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La lenta agonia dei circhi rurali cinesi

Yongqiao, nello Anhui settentrionale, è considerata la patria del circo cinese. Qui vi sono oltre 300 compagnie che lavorano in questa attività che danno lavoro ad oltre 20000 persone.

In anni recenti però la sensibilità verso la protezione degli animali, in particolar modo di quelli protetti é aumentata, e l’industria del circo è inevitabilmente entrata in crisi. Nel 2010 é entrata in vigore una nuova legge per la tutela degli animali selvaggi e alcune rappresentazioni sono state fermate.

Zheng Guo Wu, è un addestratore di animali da oltre 30 anni. Per la sua famiglia, questa legge è stata un colpo molto forte. “Per noi gli animali sono come figli, come potremmo mai fargli del male?” Secondo Zhang il circo non è sinonimo di abuso sugli animali; loro hanno speso tutti i loro soldi e tutto il loro tempo per seguire gli animali. La famiglia Zhang possedeva tre leoni, due orsi, due scimmie e tre cani.

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Foto di Wu Fang
Fonte
http://news.163.com

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