Un uomo arrestato per aver venduto servizi VPN per evitare la censura cinese

Un uomo è stato condannato a nove mesi di carcere per avere venduto servizi di VPN per aggirare la censura imposta dal regime di Pechino.

0
443

Un uomo arrestato per aver venduto servizi VPN in Cina per evitare la censura.

Cresce il timore tra gli utenti in Cina delle VPN, dopo la lunga e preoccupante serie di azioni da parte del governo cinese per limitare e bandire l'uso delle VPN in Cina.

Un uomo è stato condannato a nove mesi di carcere per avere venduto servizi di VPN per aggirare la censura imposta dal regime di Pechino.

Deng Jiewei, di 26 anni, da Dongguan, importante centro commerciale nel Guangdong, è stato condannato per "avere fornito software e strumenti per controllare illegalmente il sistema di informazioni del computer", secondo i documenti pubblicati dal sito della Corte Suprema del Popolo.

Deng aveva cominciato a vendere questo genere di servizi sul suo sito sin da ottobre del 2015, ed è stato imprigionato ad agosto dello scorso anno. Deng e il suo partner avevano guadagnato circa 14.000 yuan (1500 circa) vendendo questo genere di servizi che permettono di aggirare i blocchi imposti da Beijing. Se desiderate saperne di più su come effettivamente il governo cinese possa controllare i servizi di VPN stranieri nel paese, potete leggere la nostra intervista esclusiva ai tre rappresentanti dei tre maggiori servizi di VPN nel paese (ExpressVPN, NordVPN e VypreVPN).

I commenti critici su Weibo ovviamente non mancano, anche perché la sentenza con la quale è stato condannato il malcapitato è davvero vuota e vaga sia dal punto di vista legale che informatico.

Secondo le nuove regole imposte a marzo, le persone a Chongqing che utilizzano le VPN per accedere a siti vietati, ricevono un messaggio che intima all'utente la disconnessione da tali sistemi. Chi trae profitto dalla vendita di servizi di VPN per più di 5000 yuan, è passibile di multe fino a 15000 yuan.

Fonte: smcp

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a CinaOggi, e ricevere via e-mail le notifiche di nuovi post.