Un tragico episodio di cannibalismo durante la carestia del Grande Balzo in Avanti (immagini non adatte ad un pubblico sensibile)

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Durante la disastrosa campagna di modernizzazione del Grande Balzo in Avanti, la Cina ha vissuto uno dei suoi periodi piú bui.

Un episodio di cannibalismo in Cina

Il numero di vittime causato dalle politiche improvvisate del partito ha causato la morte tra i 20 e i 43 milioni di persone. In numerose località inoltre i quadri locali effettuarono ogni genere di sopruso sulla popolazione inerme. Proprio in questo periodo si sono anche registrati alcuni tragici casi di cannibalismo. Come quello che accadde nella contea di Lixian, nello Hunan, fino a pochi anni prima famosa per l’abbondanza delle sue terre.

Ad ogni modo le politiche di terrore attuate dai quadri locali lasciarono la popolazione impoverita, affamata e infreddolita. Quello di Liujia, un contadino sempre vissuto nell’umiltà, arruolato a forza nelle truppe del KMT nel 1948 e catturato poco dopo dalle forze comuniste, é un caso emblematico. Nel 1950 Liu fu liberato e fece ritorno a casa.

Qui cercò di costruirsi una famiglia. Ma pochi anni piú tardi le politiche attuate dalla comune locale forzarono lui, così come numerosi altri abitanti della zona a una vita disperata. Venne vietato l’accesso al vicino lago Dongting e gli abitanti si recavano di nascosto sulle sue acque a pescare qualche pesce per non morire di fame. Ad ogni modo, Liu un giorno venne picchiato a sangue dai quadri locali per un furto e fu costretto a cedere tutte le sue scorte di cibo alle autorità. L’inverno seguente, la famiglia non aveva di che vivere. I bambini nel villaggio piangevano dalla fame per tutto il giorno.

Presto molti dei bambini e degli abitanti locali furono colti anche da attacchi di follia e allucinazioni. Liu Jia, nei suoi resoconti alla polizia, racconta di bambini che si muovevano come maiali, che sognavano ad occhi aperti di mangiare tazze di riso. La notte, guardando il bambino dormire inquieto e affamato, Liu crollò. Prese un coltello e lo uccise. Lo smembrò e lo cucinò insieme a delle carote conservate.

Il giorno seguente i vicini insospettiti dall’improvviso silenzio proveniente dalla casa, si affacciarono nella sua casa. Quello che videro era uno spettacolo terrificante: alcuni mattoni fungevano da forno e sopra questo forno improvvisato c’era una pentola con la testa, le gambe e le braccia mutilate del bambino. Liujia venne arrestato, confessò i suoi crimini. Disse che aveva ucciso il bambino come atto di pietà.

cannibalismo in Cina

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