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Il Linguaggio Segreto delle Donne: composizioni artistiche ispirate dal NuShu

Il “Linguaggio segreto delle donne” è una composizione artistica di Anita Wong, ispirata dal Nushu, ovvero una scrittura sillabica creata ed utilizzata dalle donne in Cina.

Anita Wong è un’artista anglo-cinese e in precedenza professoressa alla School of Visual Arts and Maryland Institute College of Arts negli Stati Uniti. É specializzata in arte cinese moderna e tradizionale.

IL LINGUAGGIO SEGRETO DELLE DONNE di Anita Wong

A prima vista, sembrano delle cornici vuote appese alle pareti della galleria.

Ma basta avvicinarsi per notare alcuni caratteri in rilievo sul vetro.

Il linguaggio segreto delle donne cinesi, il “Nushu”, finalmente si svela con una torcia.

Questo pezzo raffigura una donna dai caratteristici piedi fasciati di un antico dipinto cinese.

Un poema scritto in nushu è tradotto in cinese moderno. Il passaggio, più o meno, recita in questo modo: “Le hanno insegnato a truccarsi e a pettinarsi; le hanno agghindato il capo con perle magnificamente scintillanti; siede come Guanyin (una dea buddhista) su un piedistallo buddhista”.

(Immagine: ancientscripts.com)

Un triste poema scritto in NuShu e tradotto in cinese (immagine: omniglot.com)

I caratteri “NuShu” e il loro equivalente in cinese.

Che cos’è il NuShu?

Il Nüshu è una scrittura sillabica creata ed usata esclusivamente da alcune donne nella prefettura di Jiangyong, nello Hunan. Alle donne fu proibita per molti secoli un’educazione formale. Le donne idearono questa scrittura per comunicare l’una con l’altra. Lo ricamavano sui vestiti e scrivevano messaggi su libri o ventagli di carta.

Il Nüshu è stato utilizzato per creare lo San Chao Shu (三朝書) o “missive del terzo giorno”, opuscoli creati dalle madri per le figlie in occasione dei matrimoni, o da donne ad amiche. Lo San Chao Shu contiene canzoni scritte in NuShu che esprimono speranza e dolore, e venivano consegnate al terzo giorno di matrimonio. L’ultima esperta di questa scrittura fu Yang Huanyi, morta il 20 settembre del 2004, all’età di 98 anni.

Foto di Yang Huanyi (Foto: vidayestilo.terra.com)

“Nüshu” scritto in Nüshu (da destra a sinistra)

L’uso del Nushu si accompagna alla dolorosa pratica dei piedi bendati, una tradizione cinese che deformava i piedi al fine di farli rimanere di piccola misura. Questa pratica è stata abolita ormai più di cento anni fa. Il nushu era spesso scritto in forma di poemi, lettere e canzoni. Serviva come forma di fuga e un mezzo segreto per la donna per esprimere il proprio dolore, sofferenza e speranza a un’altra donna.

Il “nushu” venne abbandonato dopo la Rivoluzione Culturale, e oggi rappresenta un valido strumento per indagare l’animo delle donne cinesi di un tempo, un riflesso delle loro paure e dei loro dolori. È oggi utilizzato da alcuni artisti come forma d’arte moderna. Non so leggere o scrivere il Nushu, ma non posso che domandarmi a quale genere di dolore queste donne siano state sottoposte quando seguo i loro scritti parola per parola e pezzo dopo pezzo. Non posso non domandarmi cosa questo voglia dire per me, come artista cinese moderna che beneficia dei privilegi della libertà e dei diritti. Il testo di questo pezzo è delicato e sottile, in contrasto con l’imponente cornice nera. La cornice rappresenta una donna intrappolata in dei confini culturali, il testo semi trasparente e la rappresentazione visuale, rappresentano il loro vuoto. E’ una performance e una analisi del passato e io, come moderna artista cinese donna, rintraccio queste vecchie e personali lettere segrete delle donne. I segreti si svelano al visitatore alla loro ricerca con una torcia. L’interazione del visitatore con il pezzo porta alla luce questi segreti, un atto di speranza scintillante e di comprensione verso le donne che li hanno composti.

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