Nel mezzo della crisi tra India e Cina, la Xinhua, l'agenzia di stampa nazionale cinese, ha pubblicato un video satirico in lingua inglese in cui ha denunciato i 7 peccati dell'India dal punto di vista cinese.

I 7 peccati dell'India secondo Xinhua

Il video è un tentativo davvero malriuscito di accattivarsi il punto di vista occidentale.

Peccato che il risultato sia imbarazzante per chi guarda, un video confuso dove l'unica cosa comprensibile è il tentativo rovinoso di fare umorismo ai danni dei vicini indiani.

Il video, intitolato "7 Sins of India" accusa il governo di Nuova Delhi di essere entrato illegalmente nel territorio cinese. Per rafforzare evidentemente le ragioni cinesi, la Xinhua ha pensato bene di far presentare le ragioni indiane ad un uomo mascherato dal forte accento indiano con barba posticcia e turbante che si lamenta di avere troppo sonno.

I soldati si fronteggiano a Doklam (Donglang in cinese, 洞朗), un'area di confine tra Cina, India e l'alleato Bhutan. Il governo indiano ha inviato i militari a giugno, per intimare lo stop alla costruzione di una strada da parte cinese.

Lo Hindustan Times ha accusato il video di essere razzista, prendendo in giro e parodiando gli indiani. Il video per ironia della sorte è stato pubblicato su Youtube e Twitter, piattaforme ambedue vietate nel paese.

Sette peccati dell'India

via China-underground

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