La China Netcasting Services Association (CNSA), ha questa volta preso di mira le attività sessuali considerate anormali.

Pertanto sono vietate rappresentazioni online di incesti, omosessualità, relazioni tra lo stesso sesso, etc.

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Le nuove regole sono state rilasciate venerdì scorso ed impongono ad ogni piattaforma online di video (per quelle che sono rimaste dopo tutti i recenti divieti che hanno imposto la chiusura di numerose piattaforme di streaming e video), l'assunzione di almeno tre censori professionisti, che dovranno visionare per intero i programmi ed eliminare tutto ciò che non è considerato allineato alle nuove regole 'politicamente corrette e allo standard estetico".

Nel frattempo, secondo Channel News Asia, il governo ha chiuso alcuni blog di gossip che secondo le autorità 'alimentavano il cattivo gusto del pubblico'.

Altro materiale online è stato vietato compreso tutto ciò che possa offendere l'immagine della nazione, materiale critico nei confronti dei leader o le rappresentazioni del soprannaturale.

Coloro che non si adegueranno al nuovo standard dovranno riferire dinnanzi alle autorità compententi.

Ricordiamo che la Cina ha decriminalizzato il reato di omosessualità nel 1997, lo ha eliminato dalla lista delle malattie mentali nel 2001 e in questi anni, la comunità omosessuale in Cina aveva goduto di qualche attenzione mediatica ed era stata parzialmente sdoganata.

Già nel 2016 il governo cinese di Xi Jinping aveva vietato le rappresentazioni LGBT dalla tv, affermando che "nessun programma televisivo dovrà mostrare relazioni e comportamenti, come l'incesto, le relazioni tra lo stesso sesso, le perversioni sessuali, le violenze sessuali, l'abuso sessuale, etc". Le nuove regole riportano la Cina indietro di 15 anni. Nel frattempo Taiwan, ha legalizzato i matrimoni omosessuali.

Queste norme di tanto in tanto rispuntano fuori e sono causa di disinformazione tra la popolazione che proprio grazie alla mancanza di informazione è indotta a crearsi false idee su determinati argomenti (vedi ad esempio il bel film Quitting di Zhang Yang, dove il regista fu costretto a trasformare il protagonista da eroinomane in fumatore di cannabis, finendo per risultare paradossale vedere un giovane costretto ad affrontare il calvario della disintossicazione per degli spinelli).

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