Shenzhen è stata indicata come la città con il più alto tasso di imprenditorialità delle tre Cine in uno studio condotto congiuntamente dalla Chinese University di Hong Kong ed altre istituzioni.

Shenzhen è stata spesso soprannominata la Silicon Valley della Cina, e da anni funge da base operativa per numerosi gruppi locali e stranieri come Tencent Holdings, ZTE, DJI grazie alla posizione più che strategica. Shenzhen funge praticamente da cerniera economica tra l'operoso Guangdong e il centro finanziario mondiale e cosmopolita Hong Kong, sfruttando la posizione vantaggiosa sul delta e la vicinanza di Guangzhou. Attorno a Shenzhen, cresciuta anche lei dalla notte al giorno come un fungo sul finire degli anni settanta grazie alle politiche di apertura di Deng Xiaoping, si sono addensati innumerevoli centri produttivi ed industriali di dimensioni sempre maggiori, attirando non solo una massa di lavoratori migranti da tutte le province cinesi alla ricerca di lavoro, ma anche, soprattutto in anni recenti, riuscendo a puntare sullo sviluppo tecnologico coinvolgendo un ampio ventaglio di tecnici, ingegneri, designer, etc. creando pertanto l'humus e le condizioni ideali per il sorgere di startups.

Shenzhen ha raggiunto e superato pertanto i livelli di Hong Kong e Taipei per quanto riguarda i
livelli di imprenditorialità nella mainland, secondo un sondaggio rilasciato mercoledì.

Questo dato va paragonato al 9,4% degli abitanti adulti di Hong Kong coinvolti in attività imprenditoriali, su del 3,6% rispetto al 2009.

La media nazionale cinese si assesta attorno al 10%, di poco superiore all'8% di Taipei.

Lo studio, rilasciato dalla Chinese University of Hong Kong, dalla Hong Kong Baptist University e da altri istituti di ricerca, ha coperto la popolazione di 66 economie nel mondo, con un focus particolari sulle tre città delle tre Cine.

Shenzhen giunge in seconda posizione a livello globale, dopo la Thailandia, che è al momento la nazione più imprenditoriale tra le economie asiatiche.

A livello globale, Shenzhen supera Israele e gli Stati Uniti, caratterizzati da livelli particolarmente alti, l'11,3% e il 12,6% rispettivamente.

Futuri incerti?

I risultati possono essere attribuiti al livello di sviluppo economico tra i paesi. Generalmente vi sono meno imprenditori in economie sviluppate come Hong Kong grazie ad alternative più competitive per lavoratori qualificati. Pertanto, un valore alto non è detto che possa essere un sintomo di buona salute per un'economia, perché è un indicatore di un'economia precaria, dal futuro incerto. Potrebbe essere un segnale di mancanza di alternative per il personale qualificato, ha detto Kevin Au, un professore associato della Chinese University.

Ad ogni modo sia Shenzhen che Hong Kong hanno visto una vera e propria esplosione della crescita del numero di startup l'ultimo anno, con crescita del 284% e del 206% rispettivamente, dal 2009.

Una delle motivazione del boom di startup a Shenzhen potrebbe essere ricercato nello snellimento delle pratiche per richiedere mutui ed investimenti effettuati dal governo di Shenzhen. Le banche di Shenzhen, alla ricerca di alternative profittevoli ai business tradizionali, vedono di buon occhio e favoriscono la nascita di startup. Il governo infine ha offerto sussidi alle banche che fanno prestiti alle startup. L'importante supporto finanziario ad ogni modo ha fatto sollevare qualche dubbio.

Fonte: Nikkei.com

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