno il 50% di ciò che viene catturato è non pianificato e completamente spontaneo.

Sento che questo è qualcosa che si è sviluppato nel mio lavoro e voglio continuare a mantenere questo elemento per sviluppare il mio stile visivo.

C O: Puoi condividere un retroscena delle tue foto, scattate in Cina e Hong Kong, che le rende speciali per te?

D L: Le mie foto di Hong Kong sono probabilmente quelle che mi sono più vicine, perché ho stretto un legame profondo con molte delle persone che ho fotografato.

Attraverso la fotografia e l’arte, sono stato in grado di creare amici fantastici in tutto il mondo e di entrare in contatto con persone che non avrei mai incontrato, quindi sono molto grato per queste opportunità e possibilità.

Street Photography in Cina Duran Levinson

C O: La tua esperienza fotografica in Asia ha influenzato e cambiato il tuo modo di vedere il mondo e le persone?

D L: Sì. Amo le culture dell’Asia e come ogni paese sia così unico e interessante.

Viaggiare e passare il tempo in Asia ha influenzato la mia vita e mi ha aperto ad una parte del mondo in cui non avevo alcun legame con il passato.

Ho appreso le abitudini e le idee delle persone, solo piccole cose qua e là e le ho integrate nella mia vita quotidiana.

C O: Qual è la ragione principale per un fotografo per scattare in pellicola, durante l’era digitale?

D L: Per me la pellicola è semplicemente speciale e ha una qualità unica che non può essere replicata in digitale.

Non ho alcun problema con la fotografia digitale ma non riesco a connettermi emotivamente alle mie foto digitali.

Questo è il motivo per cui tutto sul mio sito web e su instagram è completamente analogico in quanto è un sentimento e uno stile con cui ho continuato e che continuerò a fare.

Adoro l’intero processo dallo scattare in pellicola e vedere i risultati finali per la prima volta. È un processo che può essere costoso e stressante, ma spesso il risultato finale vale la pena per me.

C O: Quale formato hai usato di più per il tuo progetto in Cina e Hong Kong, film o digitale? Perché?

D L: Tutto è su pellicola 35mm. Adoro il formato e ho alcune macchine fotografiche che amo usare.

Foto: cortesemente concesse da Duran Levinson

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