Peppa Pig censurato in Cina?

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Peppa Pig censurato in Cina

Editori cinesi hanno detto di avere ricevuto ordini di diminuire drasticamente il numero di titoli stranieri per prevenire il "flusso ideologico" dall'occidente.

Secondo alcune nuove direttive, anche Winnie The Pooh, Charlie e la Fabbrica di Cioccolato, James e la Pesca Gigante ed altri potrebbero essere censurati.

Numeri di capogiro

Il pubblico potenziale per questi titoli è vastissimo: oltre 220 milioni di bambini e pre adolescenti, rappresentano una sorta di eldorado per gli editori. Solo nello scorso anno sono stati pubblicati 40.000 testi per bambini in Cina.

Come abbiamo visto recentemente, il partito sta rafforzando il proprio controllo sulla rete cinese, sui media, sull'editoria, sulla televisione ed ora probabilmente anche sull'editoria per bambini. Secondo il South China Morning Post di Hong Kong, i pubblisher cinesi sono stati infine raggiunti dalle nuove direttive che limitano il numero di titoli stranieri.

I primi ad essere colpiti dalle nuove regole saranno molto probabilmente, a dire il vero, i testi provenienti da Corea del Sud, già al centro di fortissime polemiche e di un boicotaggio per quanto riguarda il dislocamento del sistema anti-missilistico americano THAAD in funzione anti nord coreana, e Giappone.

Una seconda fonte, un editore di una casa editrice controllata dal governo, ha affermato che dirigenti del partito comunista si sono lamentati che questi testi stranieri hanno causato un flusso intollerabile di ideologia occidentale.

Venerdì, Alibaba, il gigante controllato da Jack Ma, ha detto che cesserà la vendita di tutte le pubblicazioni straniere da Taobao, uno dei più grandi siti di ecommerce cinese, al fine di "creare un ambiente di shopping sano e sicuro per aumentare la fiducia e la soddisfazione dei consumatori". Controllando sulle pagine di Taobao e Tmall, in effetti al momento i libri di Peppa Pig, così come quelli di Winnie The Pooh sono ancora presenti.

Peppa Pig su Tmall
Winnie The Pooh su Taobao

La corruzione morale dell'Occidente

La questione della corruzione morale dell'Occidente è cosa antica ed ha anche qualche ragione storica per esistere. Basti pensare ad esempio alle vergognose guerre dell'Oppio, ai trattati ineguali, alle concessioni straniere. I dissapori con il Giappone invece hanno origini più recenti, da quando cioè, il Giappone verso la fine dell'800 si scoprì potenza militare proprio ai danni della Cina, con la Prima Guerra Sino-Giapponese. Le atrocità e gli orrori commessi dalle milizie giapponesi in Cina durante la Seconda Guerra-Sino Giapponese e la Seconda Guerra Mondiale, hanno poi fatto il resto, cementando così il fortissimo risentimento cinese nei confronti dei vicini. Negli anni '50, il sentimento anti-occidentale trovò nuova linfa nella guerra di Corea e nella Guerra Fredda. Recentemente, l'animo patriottico cinese, è stato riscaldato dalle contese territoriali nel mare cinese meridionale e in Corea del Sud.

La Cina da anni ha cercato di contenere l'influenza culturale occidentale. Da dopo la morte di Mao, abbiamo visto che la Cina si è gradualmente aperta all'occidente, cercando però di controllare il flusso di informazioni, talvolta accelerendo per poi improvvisamente arrestare bruscamente questo processo, impaurita dalle conseguenze che questo flusso potrebbe portare. Questa paura si è manifestata violentemente nel giugno del 1989 negli episodi che tutti ben conosciamo.

Il "Sogno Cinese"

Dal 2012, con la salita al potere di Xi Jinping, questo processo di contenimento si è rafforzato, inseguendo lo slogan "Il Sogno Cinese". Xi, sfoderando una retorica d'altri tempi, ha dichiarato che le università cinesi devono diventare le roccaforti del partito comunista, mentre il ministro dell'educazione Yuan Guiren, ha avvertito che "forze nemiche" stano tentando di infiltrarsi nei cuori e nelle menti dei campus del paese.

Il dirigente della casa editrice ha anche aggiunto a South China Morning Post che il divieto è stato passato per via orale, e il suo scopo è quello di "conformare il pensiero delle persone ai dogma di partito".

Ad ogni modo, ci sono vari dubbi se Beijing sia effettivamente in grado di rafforzare il bando sui testi stranieri per bambini. Un editore cinese ha detto al Financial Times che secondo lui la censura è tecnicamente di difficile attuazione, e non porterà alcun beneficio al paese.

Al momento, sono sei i titoli stranieri nella top tep di libri per bambini sul marketplace di Amazon in Cina, compreso Harry Potter e Guess How Much I Love You di Sam McBratney.

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