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L’abuso delle donne nord coreane in Cina

I numeri mostrano come il numero di bambini avuto da nord coreane con padri cinesi sia decisamente più alto di quello dei padri dei giovani disertori.

Il Ministero dell’Educazione sud coreano domenica ha segnalato che l’anno scorso 1249 bambini di fuggitivi nord coreani sono nati in Cina ed hanno frequentato le scuole in Sud Corea, superando i 1226 bambini nati in Nord Corea. A settembre, il 52,1% dei bambini di fuggitivi nord coreani che andava a scuola in Corea del Sud era nato in Cina. Secondo un portavoce di un gruppo di diritti umani, il fatto che la maggior parte dei bambini abbiano un padre cinese anziché nord coreano indica come vi sia un abuso sulle donne nord coreane che fuggono in Cina: l’alternativa alla permanenza in Corea del Nord è qualcosa di molto simile al traffico umano e alla schiavitù sessuale. Queste donne infatti spesso vengono letteralmente acquistate dai trafficanti di frontiera, sempre più senza scrupoli.

Matrimoni combinati tra fuggitivie nord coreane e cinesi

Vi sono alcune ragioni per cui le donne coreane cercano rifugio in Cina: innanzitutto alcuni lavori per immigranti illegali sono considerati adatti solo a donne, come ad esempio i lavori legati al settore della ristorazione. Molte donne inoltre possono trovare un certo grado di protezione economica entrando in un accordo di coabitazione con uomini cinesi o di etnia coreana che risiedono nei remoti villaggi del nord est della Cina. Non ci sono molti dati a disposizione, ma sembra che almeno la metà delle donne fuggitive coreane almeno una volta abbia sottoscritto questo genere di contratto una volta entrata in Cina. Secondo i dati forniti da Database Center for North Korean Human Rights almeno il 39,3% delle fuggitive coreane hanno contratto questi accordi.

I rapimenti e i sequestri sono in effetti diminuiti rispetto alla fine degli anni 90, quando il Nord Corea venne flagellato dalla Grande Carestia, che costrinse innumerevoli abitanti alla fuga e ad essere molto più ingenui e disperati rispetto ad oggi.

Oggi, spesso, si entra volontariamente in questi accordi, ma si viene indotti a farlo sulla base di falsi presupposti. I trafficanti ai contadini cinesi fanno pagare alcune migliaia di yuan per i loro servizi. La tariffa di questi tempi pare aggirarsi tra i 5000 e i 10000 RMB, una cifra ancora abbastanza importante per un lavoratore cinese della terra. In questo caso da parte cinese l’aspettativa è praticamente quella di avere organizzato un matrimonio, ovvero un traguardo molto difficile in un mondo, come quello rurale cinese, dove il numero degli uomini è discretamente superiore a quello delle donne grazie allo sbilanciamento di genere in Cina.

La donna fuggitiva coreana pertanto è un prezioso investimento per il contadino scapolo cinese che spera di avere finalmente trovato una sposa. Ad ogni modo, negli ultimi anni, il lavoro dei trafficanti è diventato più difficile a causa di maggiori controlli alla frontiera tra i due paesi.

Non si hanno numeri precisi sul numero di donne coreane che vivono in Cina. Alcune riescono a comprare una identità cinese e pertanto vengono assorbite dalla società cinese. Altre, che hanno vissuto per un certo periodo con i partner cinesi, riescono a spostarsi in Corea del Sud o vengono arrestate e rispedite in Corea del Nord. In ogni caso, si stima vi siano alcune decine migliaia di donne nord coreane che hanno vissuto questo genere di esperienze nelle ultime due decadi.

La fuga: aspettative e scontro con la realtà

“Sono fuggita dalla Cina fidandomi di un trafficante, ma sono finita per essere venduta per soldi ed ho subito ogni genere di abuso, mentre mi trasferiva da un posto all’altro.” Alcune donne che devono essere vendute vengono denudate e rinchiuse in modo tale che non possano scappare, secondo alcune fonti.

I bambini di queste donne con uomini cinesi sono incapaci di ottenere un’assistenza legale o di andare a scuola in Cina perché le loro madri sono considerate immigrate illegali e il loro padri si rifiutano di registrarli come loro.

Alcune donne riescono a raggiungere la Corea del Sud con i loro bambini cinesi oppure si recano in Corea e in un secondo momento riescono a ricongiungersi con i figli.

Secondo un trafficante, in seguito ad una pessima riforma monetaria nel 2009, il numero dei fuggitivi coreani è aumentato considerevolmente. Il 70-80% sono donne, e almeno 20.000-30.000 sono i bambini che nascono in Cina.

Ma i bambini nati in queste condizioni non hanno i titoli per avere la stessa educazione e il supporto finanziario dei figli dei fuggitivi con ambedue i genitori coreani. Una donna arrivata in Corea del Sud nel 2010 ha detto che i suoi due figli avuti in Cina, non hanno ottenuto alcuna assistenza o aiuto e non parlano nemmeno coreano.

Alcune donne pertanto hanno cominciato a mentire agli investigatori affermando che i bimbi sarebbero nati in Corea del Nord, e solo in seguito alla loro nascita sono fuggite in Cina, evitando pertando la tanto temuta esclusione sociale destinata ai figli dei padri cinesi, confidando sull’impossibilità di controllare i documenti. In fondo, una bugia a fin di bene.

Fonte: Chosun.com , nknews.org

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